La proposta della lista “Insieme” per ridurre i costi del contenzioso legale

«Si possono risolvere questioni amministrative per le quali il cittadino dovrebbe necessariamente rivolgersi alla giustizia ordinaria o amministrativa con costi elevati e tempi assai lunghi»
L’introduzione dell’istituto della mediazione civile è considerata dalla lista “Insieme” come una opportunità per rendere efficienti, celeri ed economiche le dispute legali che possono sorgere tra il Comune e i cittadini. Un’opportunità illustrata in un comunicato che riceviamo e di seguito pubblichiamo
La nuova legge sulla mediazione civile -divenuta già punto di riferimento di molti operatori del diritto civile e che prevede l’obbligo di esperire un tentantivo di composizione della lite dinanzi ad un mediatore professionista- non può lasciare indifferente una amministrazione, quale la nostra, che vive quotidianamente piccoli e grandi contenziosi con l’intera collettività e non solo.
La norma, già in vigore da marzo 2011, prevede la composizione della lite in un contesto prettamente stragiudiziale, senza il necessario intervento di legali e con costi realmente esigui. Quello che l’associazione Insieme vuole segnalare, non ha carattere di novità, perché procedure simili sono già state varate in altri comuni (es. quello di Bari) – è invece animare una riflessione sulla eventuale adozione di questo strumento per gestire meglio e sin dall’insorgere della lite, le vertenze nelle quali è parte il Comune, risparmiando sui costi sia stragiudiziali che giudiziali che inesorabilmente gravano sulle finanze di tutti (compresi i cittadini che decidono di rivolgersi in Tribunale).
In loco esistono già organismi che operano attraverso sedi locali o sportelli, con mediatori che la legge vuole imparziali e soprattutto capaci di risolvere il contenzioso in non più di quattro mesi (termine massimo voluto dal D. Lgs 28/2010).
L’ambito di applicazione della normativa è vasto: dal contenzioso per la viabilità cittadina a quello che può riguardare i beni comunali o i crediti di qualsiasi natura vantati dall’ente, o una buona parte delle questioni amministrative per le quali il cittadino dovrebbe necessariamente rivolgersi alla giustizia ordinaria o amministrativa con costi elevati e tempi assai lunghi.
Molti Comuni italiani hanno stipulato convenzioni con gli Organismi di mediazione, riconosciuti dal ministero della Giustizia, ottenendo una tariffa ad hoc, che di fatto non rappresenterebbe neppure un reale costo per l’ente e per il cittadino, stante alla normativa vigente che ha addirittura riservato un credito di imposta sul contributo versato!
Il mediatore, quale soggetto imparziale, non agendo nell’interesse di alcuno, rappresenterebbe per il Comune e per il cittadino un interlocutore super partes, capace di proporre, ove ricorrano le condizioni, la soluzione al conflitto, attraverso l’emanazione di una proposta che se accettata dalle parti è valido titolo esecutivo, al pari di una sentenza!
In altri Paesi Europei, la conciliazione è da tempo operante ed il sistema giustizia, lungi dall’essere stato soppiantato (la fase giudiziaria è l’ultima chance in caso di insuccesso della procedura) ha trovato, invece, nella mediazione un valido alleato, capace di fornire risposte semplici, comprensibili, risolute, contrariamente a quanto avviene nelle aule dei tribunali dove regna ormai il caos. Dove le cause civili durano mediamente 4 anni, 7 mesi e 25 giorni. Dove i costi per farsi giustizia sono cresciuti e cresceranno sempre più in futuro (recentemente è stato introdotto il contributo unificato anche nella materia lavoro e previdenza).
Avallare questa iniziativa significa concretamente fare qualcosa per ridurre le spese, partendo da quelle che paradossalmente in un prossimo futuro incideranno ancor più sulle finanze dell’ente: ad oggi manca una polizza assicurativa per la RCT del Comune e stipulare una polizza è un’impresa proibitiva. Il contenzioso giacente ancora nella fase stragiudiziale rappresenta per questo ente un fardello in termini di costi che prima o poi dovranno realizzarsi e saranno, per tutti i soggetti coinvolti a diverso titolo nei vari contenziosi, a scadenza indeterminata.
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