Le emergenze dell’economia ruvese

La Redazione

Uno sportello unico delle imprese e maggiori stimoli alla competitività

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L’impresa ruvese, un po’ come l’intero sistema imprenditoriale del Mezzogiorno, deve puntare necessariamente all’innovazione. E’ quanto emerge dall’analisi condotta sull’economia ruvese da parte del circolo “Città in movimento”di Ruvo.

Due sono i passi più urgenti e inevitabili da fare in questo momento: uno sportello unico per le imprese, che sia legato ad un vero processo di informatizzazione dell’amministrazione comunale e, ed è questo è il punto sul quale bisogna insistere, la competitività delle imprese stessa che va potenziata con una serie di stimoli interni ed esterni.

In questo senso, varie sono le proposte, come, per esempio l’istituzionalizzazione di una mostra annuale dell’industria e dell’artigianato, nel corso della quale le imprese locali si confronterebbero con altre realtà produttive, attivando la richiesta di finanziamenti regionali. Originale e utile potrebbe essere bandire un concorso per prodotti innovativi e per neo imprese e aspiranti imprenditori con il coinvolgimento del pubblico, del privato, di associazioni e banche.

Ma dallo studio di “Città in movimento”, oltre ad una necessità di carattere tecnico-strategico, è emersa anche quella di rendere esteticamente più attraente il contesto in cui operano le imprese, promuovendo, per esempio,la cultura imprenditoriale, creando un contesto favorevole alle piccole e medie imprese nel quale si possa favorire l’uso sostenibile delle risorse potenziando le sinergie tra tutela ambientale e crescita.

Nel settore specifico dell’edilizia occorre considerare che l’organizzazione delle imprese, negli ultimi dieci anni, è cambiata: prima infatti era l’impresa madre a svolgere tutto il lavoro adesso, con la nuova normativa, il sub appalto ha preso piede dando una ragione per esistere alle imprese di piccole dimensioni.

A Ruvo ogni impresa ha una sua peculiarità, quindi non c’è un settore di azione prevalente: c’è chi si occupa di edilizia privata, chi fa solo appalti pubblici</strong>; chi, edilizia popolare; c’è chi si occupa di recupero dei centri storici ma occorre una ulteriore specializzazione. 

In questo senso, occorrono anche nuove maestranze, specializzate nel recupero e restauro dei nuclei antichi perché questi vengano vissuti a 360 gradi.

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