L’Avis Ruvo spegne 37 candeline

La Redazione

Messa alle 11.30 nella parrocchia di Santa Lucia e pranzo per i soci e le loro famiglie

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Domenica prossima 18 ottobre l’associazione di donatori di sangue Avis Ruvo festeggerà il suo 37mo compleanno. La ricorrenza cade a pochi giorni di distanza dal 4 ottobre, data in cui si celebrano il patrono d’Italia San Francesco e la neonata Giornata Nazionale del Dono. Un gruppo che, con le sue molteplici iniziative, ha inteso da sempre valorizzare e coltivare la solidarietà fra gli uomini.

Questa giornata di festa è un riconoscimento importante per tutti coloro che ogni giorno, da anni, lavorano per il bene comune e fanno qualcosa di buono per la collettività. Chi decide di “donare” e di “donarsi” ha un ruolo fondamentale nella società. Le donazioni di sangue permettono infatti di salvare tantissime persone ogni giorno, contribuiscono a garantire una qualità di vita migliore a chi soffre di malattie croniche e sono indispensabili per poter effettuare procedure mediche e chirurgiche complesse, senza dimenticarne il ruolo cruciale in caso di disastri di origine naturale o umana.

Il programma prevede la Messa nella parrocchia di Santa Lucia alle 11.30, seguita dal pranzo per i soci e i loro familiari.

Per onorare e spiegare il significato e l’importanza di questa ricorrenza, l’Avis Ruvo si affida alle parole pronunciate dall’indimenticato don Tonino in occasione di una sua celebre omelia: «Mi sembra così bello che anche gli uomini esprimano la solidarietà con i loro fratelli attraverso la donazione del sangue, è un gesto che vale una consacrazione, è un offertorio, una comunione, non è enfasi, ma la lettiga della donazione davvero vale un altare; la sacca del sangue vale un calice».

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