La maggioranza dice no allo stralcio delle cartelle esattoriali. Chieco: «Le tasse si pagano»

L’Ufficio Tributi del Comune di Ruvo di Puglia
Il sindaco Pasquale Chieco: «Le tasse servono a sostenere i servizi pubblici; servono ad aiutare chi è in difficoltà». Si tratta, comunque, in buona parte di tasse sulle seconde case non pagate e di qualche vecchia sanzione
Nessun condono delle cartelle esattoriali: a Ruvo di Puglia non sarà applicata la misura di stralcio parziale, prevista dalla legge di Bilancio 2023 (legge n. 197 del 29 dicembre 2022), oggetto del secondo punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale di ieri.
Il punto (approvazione dell’opzione di non applicazione della misura di stralcio ai sensi dell’art. 1, comma 229, della legge 29 dicembre 2022, n. 197) è passato con otto voti favorevoli della maggioranza e cinque contrari dell’opposizione.
Confermate, quindi, tasse e sanzioni dovute al Comune di Ruvo di Puglia da chi non le ha ancora pagate. In particolare, si tratta di debiti fino a 1.000 euro iscritti in carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015.
Propenso all’applicazione dello stralcio parziale il consigliere di opposizione Biagio Mastrorilli (Ruvo per tutti) che ha invitato a valutare l’opportunità di aderirvi, per venire incontro alle esigenze dei cittadini in difficoltà economica. La replica del consigliere di maggioranza Giuliano Chiarulli (Sinistra Ruvese) sottolinea invece la necessità del rigetto della “pace fiscale” sia per non alterare equilibri di bilancio sia perché è giusto pagare le tasse.
«Non è vero che il condono è un aiuto a chi non può pagare – ribadisce il sindaco Pasquale Chieco -. È vero semmai che quei soldi potrebbero essere usati per aiutare chi è in difficoltà. Dai nostri controlli abbiamo verificato che si tratta in buona parte di tasse sulle seconde case non pagate e di qualche vecchia multa: stiamo parlando più o meno di 11.000 euro».
Infatti, dalle verifiche effettuate dall’Ufficio Tributi Comunale, risulta che i carichi tributari iscritti a ruolo, di importo inferiore a 1.000, euro ammontano per il periodo considerato a 22.508,12 euro di cui sarebbero stralciati circa euro 8.080,55; mentre per la parte relativa alle sanzioni (ammende, multe) il carico è pari a circa 7.200 euro di cui sarebbero stralciati gli interessi pari a 3.500 euro.
«Abbiamo preso questa decisione, dunque, non per l’entità della somma – prosegue Chieco -, ma per rimarcare un principio: le tasse si pagano e non si premia chi non le paga beffando i contribuenti che fanno il proprio dovere».
«Le tasse servono a sostenere i servizi pubblici (le scuole, i trasporti, i servizi sociali, la cultura, la sanità), servono ad aiutare chi è in difficoltà, e noi pensiamo che non sia giusto premiare chi le tasse non le paga scaricando i costi relativi su tutta la comunità.
Sappiamo bene che in questi ultimi anni la platea di chi è scivolato in condizioni di disagio si è allargata in modo preoccupante. E il nostro Comune è stato sempre attento a sostenere le persone in difficoltà: ha distribuito buoni spesa, moltiplicato i contributi per gli affitti, ridotto la Tari per i redditi più bassi, ma non basta mai. Chi può deve dare una mano e il primo modo per dare una mano è fare il proprio dovere, pagando quello che bisogna».
Da rilevare che il diniego allo “stralcio parziale” consente comunque al debitore di “ottenere i medesimi benefici, in termini di riduzione degli importi da pagare, attraverso l’adesione alla definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, disciplinata dal comma 231 dell’articolo 1“.
Commenti
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Pagare le tasse e’ segno di civilta’.
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Ma non pagarle, purtroppo, per i più, è segno di furbizia.
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