“La pupazza di Dio”: la biografia di Suor Amalia da Ruvo. Prefazione di Bernocco

Suor Amalia Di Rella (dal sito dell’Associazione del Volto Santo ©
L’autore del libro è Michele Ippedico. Suor Amalia, morta nel 1998 in concetto di santità, ha fondato nei primi anni Settanta, insieme al Servo di Dio Padre Domenico da Cese, l’Associazione del Volto Santo
“La pupazza di Dio – Vita di Suor Amalia da Ruvo, discepola del Volto Santo” è il titolo della biografia di suor Amalia Di Rella, scritta da Michele Ippedico ed edita da Youcanprint.
Suor Amalia, morta a 64 anni nel 1998 in concetto di santità, ha fondato nei primi anni Settanta, insieme al Servo di Dio Padre Domenico da Cese, l’Associazione del Volto Santo, costituita da soci nel 1980, quando viene redatto il primo verbale dell’Assemblea, e formalizzata e rinnovata nel 1989 dal Venerabile don Tonino Bello.
Qui proponiamo la prefazione di Salvatore Bernocco.
«Questo testo, pubblicato per i tipi della Youcanprint, e scritto da Michele Ippedico, che ha conosciuto molto bene Suor Amalia e che ha raccolto molte testimonianze sulle sue virtù, si rivolge a quanti sono alla ricerca di Dio. Non di un dio qualsiasi, ma del Dio di Gesù Cristo, Figlio Unigenito del Padre, concepito per opera dello Spirito Santo dalla Vergine Maria.
Con uno stile fluido e accattivante, racconta di una giovane e bella donna che viene folgorata sulla via di Damasco e si abbandona all’azione dello Spirito Santo, dedicandosi agli altri eroicamente, senza risparmiarsi, e alla quale il Signore fece il dono delle stimmate. Patì con cristiana fede e rassegnazione gli stessi dolori di Cristo, completando nel suo corpo le sofferenze della Passione per la salvezza delle anime.
Ruvese di nascita, non trovò molta comprensione nel clero ruvese e nei suoi concittadini, molti dei quali sostenevano che fosse in realtà una donna disturbata, affetta da isteria maggiore, una psiconevrosi caratterizzata da stati emozionali molto intensi e da attacchi parossistici particolarmente teatrali e che nell’immaginario collettivo è sempre stata considerata una malattia appartenente all’universo femminile. La stessa cosa si diceva di San Pio da Pietrelcina, che cioè fosse un isterico, mentre le cose stavano diversamente. Quando il soprannaturale si manifesta in una creatura umana, si tende a umanizzarne le manifestazioni, ricorrendo a criteri e diagnosi di tipo medico o scientifico positivisti, perché si rifiuta l’idea che Cristo sia vivo e operante nella realtà quotidiana, anzi che vi sia Dio.
La scienza medica in realtà non è in grado di spiegare molti fenomeni, perché questi hanno origine e natura mistiche. Essa, tra l’altro, non è una scienza esatta e procede empiricamente. Quanti miracoli avvenuti, ad esempio, a Lourdes non hanno trovato spiegazione scientifica? Molti luminari hanno dovuto prendere atto con sbigottimento della guarigione straordinaria di persone affette da gravi patologie. È il Divino che opera come e quando vuole, spesso attraverso l’intercessione di Maria, alla quale il Figlio nulla può rifiutare.
E il Divino ha operato nella vita di Suor Amalia, rendendola un Alter Christus. È stata derisa e criticata. È stata offesa, maltrattata e svillaneggiata da taluni suoi illustri concittadini e da un clero che la considerava semplicemente un’invasata, tranne quando Amalia si adoperava per preparare loro lauti banchetti. Don Tonino Bello, invece, la prese sul serio, approvò lo statuto della pia “Associazione del Volto Santo”, e fu lui stesso a consigliarle di cambiare aria. Suor Amalia si trasferì ad Andria, dove fondò una comunità numerosa, dinamica, laboriosa, orante.
Questo libro, quindi, ne narra le vicende attraverso i ricordi e le testimonianze di tanta gente che ha conosciuto Suor Amalia, ed è scandito in Misteri, in un crescendo di opere ed episodi straordinari, come straordinaria e misteriosa fu la vita di Suor Amalia, che si definì la pupazza di Dio, una donna che, avendo detto il suo sì irrevocabile a Cristo, ne fu missionaria e diede prova certa di santità».
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