Le idee del centrodestra sulla “Ruvo Servizi”

Il centrodestra entra nel Consiglio Comunale indetto sul tema scottante della Ruvo Servizi con un documento deciso in maniera unitaria nei giorni e nelle ore immediatamente precedenti alla seduta stessa.
Un’affermazione che potrebbe sembrare scontata, considerato che il Consiglio era monotematico, ma che evidentemente non lo è, visto quello che è successo in seno alla maggioranza.
Senza voler entrare nel merito delle idee di una o dell’altra parte, sorprende quel foglio abbozzato a mano dal centrosinistra, senza nessun riferimento specifico, scritto dopo aver chiesto la sospensione della seduta, magari per non restare a mani vuote di fronte alla controparte che aveva dimostrato di aver, se non altro, preparato qualcosa.
Un episodio che avrà forse delle ragioni profonde che non riusciamo a comprendere, ma che ai più è apparsa una gaffe della maggioranza, che con la relazione di un tecnico e con i successivi interventi proclamava a gran voce di voler guardare avanti, ma si arroccava subito sulle vicende passate e sulle colpe del centrodestra, senza fornire rimedi concreti alla situazione attuale.
Nelle venti righe di questo documento si parla di “garantire i posti di lavoro”, ma non si dice come; si dice di “attivare quanto necessario a promuovere l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori che si siano resi responsabili di danno alla società e ai soci” e poi si parla in chiusura di “ricapitalizzazione”. Crediamo che i dipendenti della società mista, alcuni presenti a palazzo Avitaja, si aspettassero qualche spiegazione in più sui provvedimenti futuri e magari qualche cenno in meno sulla situazione passata, che probabilmente conoscono bene.
Opposta a questa (e a quella del consigliere Bucci) c’è la proposta del centrodestra, firmata in blocco dai consiglieri Catalano, Paparella Matteo e Antonello, Testini, Pellegrini e Ruta.
I punti cardine sono l’ampliamento del servizio mensa, il potenziamento dell’area trasporti, con dei contratti di servizio precisi e puntuali, mantenere in vita “L’albero dei desideri”, riattivare il progetto “Arcobaleno”, in ordine alla tutela dei minori. In merito a quest’ultimo punto ci si raccorda con una delle quattro mozioni già presentate e che prevedevano l’istituzione di un centro per minori. A questo si aggiunge il potenziamento del servizio lavanderia, per chiudere il quadro di quelle che sono le funzioni che la Ruvo Servizi già svolge.
La mozione del centrodestra, infatti, non si ferma qui e mira ad aggiungere dei servizi supplementari a quello che è l’oggetto sociale. Altro punto fondamentale di questo documento è la stipula degli atti per la scelta dei nuovi soci, col fine di abbassare la quota pubblica, che oggi è del 51%. I promotori della mozione chiedono che il Comune resti maggioritario, ma con percentuali inferiori rispetto, a vantaggio di un aumento dei privati.
Con questo documento si richiede, inoltre, di ripristinare una vecchia norma statutaria che era stata cassata nel 2001 e che prevedeva anche la presenza dei rappresentanti dei soci privati, con funzione di tutela e verifica sulle iniziative di carattere gestionale della società.
Nelle linee guida sono anche indicate le modalità di trasferimento dei servizi e i relativi costi, soprattutto in merito agli affidamenti cosiddetti “in house”, tornati attuali con il disegno di legge del Governo Prodi. Si parla, cioè, dell’affidamento diretto dei servizi dall’ente pubblico alla società mista.
Nel documento vi è anche la richiesta di una riduzione del numero dei componenti del Consiglio d’amministrazione, in modo da ridurre i costi di gestione. Finalità, questa, per cui sarebbe necessario, secondo il centrodestra, che anche alcune consulenze esterne vengano eliminate perché definite improprie.
Per entrare un attimo nei dettagli che gli autori del documento forniscono, si richiede la riduzione dei punti cottura da sette a tre, vista l’inutile e dannosa abbondanza, che influisce negativamente sui costi del servizio mensa.
Senza questi interventi, dice il centrodestra, l’effetto sarà la chiusura della Ruvo Servizi e la messa in liquidazione dei 61 dipendenti.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Sanb, accertate tre violazioni per abbandono di rifiuti