L’appello di Cantatore: «Il popolo deve votare»

La Redazione

Il candidato sindaco di "Un cantiere in comune" si affida al senso civico di coloro «che si battono perchè tutto sia in armonioso equilibrio»

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Lettera aperta di Vito Cantatore.

Il candidato sindaco di “Un cantiere in comune” si appella agli elettori con un po’ di anticipo rispetto alle prossime consultazioni. «Non sono un salvatore» chiarisce sin dalle prime battute, rivolgendosi a «concittadini, amici e simpatizzanti».

«Desidererei solo aiutare i miei concittadini e il mio paese» afferma. «Non pretendo nulla – ribadisce – e tanto meno voglio che gli altri pretendano qualcosa che non si possa fare, realizzare, attuare, inventare, acquistare, ma se posso farla e a norma di legge devo assolutamente accettare la proposta».

«Adesso, più di ieri, è fondamentale parlare di noi e del futuro della nostra popolazione – spiega Cantatore -. Quasi tutto si può fare affinché il mondo migliori per il bene dei nostri successori. Siamo di passaggio, non comprendiamo che il nostro paese sia un bene di nostra proprietà ma è di tutti! Tuttavia, chi detiene il potere e non esercita con autorevolezza, onesta, legalità, partecipazione, trasparenza ed educazione la propria mansione perché oscurato dal delirio deve per atto dovuto abbandonare la causa».

Il candidato cita l’articolo 1 della Costituzione Italiana e invita il popolo a «pretendere i suoi diritti» e a «tener conto dei suoi doveri».

«Anche io sono un cittadino, non sono immune anche da questo “caos” che negli ultimi anni sta affliggendo la città – continua -. Bisogna avere speranza, senza di essa potremmo soltanto rifugiarci in una piccola caverna e restare lì isolati aspettando che la vita ci venga portata via».

«Siamo comuni mortali e prima o poi lasceremo questa vita» ammette Cantatore, «quindi la cosa migliore da fare è lasciare un minimo di civiltà. Oggi ci sono ancora persone con senso civico che si battono purché tutto sia armonioso ed equilibrato. Come si suol dire il passato è passato, ed è anche importante ribadire che il passato ha strutturato il presente e il presente strutturerà il futuro. E ce n’è da dibattere».

«Il popolo deve votare» esclama, appellandosi agli indecisi e ai delusi dalla politica. «Come possiamo far prevalere la nostra parola se ci astenessimo? È un controsenso. Provare e metterci la faccia non nuoce. Ovviamente è anche fondamentale chi votare. Ma questo spero razionalmente e singolarmente lo lascio decidere a voi».
 

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