La prima volta di Livio Minafra in Russia

Elena Albanese

​Il musicista ruvese ha tenuto una masterclass sull’improvvisazione nel prestigioso conservatorio Čajkovskij di Mosca​, poi si è esibito a Tarusa ​e nel Centro Culturale Pokrovskye Vorota​ della capitale

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Sono stati ben 40 i musicisti che hanno partecipato alla masterclass sull’improvvisazione che il musicista e compositore ruvese Livio Minafra ha svolto nei giorni scorsi nella Concert hall del prestigioso conservatorio Čajkovskij di Mosca. Il professor Sokolov, rettore dell’istituto, l’ha infatti invitato a tenere questo incontro, insolito per un tale tempio accademico.

Minafra ha poi tenuto un concerto nel Dom Literatorov di Tarusa per la Ismail Akhmetov Foundation, in cui, oltre a eseguire i consueti brani originali – che ci ha abituato ad ascoltare al pianoforte e in cui echi classici riverberano in un esperanto etnico e jazz – ha suonato pezzi di Bolling, oltre che suoi, insieme alla flautista Ekaterina Dryazzhina. In “Pioggerellina di Bogotà” ha addirittura diretto il pubblico che suona le chiavi.

Ha concluso il minitour il concerto del 18 marzo, nel Centro Culturale Pokrovskye Vorota della capitale, nel quale è stato ospite del trio La Villa Barocca, con Katja Dryazzhina al flauto, Anna Khazanova alla voce e Anna Kuchina al clavicembalo. L’improvvisazione del pianista pugliese ha incontrato autori come Purcell, Monteverdi, Sanchez, Falconieri e Satie. Nel finale, per salutare il pubblico russo, non è mancata una Tarantella a firma Minafra dal sapore di milonga.

Per il musicista ruvese è stata la prima volta in Russia, quasi la realizzazione di un sogno. «Sono da sempre affascinato dall’Est, dalla musica balcanica fino al mondo di Stravinsky; ed è stato molto bello poter improvvisare con la musica antica», ci dice.

L’esperienza, come prevedibile, si è subito trasformata in un grande successo: «I concerti sono andati benissimo. C’è già un invito per tornare l’anno prossimo!».

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