La straordinaria ricchezza degli stagni del parco

La Redazione

I risultati della ricerca, che ha individuato comunità biologiche complesse e coesistenza di specie rare, sono stati presentati all’International symposium on Mediterranean temporary ponds e pubblicati sulla rivista Hydrobiologia

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Continua a dare i suoi frutti il programma di ricerca “Stagni del Parco nazionale dell’Alta Murgia” nell’ambito della convenzione fra l’Ente e il Laboratorio di Zoogeografia e Fauna dell’Università del Salento.

L’analisi dei dati dei primi tre anni di monitoraggio ha permesso uno studio ecologico approfondito delle dinamiche tipiche degli stagni temporanei, con risultati innovativi che evidenziano l’utilità dell’utilizzo dei crostacei come indicatori di diversi tipi di habitat. Grazie a tali ricerche si è giunti, recentemente, all’individuazione di un raro tipo di stagni definiti come “Hemidiaptomus” ponds, caratterizzati da comunità biologiche complesse con coesistenza di specie rare e dal ristretto areale biogeografico. Tale straordinaria ricchezza è stata interpretata come testimonianza relitta di antiche aree umide ben conservate, in quanto hanno avuto un basso (o pressoché nullo) disturbo storico.

Questi risultati, già resi pubblici con una presentazione orale all’International symposium on mediterranean temporary ponds nel 2015, sono stati selezionati con pochi altri contributi per essere pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Hydrobiologia.

A questo va ad aggiungersi il rilevamento nell’ambito della quarta campagna di monitoraggio, effettuata tra la fine del 2014 e l’inizio del 2016, i cui dati sono proposti in sintesi in un apposito report, che contiene il dettaglio dei siti e delle date rilevamento in campo, con il monitoraggio dei 21 stagni del Parco.

Negativa la ricerca dei pesticidi: basse e circoscritte le contaminazioni chimiche da fosfati in un’area già tenuta in osservazione dai precedenti monitoraggi. Sono state evidenziate le maggiori criticità ambientali e proposte le opere di mitigazione in supporto alle misure di gestione dell’Ente.

L’analisi dei dati climatici ha inoltre mostrato l’estrema variabilità degli stagni temporanei, ecosistemi acquatici caratteristici dell’area mediterranea e alimentati esclusivamente da acque piovane. La loro intermittente manifestazione in natura può avere pause anche di diversi anni, ma appena si verificano le condizioni ottimali (le piogge abbondanti invernali) esplicano tutta la loro biodiversità grazie ai propaguli (semi e radici per le piante, cisti e stadi dormienti per gli animali) contenuti a riposo (ma vitali) nei sedimenti del terreno. Continua ancora a crescere il numero dei crostacei identificati a livello di 53 specie.

Infine, grazie alle informazioni raccolte durante i monitoraggi, sono stati realizzati due volumi divulgativi in corso di stampa: uno dedicato a stagni e pozze del Parco nazionale dell’Alta Murgia, l’altro ai crostacei, con foto e descrizioni degli ambienti e delle specie riscontrate, evidenziandone le peculiarità che offrono un ulteriore valore aggiunto alle ricchezze naturali dell’area protetta.

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