L’”albero dei desideri”, riaprirà o no?

E’ la domanda che operatori e famiglie dei 25 disabili ospiti del centro continuano a farsi e a fare all’Amministrazione.
Aprirà o non riaprirà? E’ la domanda che continuano a porsi dipendenti e famiglie di quei 25 disabili che, prima dell’estate, erano ospiti dell’”Albero dei desideri”, il centro disabili di riferimento per Ruvo, che avrebbe dovuto riprendere regolare attività già il primo settembre.
Il problema del centro è stato oggetto, nei giorni scorsi di una riunione della giunta comunale e del consiglio d’amministrazione della “Ruvo Servizi”, la società mista pubblico-privata affidataria della gestione del centro da parte del Comune.
In effetti, molti sono i misteri che avvolgono l’”Albero dei desideri”, molte le cose che già non andavano e facevano presagire la chiusura: la convenzione scaduta con la Ruvo Servizi, per esempio, che, come si sa, non versa in condizioni economiche tra le migliori o lo stato di abbandono lamentato più volte nel corso di incontri e assemble sfociate, non molto tempo fa, in stato di agitazione da parte del personale e delle famiglie degli utenti.
Se, a ciò, si aggiungono spazi troppo piccoli rispetto al numero di disabili presenti, carenza di pulizia, scarso materiale specifico per la formazione e scarse attività su particolari categorie di disabili, nemmeno il ritardo nella riapertura preoccupa, anzi si può addirittura giustificare.
Il centro, dunque, necessita di totale rinnovamento, solo così, ad ogni utente, sarà possibile assicurare un servizio impeccabile.
“Al momento ci sono problemi di ordine finanziario, ma il centro, state tranquilli, si dovrà riaprire ” è stata la risposta che, il sindaco Stragapede, ha dato all’ennesima domanda di una delle mamma di un disabile.
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