L’Azione Cattolica ruvese rinnova le sue responsabilità

Luigi Sparapano

A Ruvo l’AC, che oggi conta circa 400 aderenti, ma non nasconde segnali di fatica e di rilancio, vanta una lunga storia quasi centenaria.

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Questa sera, lunedì 11 febbraio 2008, alle ore 19,30 presso la Chiesa del’Annunziata, gli aderenti e i responsabili dell’Azione Cattolica di Ruvo si incontrano per un appuntamento di verifica circa il triennio associativo che si conclude, e l’individuazione di candidature per la responsabilità di coordinatore cittadino e di consigliere diocesano, in vista dell’assemblea diocesana che si svolgerà a fine febbraio a Molfetta.

Ogni tre anni, infatti, l’associazione si convoca in assemblea a vari livelli, parrocchiale, diocesano, regionale e nazionale, in un esercizio di democrazia che coinvolge tutte le fasce d’età degli aderenti, dai bambini dell’ACR (Azione Cattolica Ragazzi) di 6 anni fino agli “adultissimi” di circa 90 anni. La serata prevede gli interventi di saluto di Michele Pappagallo, presidente diocesano, don Pietro Rubini, assistente diocesano, cui seguiranno le relazioni di Luigi Sparapano e Nicola Di Modugno, avvicendatisi al coordinamento cittadino di Ruvo nell’ultimo triennio.

Nel corso della serata sarà consegnata una targa all’aderente attualmente più anziana di Ruvo.
In questo anno l’associazione celebra i suoi 140 di storia e già fervono i preparativi per la grande festa che si svolgerà il 4 maggio in Piazza S.Pietro alla presenza del Papa.

La storia dell’Azione Cattolica è storia di sacrifici, di testimonianza, di persone, di volti…che da 140 anni in Italia offrono il proprio impegno a servizio della formazione delle coscienze. Chi studia la storia d’Italia dalla fine dell’Ottocento in poi, incrocia in ogni momento i laici di Azione Cattolica.
Le sue origini, infatti, risalgono al 1867, quando Mario Fani, che a Viterbo aveva fondato il Circolo S. Rosa, e Giovanni Acquaderni, attivo a Bologna, si incontrano per dare vita alla Società della Gioventù Cattolica.

L’associazione, riconosciuta da Pio IX l’anno successivo, si diffonde rapidamente e capillarmente in tutto il Paese attorno ai motivi ispiratori che verranno condensati nel trinomio «preghiera, azione, sacrificio». La Società della Gioventù Cattolica diviene parte integrante dell’Opera dei Congressi, costituita nel 1874 per riunire «i cattolici e le associazioni cattoliche d’Italia», come organismo di coordinamento e di promozione dell’associazionismo cattolico, che darà notevole impulso al radicamento sul territorio di realtà religiose, economiche e sociali fino al 1904.

La distinzione più limpida tra i diversi campi di attività porta alla fondazione, nella prima parte del ‘900, dell’Unione Donne di Azione Cattolica, della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, alle quali si aggiunge, dopo la ristrutturazione sollecitata da Pio XI nel 1923, l’Unione Uomini di Azione Cattolica. Negli anni tra le due guerre mondiali, in un contesto di difficoltà con il regime fascista acuito dallo scioglimento di diversi circoli nel 1931, l’Azione Cattolica acquisisce una dimensione di massa attorno ad una proposta formativa incentrata sul primato dell’apostolato, secondo il modello felicemente sperimentato dai rami giovanili guidati da Armida Barelli e Luigi Gedda e Ruvo vede in questi anni un periodo florido dell’associazione.
Dopo la prova della guerra, nella quale l’associazione si spende su vari fronti, l’AC conosce un deciso rilancio: accanto ai “rami”, nascono molteplici organismi specializzati con il compito di aiutare gli aderenti ad affrontare con maggiore competenza i diversi aspetti della società pluralista, conoscendo anche un nuovo terreno di impegno nella politica attraverso i comitati civici, attivissimi anche a Ruvo.
Con il Concilio Vaticano II, l’AC, che nel 1969 fa proprio lo spirito conciliare con il nuovo Statuto promosso da Vittorio Bachelet, ucciso poi dalle Brigate Rosse, ritrova le radici più autentiche della propria vocazione nella scelta religiosa, attraverso la quale definisce il servizio di animazione della missione della Chiesa.

Anche a Ruvo l’AC, che oggi conta circa 400 aderenti, ma non nasconde segnali di fatica e di rilancio, vanta una lunga storia quasi centenaria. Ne danno atto i documenti che personalmente sto recuperando dall’archivio dell’Istituto “Paolo VI” per la storia del movimento cattolico in Italia, e dall’archivio della Curia e delle parrocchie ruvesi, perchè in essi si può rintracciare il grande bene che l’associazione ha dato alla città, alla formazione delle nuove generazioni e in non pochi casi al governo della città stessa, con numerosi amministratori che nel tempo hanno maturato in AC la scelta dell’impegno sociale e politico. La ricostruzione della storia costituisce senz’altro, come diceva Paolo VI, non un peso da portare ma un motore che può spingere oggi verso nuove frontiere di impegno.

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Commenti

  • valle (utente non verificato)

    Noi continuiamo a vivere la nostra Meglio Gioventù e a credere che un rinnovamento della Chiesa sia possibile. Questa sera Si parlerà di corruzione, si parlerà di coerenza o si farà semplicemente un encomio autocelebrativo? vedremo

  • ultra1 (utente non verificato)

    In Azione Cattolica non si è mai parlato di corruzione e cose simili!se sei interessato partecipa stasera e conoscerai cos’è in realtà l’Azione cattolica…

  • valle (utente non verificato)

    Caro ultra1 è proprio questo il problema: temere di affrontare certi problemi. Pensi che l’azione cattolica (perdona il minuscolo) sia davvero pura? Pensi che la chiesa (perdona il minuscolo) sia pura?

  • ultra1 (utente non verificato)

    non so cosa è veramente puro …..forse o comunque spero che lo sia più la chiesa di qualunqua altra associazione. non ne sei daccordo????? allora datti alla politica e poi mi dici.
    ne conosco tante persone come te che parlano e parlano e non si mettono mai in gioco per cercare di cambiare quello che non va….
    io ci provo,enon sto solo a parlare….a presto

  • valle (utente non verificato)

    Scusa, ma chi ti dice che non mi metta in gioco anch’io? Chi ti dice che sia così estraneo alla vita associazionistica? Ci provo anch’io e, come conseguenza,mi ESPRIMO.

  • spagi (utente non verificato)

    caro valle,
    ieri sera c’erano diversi giovanissimi, giovani e adulti, che forse tra mille errori che commettono, hanno avuto l’umiltà di discutere come poter migliorare il nostro modo di vivere. Ci riusciremo? chissà, ma ci stiamo provando. Perchè non ci provi anche tu, con un po’ di umiltà?
    grazie cmq della sollecitazione

  • valle (utente non verificato)

    Caro Spagi, mi chiedo in che cosa non sia stata umile.Cosa ti dà la certezza che non ci stia provando? Ho semplicemente detto che la chiesa non è pura.è una osservazione OGGETTIVA.