«L’Amministrazione comunale invii gli atti di costituzione dei consorzi edificatori alla Procura»

Sull'annosa vicenda degli espropri per le cooperative edilizie, una dettagliata relazione dell'associazione "Il Formicaio".
Nei giorni scorsi, l’associazione politico – culturale “Il Formicaio” ha presentato a Sindaco, Assessore all’Urbanistica ed a tutti i consiglieri comunali, un importante documento sulla spinosa questione dei comparti edilizi a Ruvo di Puglia, suggerendo anche alcune misure tese a ridurre, per lo meno, i gravissimi danni economici che le sentenze della Cassazione stanno comportando all’erario. Riportiamo di seguito l’intera relazione e in coda ad essa, la presentazione dell’Associazione “Il Formicaio”.
Relazione sui procedimenti espropriativi posti in essere in favore delle cooperative di edilizia residenziale pubblica.
Nel recente passato, il Comune di Ruvo di Puglia ha proceduto ad espropriare suoli con destinazione ad edilizia residenziale pubblica, ricadenti nei comparti edificatori ed assegnati ad alcune cooperative edilizie ai sensi della legge 865/71.
Vi è da premettere che i comparti edificatori A, B, C, I, L, M, unitamente al 52% dell’estensione dei comparti X, K, Y (zone B Speciali), sono divisi al 50% in due subcomparti di edilizia residenziale, l’uno per la pubblica e l’altro per la privata.
In virtù del principio perequativo, indipendente dalla allocazione dei suoli (se nel comparto di edilizia residenziale pubblica o privata) ai proprietari spetta l’edificazione di edilizia privata pari al 50% del volume esprimibile dal suolo ed il riconoscimento del 50% dell’indennità di esproprio dei suoli.
I decreti di esproprio firmati dall’allora Dirigente dell’Ufficio Tecnico, infatti, prevedevano espressamente “che, di conseguenza, nell’ambito, del costituendo consorzio, venga riconosciuto, in capo a ciascuna delle ditte espropriate, il diritto a realizzare cubatura di edilizia privata nella misura pari al 50% di quella esprimibile, nell’ambito del piano di lottizzazione di comparto, da ciascuno dei suoli occupati ed espropriati da parte di questa Amministrazione.”
Contestualmente si prevedeva che l’indennità di esproprio determinata venisse corrisposta, su richiesta del soggetto espropriato, in favore del Consorzio edificatorio.
In sintesi, per quel che qui rileva, il Comune espropriava l’integrale suolo destinato ad edilizia residenziale pubblica, proponendo però ai soggetti espropriati l’indennità di esproprio determinata nella somma di € 22,72 al mq. oltre al diritto di realizzare una cubatura, nel subcomparto di edilizia privata, pari al 50% di quella esprimibile dal suolo espropriato.
Lo schema che è stato attuato è, pertanto, così riassumibile:
soggetto espropriante = il Comune;
soggetto espropriato = il proprietario di suoli destinati ad edilizia residenziale pubblica;
l’indennità di esproprio = determinata nel 50% della volumetria esprimibile dal suolo oltre ad €/mq. 22,72 da corrispondere al Consorzio edificatorio.
Orbene, alcuni soggetti espropriati non hanno accettato tale indennità di esproprio ed hanno proposto opposizione dinanzi alla Corte d’Appello di Bari.
La Corte d’Appello di Bari ha, pertanto, determinato il valore venale del suolo.
In ragione di quanto premesso, il 50% della volumetria esprimibile dai suoli espropriati e destinata ad edilizia privata rimane in capo al soggetto espropriante, il Comune di Ruvo di Puglia, in quanto i soggetti espropriati non hanno accettato tale indennità di esproprio con concessione dei diritti volumetrici.
In estrema sintesi: l’indennità di esproprio proposta dal Comune (50% della volumetria esprimibile dal suolo e 50% del valore venale del suolo) non è stata accettata da alcuni soggetti espropriati; la Corte d’Appello di Bari ha, pertanto, riconosciuto l’integrale valore del suolo; il restante 50% della volumetria è, di conseguenza, di proprietà dell’Amministrazione che, infatti, è tenuta a corrispondere l’integrale valore venale del suolo.
Il Comune deve, pertanto, essere invitato ad aderire obbligatoriamente al Consorzio edificatorio in quanto titolare della suddetta volumetria.
Nel caso di specie, invece, è avvenuto che i Consorzi edificatori si sono costituiti coinvolgendo direttamente i soggetti espropriati ed escludendo completamente l’Amministrazione dal procedimento.
Tale errato procedimento ha consentito delle storture e delle lapalissiane violazioni del principio perequativo nell’ambito dei consorzi edificatori.
Vi è, quindi, l’immediata necessità da parte dell’Amministrazione Comunale di:
– sospendere tutti i permessi di costruire rilasciati, non rilasciandone di nuovi sino alla completa definizione dell’annosa vicenda;
– chiedere copia di tutti gli atti relativi alla costituzione dei consorzi edificatori;
– inviare gli atti alla Procura della Repubblica competente;
– aderire ai Consorzi edificatori dei Comparti nei quali l’Amministrazione Comunale è titolare del 50% della volumetria esprimibile dai suoli espropriati.
A tal proposito, l’Amministrazione dovrebbe valutare l’opportunità di adire il T.A.R. Puglia, Bari, con un’azione di “accertamento del diritto di proprietà” del restante 50% della volumetria dei suoli espropriati, al fine di appurare definitivamente con un provvedimento giurisdizionale la titolarità di tale cubatura.
In difetto vi sarà un gravissimo danno erariale atteso che la predetta cubatura, di proprietà del Comune, sarà di fatto acquisita dai soggetti espropriati.
Commenti
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.prendete atto dei consigli dati dal .dr. Matteo Paparella, oppure sedetevi ad un tavolo e fatelo assieme da soli siete incapaci, di procedere ad ogni qualsiasi cosa, e provvedimento che portate in giunta è in consiglio comunale.con la sindaca attuale non andate da nessuna parte. Potete solo presenziare a cerimonie, e l’unica cosa buona che sapete fare processioni e cerimonie varie tutti presente.
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Non sarebbe più semplice (per caso ) a tacitazione di ogni qualsivoglia e legittima pretesa dei proprietari dei suoli ed in variante al PRG, CONCEDERE una volumetria di 1 mc/mq per l’edilizia privata (che a quanto mi risulta è stata SOLO parzialmente realizzata nel comparto C) da sfruttare solo in altezza e fermi restando i sedimi edificabili delle palazzine.In tal modo i proprietari dei suoli avrebbero più VOLUMETRIA invece che denaro, il Comune incasserebbe più ONERI per costi di costruzione e gli alloggi anche di edilizia privata (prezzo attuale circa 400.000 Euro/cadauno) costerebbero MOLTO MENO e sarebbero accessibili a quei pochi che ancora hanno la possibilità di spendere…. .Mi rendo conto che questo è un ragionamento così semplice che solo BEPPE GRILLO potrebbe metterlo in pratica !
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Direi che si tratta di una buona soluzione. In fondo, tentare non nuoce. Lo dirò a mia moglie.
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Mimmo, vedo che iniziamo a ragionare. Bravo.
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E io lo dirò a mio marito. In fondo manco lui c’era arrivato. Quindi si possono vendere le case in coop a 250,000 €?? mo che affare anno fatto i miei parendi…. l’hanno pagata 100.000.000 milioni… ahahaha… Grazie ..
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Scarongella,meglio che non dici nulla a tua moglie,potrebbe gonfiarti.








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