Legge sulla legittima difesa, si può firmare anche a Ruvo

«Non siamo dei pistoleri, non vogliamo il far west, ma ci sono casi veramente assurdi», dicono i promotori
Come spesso accade, la notizia è rimbalzata in maniera virale sui social e addirittura sui cellulari tramite whatsapp, nella nota modalità “catena di Sant’Antonio”, tanto da far sorgere svariati dubbi sulla sua veridicità. A segnalarcela al numero 389.2170180, chiedendo appunto se fosse attendibile, è stato un lettore di RuvoLive.it, che ci riporta il testo ricevuto.
«Comunico a tutti coloro che ne siano interessati che presso l’ufficio segreteria o anagrafe del proprio Comune di residenza é possibile firmare per una legge di iniziativa popolare sulla legittima difesa della casa e dei beni. Nella proposta di legge sarà potenziata la tutela della persona che difende la propria casa, i propri beni e i propri cari. La cosa più importante é che viene negato il risarcimento delle eventuali lesioni causate al ladro o ai suoi eredi in caso di morte.
Mi permetto di segnalarlo perché partiti, giornali e televisioni non ne stanno dando assolutamente notizia, pertanto vi prego di firmare e far firmare il maggior numero di persone. Grazie. Serve solo la carta di identità in corso di validità ed essere residenti. Passate parola anche ad amici. Si dovranno recare presso i loro Comuni di appartenenza».
La proposta di legge
La proposta di legge, dal titolo “Misure urgenti per la massima tutela del domicilio e per la difesa legittima”, è stata ideata da Italia dei valori e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 18 febbraio. Prevede due articoli che intendono modificarne altrettanti del codice penale. Nel numero 55 verrebbe aggiunto un paragrafo per sancire che «non sussiste eccesso colposo in legittima difesa quando la condotta è diretta alla salvaguardia della propria o altrui incolumità o dei beni propri o altrui nei casi previsti dal secondo e dal terzo comma dell’articolo 52». Nel 614, che riguarda principalmente le pene per chi si introduce in casa altrui, si chiede di inasprirle. Nello specifico, attualmente la legge prevede «la reclusione da da sei mesi a tre anni», che passano «da uno a cinque […] se il fatto è commesso con violenza». Con le modifiche richieste, si passerebbe ad un periodo variabile «da uno a sei anni», nel primo caso; «da due a sette anni» nel secondo.
Le motivazioni dei promotori
«Non siamo dei pistoleri, non vogliamo il far west, ma ci sono casi veramente assurdi», fanno sapere dalla sede romana del partito. Tra quelli catalogati nel dettagliato dossier, ce n’è anche uno capitato in Puglia lo scorso agosto. A Troia, nel foggiano, un imprenditore agricolo è stato denunciato per omicidio colposo per aver ucciso col suo fucile, legalmente detenuto, un presunto ladro che si era introdotto nottetempo nel suo podere. Voleva solo intimidirlo, avrebbe detto ai Carabinieri a cui lui stesso aveva raccontato l’accaduto.
Dove si firma
Dopo l’arrivo degli appositi moduli spediti in tutti i Comuni della Puglia e la loro accettazione, è ora possibile firmare anche nell’ufficio Elettorale di Ruvo entro la fine di maggio. Perchè la legge possa essere presentata in Parlamento, le sottoscrizioni devono essere almeno 50mila.
Commenti
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e allora tutti a firmare!!! p.s. chi non firma è un (inserisci un insulto a piacere)!!!








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