La Settimana Santa a Ruvo: gli Otto Santi

La pioggia, caduta ininterrottamente per tutta la giornata di mercoledì, ha impedito, proprio all’ultimo momento, quando tutto era già pronto, lo svolgersi della Processione nella notte. Ma l’evento s
Molte persone, alcune giunte a Ruvo appositamente dai paesi vicini, hanno sperato fino alla fine di vederla comparire puntuale, come da tradizione, alle 2:30 della notte tra mercoledì e giovedì, dal portone della Chiesetta di San Rocco.
Lenzuola bianche e ceri accesi sui balconi del centro storico le avrebbero fatto da splendida, antica cornice, la gente imbacuccata per difendersi dal freddo e dall’umidità, assonnata eppure sveglia, avrebbe ammirato per l’ennesima volta, ma sempre magico, il rito antico dell’”uscita”, accompagnato dal ritmo cadenzato dei tamburi, dalla banda a tratti silente e all’occorrenza intonante note gravi ed evocative e dai devoti della Confraternita in mesto ed ordinato indugiare.
Eppure la pioggia, caduta ininterrottamente per tutta la giornata di mercoledì, ha impedito, proprio all’ultimo momento, quando tutto era già pronto, lo svolgersi della Processione degli “Otto Santi”, ovvero la rappresentazione della Deposizione di Cristo, con i personaggi che accompagnarono Gesù al sepolcro. Li scolpì, in cartapesta, il maestro leccese Raffaele Caretta nel 1920 e sono Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, (entrambi reggono i lembi del sudario dove è riposto il corpo di Gesù), affiancati da San Giovanni, la Madonna, Maria Maddalena e le altre due pie donne.
Si tratta sicuramente del più bello e più suggestivo evento della Settimana Santa nel nostro paese. Il quale si è però svolto ugualmente, ieri pomeriggio a partire dalle 19:00 e fino a mezzanotte inoltrata, quando il gruppo statuario è rientrato, come sempre quasi “miracolosamente” date le sue dimensioni, nel minuscolo portone della Chiesa situata in Piazza Matteotti, meglio nota ai ruvesi come Porta Castello, proprio accanto alla sede del Comune.
A seguirla un folto numero di spettatori e di fedeli e un percepibile senso di raccoglimento, di preghiera, e, perché no, anche di folklore, senza però la magia e allo stesso tempo la tragicità evocate dalla notte fonda.
Il prossimo appuntamento oggi pomeriggio per la Processione dei Misteri, che si snoderà dalla Chiesa del Carmine.
“Li scolpì, in cartapesta, il maestro leccese Raffaele Caretta nel 1920 e sono Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo
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