Le opere di Nello Coppola all’Agorà

Grazia Ippedico

L’artista Nello Coppola porta lo spettatore non più davanti l’opera ma dentro di essa.

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Se vi capita di passare dalla libreria l’Agorà, sino al 31 marzo, noterete qualcosa di inusuale e strano… fogli di cellopfan trasparente coperti da migliaia di parole attraversano l’area della libreria.

Non si può accedere ad alcun posto senza imbattersi in queste meravigliose lenzuola trasparenti che portano con sé parole aleggianti nella stanza. Su fogli inusuali, parole arcane e conosciute in tutto il mondo… parti interi estrapolati dai due testi sacri per eccellenza: la Bibbia e il Corano. Il popolo occidentale e quello orientale, il popolo cristiano e quello musulmano racchiusi nell’etere dell’Agorà.

Leggeri ma pesanti i fogli rappresentano il reale impedimento ideologico che rappresentano i due testi nell’eventualità di un confronto tra popoli. E da pesanti diventano leggere le parole, che ammassate sui fogli diventano volontariamente illeggibili, come a voler privare le stesse del loro ingombrante contenuto.

Non si riesce a leggere tutto quello che c’è scritto. Alcune frasi vengono recepite meglio rispetto ad altre, tutto è volontariamente frammentario e caotico. Accanto a questa tematica la scelta si un’espressione artistica originale e invasiva. L’artista Nello Coppola porta lo spettatore non più davanti l’opera ma dentro di essa.

La sua installazione invade lo spazio: l’arte non rappresenta ma é. L’opera del Coppola si risolve in un atto unico, perché irripetibile per la sua complessità, perché inevitabilmente connesso a quel luogo e a quel momento, come irripetibile e unica è l’arte che si sottrae alla riproducibilità della produzione industriale… l’eterno è nel presente.

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