La nuova sfida del calcio a 5 ruvese

Accanto al Ruvo Calcio a 5 è nata quest’anno la Polisportiva Ruvo calcio a 5, che disputerà il campionato di C2, insieme ai concittadini della Rubis
Gli addetti ai lavori, già da anni, definiscono la Puglia come l’isola felice del calcio a 5. La regione del tacco è ormai il miglior trampolino di lancio per una disciplina tanto diffusa alla base quanto ignorata o snobbata a livello di opinione pubblica e media nazionali. In questo scenario, accanto al Ruvo calcio a 5, al secondo anno del campionato nazionale di B, si colloca la Polisportiva Ruvo calcio a 5, società nata quest’anno e che disputerà il campionato di C2, insieme ai concittadini della Rubis. Per carpire progetti, ambizioni e speranze di questa neonata realtà calcettistica abbiamo ascoltato il direttore generale Caldarola.
Come mai si è deciso di far partire questa nuova avventura nonostante nonostante ci fossero già altre due società a Ruvo?
“L’idea è nata quasi per gioco, vista la passione che nutro per questo sport. Mi sono guardato intorno e ho trovato alcuni miei amici che, come me, condividevano questo mio progetto. Poi ci ha pensato Giuseppe Roselli a rintracciare, sin dalle prime battute, un allenatore di grossa esperienza come Gianni Lamura. Un’altra risposta positiva mi è giunta da Gianluca Ciliberti e da questo quartetto abbiamo mosso i primi passi per un progetto che, sin dalle prima battute, ha comportato grossi sacrifici ma che ci sta già dando delle grosse soddisfazioni anche per quanto concerne i risultati sportivi. Ad attività ormai avviata, inoltre, abbiamo avuto altri due validissimi supporti societari, ossia Giuseppe Del Vecchio e Antonio Fiore”.
A proposito di risultati, si aspettava una partenza così positiva della stagione?
“Questi risultati erano al di fuori delle aspettative più rosee: nelle prime cinque uscite ufficiali abbiamo raccolto tre vittorie, un pareggio e una sola sconfitta, quest’ultima frutto non tanto di una prova deludente dei nostri, ma piuttosto di un arbitraggio vergognoso. Questi risultati sono arrivati nonostante una squadra nuovissima, che non è riuscita per ragioni logistiche a svolgere una preparazione atletica degna di tal nome e che presenta una età media bassissima”.
Come si spiega questi risultati, fra cui spicca anche il doppio successo contro la più collaudata Rubis in Coppa Italia?
“Secondo me il segreto sta nella politica che ha animato sin dall’inizio questa nostra attività, ossia serietà e massima umiltà. Anche la ricerca dei giocatori si è basata principalmente su questi due vettori di scelta. Il risultato è stato un gruppo omogeneo di ragazzi che sentono nello spirito di gruppo la vera essenza di questa squadra. L’eccellente lavoro di mister Lamura deve proseguire in questa direzione. Per quanto riguarda il campionato abbiamo avuto di fronte due squadre non quotatissime, ma non per questo siamo meno soddisfatti.
Si sa che l’approccio al campionato per una squadra così giovane come noi poteva essere assai difficile. per quanto riguarda il derby di Coppa Italia, invece, serpeggiava negli animi di qualcuno della società un certo pessimismo che invece è stato smentito con i risultati in campo con nostra enorme sorpresa, segno emblematico che questa squadra può svolgere un campionato disinvolto senza nessun timore reverenziale anche con quadre sulla carta più forti”.
Molti parlano di un integro di prestigio all’interno della rosa, sono vere queste voci?
“Roselli sta inseguendo da tempo un giocatore che porterebbe più qualità nel reparto offensivo della squadra. Ovviamente l’allenatore è a piena conoscenza di questo nostro interessamento e ha dato carta bianca alla società, ma al momento non c’è niente di definitivo, si tratta solo di un nostro interessamento che non so se si potrà concretizzare o meno”.
Qual è il suo sogno nel cassetto per questa stagione?
“Ho un solo sogno, ossia quello di divertirci e far divertire il folto gruppo che segue le nostre prestazioni. Il risultato per noi è secondario, se poi dovesse arrivare di certo non potrò che esserne contento”.
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