L’autunno ruvese nel segno della prima “Sagra della frittella”

Francesca Elicio

Cultura, musica e gastronomia nella serata organizzata dallo staff della parrocchia Cattedrale, dalla confraternita del Carmine e da quella del Purgatorio.

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Si è conclusa con notevole successo la prima edizione della “Sagra della frittella”, evento organizzato dallo staff della parrocchia Cattedrale, dalla confraternita del Carmine e da quella del Purgatorio.

Scopo prioritario della serata, quello di rendere visibile alla cittadinanza ruvese e non le bellezze archeologiche annesse a una delle più importanti chiese romane del territorio. In onore della sagra, sono stati infatti aperti ai visitatori l’Ipogeo e il campanile presso la Cattedrale; il Crocifisso ligneo presso l’arciconfraternita del Carmine e la grotta di San Cleto (vescovo di Ruvo e terzo Papa dopo San Pietro e San Lino) presso l’arciconfraternita del Purgatorio.

In ciascuno dei luoghi inoltre è stata presente una guida che nei dettagli ha raccontato tutte le origini e la storia del posto.

Una serata dedita però non solo alla cultura. Non bisogna dimenticare infatti che la sagra è nata con un proposito tutto gastronomico: nei dintorni della chiesa, diversi stand con dozzine di collaboratori hanno deliziato il palato di migliaia di visitatori che hanno assaporato il gusto della frittella, o meglio conosciuta da tutti come “panzerotto fritto”, accompagnato da qualche bevanda fresca.

Una serata piena di musica, animazione, gastronomia, cultura e storia: questo è il mix perfetto che lo staff Cattedrale ha voluto far vivere alla città, ricordando le antiche origini risalenti all’età peuceta che essa può vantare.

Evento apprezzato non soltanto dalla popolazione rubastina: neanche la pioggia è riuscita a fermare un forte numero di visitatori provenienti da diverse città limitrofe che hanno contribuito al successo della serata.

Un buon inizio di autunno per Ruvo di Puglia, che si spera abbia repliche di una serata che è riuscita a coinvolgere non solo la sua popolazione, ma è in procinto di diventare meta di svago per molti paesi limitrofi.

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Commenti

  • COSì PerChiedere (utente non verificato)

    Ma chi ha preparato manualmente le frittelle,chi ha fritto, chi le ha servite…aveva le autorizzazioni sanitarie? Le frittelle erano aggratis o si pagavano? in questa seconda accezione, si erogava regolare fattura o scontrino? I monumenti religiosi…erano anch’essi a gratis o si conferiva un obolo a discrezione degli organizzatori? Anche avere questi tipi di dettaglio è cultura. Cultura della trasparenza.

  • A dire la verità … (utente non verificato)

    Tutti soldi nelle mani del Don. Non date piu’ dei soldi, niente IMU niente soldi per la chiesa…soprattutto a questa chiesa e a chi la gestisce, chi non sa…

  • renato palumbo (utente non verificato)

    Cari concittadini “cattedralesi” non preoccupatevi, la prossima frittella la mangerete in villa, state tranquilli! Intanto continuate a lavorare e soddisfare il grande capo! Un abbraccio a tutti! p.s. La frittura fa male…molto! Meglio due cicorie e qualche pezzetto di baccalà!