Le ragazze di Benin City
L’argomento “prostituzione” verrà trattato ancora mercoledì 19 settembre
“La prima volta che vai sulla strada per lavorare sei nel panico. Io ricordo la strada. Ricordo il marciapiede. Ricordo la mia vergogna di stare lì, con dei vestiti assurdi. E l’attesa. E ricordo l’attesa che qualcuno arrivasse e mi facesse un segno dal finestrino abbassato, che dicesse vieni, che dicesse quanto. Ricordo ancora la voce dei primi che mi hanno chiamato e la mia voce che rispondeva no, no, no.”
Dopo l’incontro conclusivo dell’iniziativa “essere donna nel terzo millennio”a fine marzo, presso liceo scientifico Tedone, dove Valeria Copertino e Antonella de Benedictis hanno parlato, a loro modo della prostituzione portando in scena una dramma sul tema, la prima e parlando di esperienze dirette la seconda, e dopo l’incontro organizzato presso il Cafè Argo, dalla libreria L’Agorà de le ragazze di Benin City, nell’iniziativa se una notte d’estate un viaggiatore, viene ripresentato l’argomento della tratta, riproponendo il libro Le ragazze di Benin City.
L’argomento sicuramente inesauribile, ha stimolato più di uno a farsi delle domande e a porsi in maniera critica verso la prostituzione.
Mercoledì 19 settembre alle 18,30 presso il convento dei Domenicani, la provincia di Bari, la libreria L’Agorà e l’associazione culturale “Calliope”, invitano i cittadini interessati e sensibili all’argomento, a partecipare all’appuntamento.
Saranno presenti Laura Maragnani, giornalista di Panorama e autrice del libro; Isoke Aikpitanyi Autrice del libro; Vito Antonacci Capogruppo D.S. alla Provincia di Bari; Irene Turturo assessore alla solidarietà sociale, politiche giovanili alle pari opportunità e partecipazione e Rino Basile consigliere Provinciale D.S.
Coordinerà Lia Caldarola.
L’argomento delicato e particolare, verterà sulla prostituzione come piaga della società. L’apporto che darà Isoke Aikpitanyi, nata a Benin City, sarà sicuramente di forte impatto. Ricordiamo che Isoke Aikpitanyi ha vissuto sulla sua pelle la schiavitù della tratta e ora vive ad Aosta dove sta creando la prima casa di accoglienza per le ragazza nigeriane di strada.
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