La Provincia di Bari chiude 18 centri per l’impiego. Stop anche per il Policentro di Ruvo

La Redazione

La Provincia di Bari ha disposto la chiusura dei 18 Sportelli Polifunzionali per l’Impiego attivi in 18 città. Tra queste compare anche Ruvo di Puglia

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Con deliberazione di Giunta n. 64 del 6 luglio scorso, la Provincia di Bari ha disposto la chiusura dei 18 Sportelli Polifunzionali per l’Impiego attivi in 18 città. Tra queste compare anche Ruvo di Puglia.

Le altre città sono Terlizzi, Adelfia, Alberobello, Bitritto, Cassano delle Murge, Castellana Grotte, Cellamare, Conversano, Giovinazzo, Grumo Appula, Locorotondo, Mola di Bari, Palo del Colle, Polignano, Sammichele di Bari, Sannicandro di Bari, Santeramo in Colle, Turi, Gravina in Puglia, Noicattaro  e Putignano.

«Gli sportelli per l’Impiego – afferma il Sindaco Ottombrini – risultano quasi per intero a carico dei Comuni che, anche in un momento di gravi tagli dei trasferimenti statali, intendono gravarsene proprio perché ritengono utile e necessario assicurare sul proprio territorio un servizio rivolto a categorie senza dubbio bisognose di sostegno.

Negli ultimi anni essi sono stati oggetto, anche in termini di capitale umano, di ingenti investimenti rivenienti da Fondi comunitari, grazie ai quali garantiscono ai cittadini gli stessi servizi offerti dai Centri per l’Impiego. 

Il bisogno primario di cercare occupazione ma anche utili informazioni e indicazioni su modalità e strumenti per muoversi meglio nel complicato mondo del lavoro, li rende, oggi più che mai, punti di riferimento per i tanti giovani, disoccupati, cassintegrati e svantaggiati che quotidianamente li frequentano, senza che questo comporti l’ulteriore onere di doversi spostare a spese proprie in altri Comuni.

La deliberazione che riteniamo di voler ridiscutere, sembra non tenere minimamente in conto che gli effetti negativi, che inevitabilmente produrrà, ricadranno per intero sulle fasce più deboli della popolazione, nonché principali utenti degli uffici che intende sopprimere e già enormemente provate dal drammatico periodo economico che stiamo attraversando.

I Comuni sono nella seria difficoltà di non riuscire quasi più a garantire neanche i servizi minimi a queste persone, pertanto non intendiamo privarle di altri che con determinazione abbiamo perseguito ed ottenuto.

Siamo convinti e confidiamo che, alla luce di quanto esposto, il Presidente Schittulli vorrà rivedere la sua decisione, nella prospettiva di una revisione del provvedimento attraverso un percorso partecipato, che tenga insieme Istituzioni coinvolte, forze politiche e sociali per compiere uno sforzo di condivisione per l’ottimizzazione del reimpiego delle risorse umane e la conservazione dei servizi sul territorio».

Il 18 settembre, intanto, si terrà un incontro con il presidente Schittulli a cui è stato consegnato lo stesso documento.

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Commenti

  • g.ppe fumarola (utente non verificato)

    Si stava meglio quando si stava peggio,tutto a carico del comune di pertinenza,e vai…