La povertà e la voglia di ricominciare. La storia di Domenico Giordano e la sua famiglia

Afferma: «Ho tre figli, di cui una soffre anche di asma. Non è possibile vivere in quel tugurio, senza riuscire ad avere un lavoro stabile»
Una vicenda che fa molto discutere. E’ la storia di Domenico Giordano, un quarantaseienne costretto a vivere con sua moglie e i suoi tre figli in una umile casa in pieno centro storico.
Domenico è disoccupato e non riesce a trovare un’occupazione in quanto alle spalle conta un precedente per spaccio che gli è costato la prigione prima e gli arresti domiciliari poi, fino ad arrivare alla situazione attuale dove il signor Giordano risulta essere in libertà vigilata con obbligo di firma.
Non ha avuto problemi a raccontare la sua storia: Domenico ha da sempre lavorato, svolgendo diversi lavori come pizzaiolo, aiuto cuoco o muratore ma essendo rimasto senza lavoro e in disastrate condizioni economiche, l’unica fonte di denaro sembrava quella dello spaccio. Dopo il tempo trascorso in carcere, Domenico è rinato: ha voglia di riscattarsi, di far vedere a tutti quanti di che pasta è fatto e che per tutti c’è una seconda possibilità.
Da allora il signor Giordano cerca invano lavoro: è snobbato da molti a causa del suo passato e non riesce neanche ad avere una degna dimora. E’ costretto a vivere in pochi metri, senza riscaldamento e con i pochi soldi che riceve dalla Caritas. E proprio grazie a questa associazione che riesce a continuare a vivere, a pagare l’affitto e a provare ad assicurare ai figli una degna esistenza. Ma i soldi della Caritas non bastano a sopravvivere: «Dobbiamo ringraziare alcuni commercianti- afferma il signor Giordano- che ogni giorno ci procurano cibo e provviste».
E non si vergogna di affermare la signora Giordano che quando il marito era in carcere lei è arrivata anche a chiedere l’elemosina fuori dai supermercati.
L’appello dei coniugi è rivolto agli assistenti sociali e alle istituzioni: «In questo modo – affermano- non viene data la possibilità di potersi rimettere in carreggiata, ma sembra incentivare ancora di più alle cattive azioni. Ho tre figli, di cui una soffre anche di asma. Non è possibile vivere in quel tugurio e in mezzo alla fogna, senza riuscire ad avere un lavoro stabile per poterci assicurare una casa. Vengono offerte tante possibilità agli extracomunitari, perché non aiutare noi che ne abbiamo realmente bisogno?».
La replica degli assistenti sociali: «Noi offriamo alla famiglia Giordano tutto l’aiuto possibile a livello economico come abbiamo sempre fatto. Continueremo a sostenerli e a cercar di dar loro una degna sopravvivenza. La nostra assistenza non prevede la ricerca di un lavoro e le case popolari già assegnate non possono essere sgombrate in quanto occupate da persone con difficoltà. Ci impegniamo comunque a dare il massimo e a non lasciare mai sola la famiglia».
Seguiremo la vicenda con ulteriori aggiornamenti, sperando in un finale felice per tutti.
Commenti
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molto bello








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