La redazione di Ruvolive risponde all’Assessore Crispino

La Redazione
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Egregio Assessore Crispino,
nella Sua replica all’articolo di Michele Pellicani, Lei muove due insinuazioni. La prima è che la notizia sia giunta all’articolista attraverso il “sentito dire” o le “informazioni informali”. Su questo vogliamo essere chiari: le fonti di un’informazione sono molteplici, spesso queste sono diverse e lontane da quelle ufficiali, ma non valgono di meno, anzi. La loro attendibilità, il loro valore di fonte sicura assegnano a chi riesce ad accedervi, la stima di giornalista capace che sa fare il suo mestiere. Un giornalista che riporta solo ciò che arriva dalle fonti ufficiali è un giornalista il cui lavoro è ridimensionato al rango di un impiegato che si limita a registrare.

L’altra insinuazione riguarda le intenzioni di chi ha prodotto il ricorso al Tar. Ha insinuato che dietro questa iniziativa si nascondessero improprie azioni politico-sindacali. Lei è un politico e può esprimere in qualsiasi momento la Sua opinione, anche qui su Ruvolive. I giudici, invece, fanno le loro sentenze. E i giornalisti si limitano ai fatti. Ora, che ci sia stata una sospensione della delibera da parte di una sentenza del Tar, crediamo sia incontestabile.
Altre considerazioni non interessano né a noi della redazione né crediamo ai nostri lettori. I ruvesi vogliono vedere risolti i problemi, anche quello della dotazione organica del Comune, come Lei stesso ha puntualmente sottolineato. Se c’è da correggere qualcosa nella procedura per i concorsi, allora provveda subito. È questo che serve a Ruvo. Per noi che abbiamo la presunzione di chiamarci “giornalisti”, chiacchiere, insinuazioni, attacchi personali, veleni, non rappresentano delle notizie. E lo affermiamo non in “punta di piedi”, ma puntando i piedi.

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