Le ragazze della Makula Nox Molfetta pronte a ripartire. Caldarola: «Emozione intensa»

Irene Tedone

​Domenica 2 maggio, la squadra femminile di calcio a 5 riprenderà il campionato, in serie C, della stagione 2020-21, interrotta per il Covid. Il dirigente ruvese Michele Caldarola è soddisfatto del lavoro

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Incredibile ma vero. A meno di un mese dalla consueta chiusura dei campionati di calcio, c’è chi invece, alle porte di maggio, riprende con la stagione calcistica 2020/21 sospesa mesi or sono e fa sul serio.

Parliamo dell’Asd Makula Nox Molfetta calcio a 5 femminile serie C e delle altre squadre in competizione, scremate a 4 soltanto per via della folle annata di fuoco che il covid sta regalando, in luogo delle iniziali 12 presenti al girone di andata.

Poco male e pochi ma buoni perché la Nox Molfetta promette faville.

Abbiamo dato la parola al dirigente della società Michele Caldarola, raccogliendo impressioni a caldo prima dell’atteso fischio d’inizio di domenica prossima 2 maggio.

Domenica finalmente la ripresa del campionato. Che sensazione prova dopo lo stop causa pandemia?
«È un’emozione intensa, non posso negarlo. Abbiamo atteso questo momento di ripartenza collettiva con particolare ansia e trepidazione e ora che le gambe stanno ancora fremendo prima del fischio d’inizio, la sensazione è quella bella e genuina che prova un bambino di 10 anni a cui hanno rimesso la palla davanti ai piedi restituendogli la libertà di correre più veloce di tutti verso la porta a fare goal.

Insieme alle regole del calcio, ovviamente saremo molto scrupolosi nell’osservare quelle imposte dalla delicata situazione di emergenza che stiamo vivendo. Sarebbe da stupidi sbagliare ancora e andare verso un altro stop. No, non lo vogliamo. Non lo reggeremmo psicologicamente».

La gara d’esordio riserva sempre delle insidie: come avete ritrovato le ragazze a livello emotivo e fisico?
«Di grinta ne abbiamo da vendere. Dopo mesi in panchina, le ragazze sono piene di energia, scalpitanti, emozionate come il primo giorno di scuola, incredibilmente cariche di affrontare le insidie di 60 minuti di gioco e desiderose soprattutto di dimostrare che col virus non si vince a tavolino. Chi lo dice?! Si combatte, anzi si combatte con la stessa grinta della partita più importante del campionato e, se lo spirito è questo, le ragazze hanno già vinto.

Il ruolo da dirigente è appagante:  si ritiene soddisfatto?
«Inutile dire che ne sono molto contento. Amo il mio lavoro perché primariamente amo da impazzire il calcio. Ho perso la testa da ragazzino per quella palla che rotola su un campo verde e per le magie che un piede può fare con essa e fortunatamente non si è trattata di una semplice infatuazione. Del calcio amo tutto, anche e soprattutto la socialità che si attiva sia in campo e fuori. Mi ritengo un dirigente fortunato e soddisfatto  ed è uno stato d’animo che sicuramente arriva alla squadra, perché poi solo con la positività si viaggia sereni tutti insieme».

L’arrivo di Caldarola nella dirigenza della società porta un pò di ruvesità: questa cosa la inorgoglisce?
«Non sarei sincero rispondendo “no”. Lo sono, anche molto. Portare nella Nox Molfetta la mia idea di calcio, fare da spalla all’allenatore, controllare che tutto di svolga correttamente e tanto altro, in una squadra femminile poi, mi rende oltremodo orgoglioso. Ma lo sono soprattutto di me stesso che ho fatto del mio  sogno legato allo sport una bella realtà».

Quanto peserà l’assenza dei tifosi?
«Non sarà la stessa cosa, ne siamo tutti consapevoli. Giocare senza pubblico spegne un pò l’entusiasmo, non ti regala quell’emozione che solo tifo e cori sanno infondere, ma ce la faremo lo stesso. Ora è necessario e, per il bene di tutti, anche noi, come i grandi club, siamo contenti di osservare scrupolosamente le regole. Arriveranno tempo migliori e il pubblico tornerà ad applaudirci».

C’è qualcuno a cui ritiene doveroso rivolgere un ringraziamento?
«Il mio sentito ringraziamento va dritto dritto al presidente della società Luciano Savi per averci dato la possibilità, sobbarcandosi l’esosità dei tamponi settimanali per tutta la società, di ritornare in campo nonostante le 1000 difficoltà insite alla congiuntura attuale, una sciagura che da oltre un anno – lo stiamo vivendo sulla nostra pelle e sui nostri affetti – sta travolgendo la quotidianità di tutti e, per quanto ci riguarda, la normalità della vita calcistica.

Cogliamo entusiasti quest’occasione di ripartenza, fiduciosi che a fine campionato, tra poco più di un mese, i sorrisi siano tanti avendo tenuta sempre alta l’attenzione contro l’avversario più subdolo: il covid».

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