«L’Amministrazione si curi degli arredi urbani e del patrimonio arboreo della nostra città»

Corso Cavour (foto di archivio)
In una lettera firmata, giunta in redazione e rivolta al sindaco Pasquale Chieco, all’assessore Antonio Mazzone e all’Ufficio tecnico, sono sollecitate le necessarie attività di manutenzione, con un focus su particolari punti della città
In una lettera firmata, giunta in redazione e rivolta al sindaco Pasquale Chieco, all’assessore Antonio Mazzone e all’Ufficio tecnico, sono sollecitate «le necessarie attività di manutenzione e cura sia degli arredi urbani – per la sicurezza dei cittadini -, sia del patrimonio arboreo per la salubrità dell’aria e per il decoro della città».
I punti su cui intervenire
Questi interventi riguardano, in particolare, alcuni punti della città.
«Largo Stazione Bari-Nord
La prima manutenzione – si legge nella lettera firmata -, la più urgente da effettuare riguarda le due grandi aiuole con piante sempreverdi che sono posizionate sulla banchina di fronte alla stazione Bari-Nord.
Questi vasconi, un tempo, disponevano di panchine in legno fissate su una struttura d’acciaio per consentire la sosta dei passanti o dei viaggiatori in attesa dei treni e bus. Ma a causa del vandalismo gratuito e scellerato, le assi di legno sono state divelte lasciando le strutture metalliche scoperte ed estremamente pericolose.
Ultimamente, qualche ignoto volontario ha posizionato su una di tali strutture le traversine di legno dei binari per consentire il loro utilizzo.
Pertanto, la risistemazione di tali panchine o la loro completa rimozione è assolutamente necessaria per evitare gravi danni a ignari passanti.
Piazza Felice Cavallotti
La seconda manutenzione riguarda le due fontane di piazza Felice Cavallotti. La più grande di queste non è mai stata attiva. Al suo interno ristagna l’acqua piovana che non viene mai drenata né tantomeno vengono rimossi i residui che si accumulano.
La fontana più piccola necessita di una sistemazione al rubinetto che, una volta aperto, a seconda della pressione dell’acqua, non consente un suo giusto utilizzo visto che crea disagio sia a chi vuole dissetarsi, sia a chi si trova nei suoi pressi perché viene investito dal getto d’acqua. Il pavimento sempre bagnato ne dà conferma.
Fontana nel giardino di piazza Dante antistante il Cinema Vittoria
La terza manutenzione o ripristino riguarda la fontana a raso, sita nel giardino di Piazza Dante di fronte al Cinema Vittoria dove viene allocato il Presepe (!).
Quando il progetto fu scelto, fra ideatori, consulenti, architetti e amministratori, nessuno valutò il probabile danno che quella fontana avrebbe potuto causare al palazzo confinante. Sta di fatto che quella inutile spesa non ha portato alcun beneficio ai giardini che hanno perso in decoro e in bellezza.
Sarebbe utile e doveroso rimuovere le difficoltà, se queste ancora insistono, per non nuocere allo stabile confinante e, ove questo non fosse possibile, di posizionarne una più tradizionale nello stesso spazio, visto che quel progetto, risultato vincitore fra tutti gli altri presentati, prevedeva una fontana in attività.
Quel giardino, che un tempo aveva le siepi che delimitavano e decoravano le aiuole come nei giardini all’italiana, adesso è una spianata della moschea. Tale spazio viene sfruttato dai ragazzi che, senza alcuna guardiania, giocano indisturbati a pallone a scapito di chiunque decida di volersi godere il proprio tempo all’aperto. Niente siepi decorative, niente aiuole, niente fontana. Un deserto senza ombra.
Manutenzione e piantumazione alberi
E ancora, si sottolinea la necessità di porre all’attenzione delle SS.LL. la situazione del patrimonio arboreo.
Lungo i corsi principali ci sono molte aiuole vuote, anche troppe. Sul marciapiede della scuola “Bovio” ormai da anni, manca un albero di Giuda che non è mai stato sostituito. Ciò denota molta incuria da parte dei responsabili designati.
Per quanto riguarda i tigli di corso Cavour, occorre dedicare una attenzione particolare a queste piante monumentali, affidando la loro cura a giardinieri competenti. Le potature effettuate ultimamente hanno sfigurato la loro fisionomia naturale (che è globosa), deturpando di fatto anche la loro bellezza. A distanza di molti mesi, le chiome non si sono ancora ricomposte e duole vederli così come sono ora.
Inoltre, tempo fa ho visto tagliare dei grossi alberi lungo l’estramurale Scarlatti verso via Corato. Magari andavano abbattuti per necessità, non dubito, ma ormai è una prassi consolidata quella di non sostituire le piante abbattute. Gli alberi su questa strada sono indispensabili per proteggere i cittadini dal notevole inquinamento atmosferico e acustico generato dal traffico sempre più congestionato per il frequente passaggio di mezzi pesanti: tir, autobus, trattori, oltre che di tantissime automobili.
Se poi si vuole dare uno sguardo lungo il muro della stazione, si può notare che, lì dove una volta c’erano molti alberi che garantivano l’ombra estiva anche alle macchine parcheggiate, adesso ci sono le aiuole tombate. Come a dire “fatevene una ragione“.
Una volta, si percorreva l’estramurale Scarlatti nel tratto della cantina sociale, passando sotto una galleria verde formata dalle chiome rigogliose di piante maestose. Adesso non più a causa dei numerosi abbattimenti e delle loro mancate sostituzioni o, se anche queste ci sono state, le piante sono state lasciate a sé stesse e non sono sopravvissute.
Bagni pubblici giardini di piazza Dante
Infine una richiesta per i servizi igienici situati nei giardini di piazza Dante.
Quella struttura lì edificata è piacevole come è piacevole un pugno nello stomaco.
Ma quello che fa più specie è la vetrata d’ingresso che, essendo trasparente, priva i fruitori dei suddetti servizi della indispensabile riservatezza. Sarebbe il caso di rendere opachi quei vetri, di smerigliarli, di marmorizzarli o di fare qualsiasi altra cosa pur di garantire la necessaria privacy a tutti.
Al termine della suddetta istanza, Ruvo e i suoi cittadini restano in fiduciosa attesa degli interventi che le SS.LL. vorranno adottare per migliorare le situazioni sopra descritte. Si tratta di interesse collettivo e probabilmente non sarà necessario chiedere il parere alla Corte dei Conti o chi per essa per autorizzare le spese relative.
Una buona amministrazione non si valuta solo dai progetti che stupiscono con effetti speciali ma anche e soprattutto dalla solerte e dinamica manutenzione, ordinaria e straordinaria, di tutto ciò che già esiste, al fine di stupire anche in questo caso con effetti speciali».
Commenti
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Buon giorno.Penso che, più che occuparsi del decoro bisogna occuparsi dell’ effettivo utilizzo della cosa.Ora se si piantano gli alberi è logico che bisogna in primis preoccuparsi del loro mantenimento quali potature, trattamenti e ,soprattutto ripristinare i marciapiedi che gli alberi stessi distruggono con lo svilupparsi delle radici.Ora se si fa un giro per le strade della città, il 90/100 dei marciapiedi sono in pessimo stato per non dire pericolanti, spesso sono adornati da erbacce di ogni tipo anche nel periodo invernale che poi diventano piante ospitanti di uova di zanzare ed altri parassiti.Della fontana di pizza Dante è meglio lasciarla così come sta’ perché ,ogni altra eventuale modifica comporterà spreco di soldi pubblici oltre a possibili danni procurati da ignoti .Badiamo al sodo perché già quello il comune non lo fa’,figuriamoci poi se deve anche fare o meglio rifare quello che sbadatamente ha già realizzato e naturalmente sbagliato come sempre.Saluti.
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Vogliamo parlare di via Mazzini delle aiuole in pessimo stato sono diventate delle discariche, cespugli non curati, erbacce dappertutto ,per non parlare dei marciapiedi…. insomma anche questo quartiere fa parte di Ruvo!!!!!!!!
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La capitozzatura a cui sono stati sottoposti lo scorso anno i tigli di Corso Cavour e Corso Jatta, realizzata peraltro a primavera inoltrata, ha compromesso irrimediabilmente lo stato fitosanitario di quegli alberi. Non se ne capiscono le ragioni… forse assecondare la stupidità e la cupidigia di qualche esercizio commerciale, che potrà così avere più spazio per i gazebo e più visibilità per le insegne? O semplicemente approssimazione e assenza di professionalità della ditta appaltatrice e del direttore dell’esecuzione del contratto? Resta il danno erariale arrecato al patrimonio comunale.








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