La rinascita dell’oleificio cooperativo Eurocoop

Francesca Elicio

Il Sindaco: «Questo investimento nell’agricoltura ci piace molto»

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L’oleificio cooperativo Eurocoop cambia look. Si ammoderna, si trasforma e offre un nuovo taglio al settore agricolo.

Un investimento importante quello fatto dal Comune di Ruvo di Puglia che si dimostra estremamente coerente con la politica di valorizzazione dell’agricoltura promossa e perseguita sin dai primi giorni del mandato dell’amministrazione Chieco. «La sfida di realizzare produzioni che siano ecosostenibili, che siano capaci di utilizzare tutte le risultanze dell’attività produttiva anche ai fini energetici, sta nell’orizzonte dell’idea che abbiamo del nostro territorio, ovvero di un biodistretto ispirato proprio all’ecosostenibilità», ha dichiarato il Primo Cittadino.

Una realtà incredibile, composta da 480 soci e 5 milioni di euro di fatturato e un consiglio d’amministrazione che crede fortemente nella base sociale adesso costituita: questi gli elementi principali per far sì che la realtà del frantoio diventi più grande, più ricca e più produttiva. Come ha sostenuto Gennaro Sicolo, presidente nazionale del Cno, nonché presidente di O.P., Oliveti Terra di Bari, la base associativa si è allargata: oltre alla cooperativa di Ruvo, ci sono una cooperativa della Calabria e una della Liguria.

Come si opera nello specifico? Semplicemente guardando al mercato e al futuro: c’è bisogno di creare sistema. La sfida da portare avanti è quella di presentare un prodotto genuino sui mercati. Tra gli impegni importanti da seguire c’è sicuramente la promozione dell’olio in Cina e Giappone.

Cooperativa che nasce quindi come base di discussione e socialità. E sicuramente la socialità non è mancata, grazie ai momenti conviviali offerti dalla serata, con degustazioni di ogni tipo che hanno visto protagonista l’olio e non solo. L’atmosfera è stata resa sicuramente calda dalle esibizioni energetiche e carismatiche di Bembè,ai quali è stata affidata la direzione artistica dell’intero evento, condotta con allegria contagiosa e ritmo incessante. Serata allietata anche dal cantiere di costruzione e animazione di spaventapasseri a cura di Kuziba Teatro e dalla performance teatrale a cura di Marianna Di Muro e Annabella Tedone dal titolo “Amaterasu. La leggenda della dea del sole”. Un mix di originalità che ha rapito i più piccoli, attraverso il teatro e la manualità, e i più grandi, attraverso balli e dj set finale.

Il frantoio rappresenta l’aspetto più intimo di ciascun ruvese ed è simbolo di origini e tradizioni. E un posto così, non può che essere sinonimo di casa.

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