La notte del giudizio e dei bilanci, il riassunto del lungo consiglio comunale

Precisate molte questioni onerose lasciate in sospeso durante questi anni. Pronte le risposte da parte della Giunta, ancora tanti i dubbi dell’opposizione
Come già previsto, quello che si è tenuto ieri non è stato uno dei consigli comunali più semplici da districare. Quattro ore di dialogo e dibattito intensi, durante i quali il Sindaco e la sua Giunta hanno dovuto dare ai consiglieri tutte le risposte necessarie per meglio comprendere la questione dei bilanci.
Dopo velocissimi preliminari, durante i quali si è ricordato il disastro dei treni (il consigliere Piero Paparella ha chiesto al Comune di costituirsi parte civile) e il sindaco Chieco ha lanciato brevi annunci alla città (il servizio task force dell’Asipu, il controllo della vigilanza, la sua nuova elezione nel consiglio di amministrazione del Gal Murgia Più), si è entrato nel vivo della seduta.
Si passa a discutere del verbale della seduta precedente, nel quale il consigliere Paparella ha lamentato la presenza di delibere non corrispondenti a quelle discusse; il punto è stato approvato all’unanimità, ma con la promessa del Sindaco di modificarle, trattandosi di un problema di tecnicalità.
Si arriva al secondo punto: Paparella ha voluto maggiori informazioni in merito alla composizione del Gal. Immediata la risposta di Chieco, il quale ha confermato che si tratta essenzialmente di rispettare le regole che già erano presenti prima del suo insediamento. Quindi la composizione non dipende dal consiglio comunale, bensì da una disposizione dell’ente che possiede delle regole proprie. Anche questo punto è stato approvato all’unanimità.
Il clou della serata è arrivato nel momento in cui il consigliere Rutigliani ha espresso il suo desiderio di anticipare il punto 7, in modo da discuterlo più accuratamente. Immediato il commento di Chieco: «Abbiamo dato una relazione alla Corte dei Conti in merito ad argomenti e tematiche specifiche. Noi non abbiamo potere per intervenire in ciò, ma possiamo dire che abbiamo fornito informazioni nel modo più dettagliato e specifico possibile. Lo scorso anno gli indicatori di dissesto positivi erano 6 su 10, quest’anno 1 su 10 e ci sembra un grande passo avanti».
Non soddisfatto in merito Antonello Paparella, che ha espresso il suo rammarico per diverse situazioni che preoccupano il paese, come adesso i contratti affittuari scaduti o non rinnovati e soprattutto la questione delle lampade votive. Il suo malcontento nasce dal fatto che l’amministrazione non ha saputo dare delle risposte pragmatiche alla questione e ciò ha fatto in modo che il contenzioso pesasse molto sul bilancio della città. «Dopo tutti questi problemi – ha replicato Paparella – potete spiegarci quali sono le terapie d’urto?»
Come ha spiegato Chieco, l’amministrazione comunale ha il dovere di raccontare in modo dettagliato le problematiche; stabilire quali siano le soluzioni è compito della Corte dei Conti. La strategia che si intende utilizzare è unire le esigenze di bilancio alle tematiche sociali. Una volta detto ciò, si sono analizzati tutti i provvedimenti approvati. Alcuni temi risultano delicati, quindi saranno affrontati con cura in seguito. Il momento del voto è arrivato: 10 a favore e 6 contro; il provvedimento è approvato.
Per quanto riguarda il punto 3, la parola è passata all’assessore a Finanze, Programmazione economica, Bilancio, Patrimonio e Appalti Rocco Marone. «Si nota immediatamente la separazione tra l’amministrazione uscente e la nostra. Si vanta purtroppo uno stato di salute delle finanze estremamente precario. Con il documento che abbiamo predisposto alla Corte dei conti approfondiamo il tema e le diverse macroaree. Illustriamo in breve la questione: ci sono più di 14 milioni di euro di fondo crediti di dubbia esegibilità. Il tasso di differenza è del 50%. Il risultato dell’amministrazione è positivo, ma per coprire quei 14 milioni tutto ciò non basta. Nel 2014 abbiamo avuto 5 milioni in meno, questo ci ha costretti a spalmarli in 30 anni, quindi facendo questa operazioni il tutto si dovrebbe ridurre di 170mila euro. Questi 5 milioni derivano dai nostri residui; più sono vetusti, più sarà difficile la loro esaustione. La riscossione fa abbassare il tasso di esegibilità; si tratta di una vicenda continuamente osservata e aggredita. I residui attivi provengono dai fitti. Nell’ambito del fondo consuntivo c’è anche la necessità di approfondire i debiti fuori bilancio. Nei vari allegati sono presenti i provvedimenti che sono separati tra loro, ma uno conseguenza dell’altro».
Sebbene l’argomentazione di Marone sia stata molto esaustiva, l’opposizione non si è dimostrata assolutamente soddisfatta. Paparella in primis ha chiesto esplicitamente come mai molti dei debiti non sono stati inseriti nell’analisi del bilancio. Ergo, il tutto risulta non effettivo e non rappresentante la realtà dell’ente. Inoltre ci sono molte altre questioni non sollevate, ad esempio gli oneri di urbanizzazione. Anche la Rutigliani ha riscontrato un’anomalia nell’entità dei residui passivi. Il tutto porta soltanto a illegittimità e mancanza di controllo di gestione. L’opposizione preannuncia già il suo voto contrario, e soprattutto l’inutilità di approvare un rendiconto del 2015.
A chiarire la questione è intervenuta la dottoressa De Tommaso, commissario ad acta: «Non si tratta di debiti fuori bilancio, non hanno la qualificazione giuridica per poter essere definiti tali; il riconoscimento è stato fatto con le risorse del 2016. Il 40% è già stato pagato». Il segretario ha ribadito: «Ci sono operazioni di ricognizioni di prestazioni rese ma non defilate. Cercavamo un percorso che garantisse trasparenza e verifica di lavoro relativo al 2009. Si è deciso di affidare a un perito neutrale il compito di fare una verifica tecnica e cronologica rispetto alle fatture dei fornitori e questo ha riconosciuto una relazione di 700mila euro. E’ stato avviato un processo di confronto». La dottoressa De Tommaso ha ribadito come, avendo gestito loro economicamente il tutto, sono creditori di Iva.
La questione rifiuti è stata una delle tematiche più agguerrite: Piero Paparella ha fatto un breve excursus sulla vicenda; Chieco ha fatto notare come la scelta di contrattare direttamente con l’Asipu è stata mirata; far gestire il tutto a terzi sarebbe risultato un grave errore. «I prezzi aumentati – ha dichiarato il primo cittadino – nascono da una gestione di discariche. E’ ovvio che le variazioni arrivano nel momento in cui non ci sono più discariche».
Come annunciato, il conto consuntivo del 2015 ha visto 10 voti a favore e 6 contro. Stessa storia anche per la votazione del punto numero 5 e del numero 6.
Dopo una breve pausa del consiglio, si è chiesto espressamente il rinvio degli ultimi due punti: la questione dei loculi cimiteriali e la proposta di delibera dell’opposizione.
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