La gigantografia di due preziose serate

Da Bandervish alla Municipale Balcanica. Da Carlo Rizzo alla Banda di Pino Minafra. È ancora TALOS
Il Talos Festival ci ha totalmente rapito, ammaliato, con due serate gigantografate nella memoria, nello spazio più prezioso dei nostri ricordi.
Giovedì e venerdì il Festival è stato inondato dai Radiodervish con Livio Minafra e la Banda “Giuseppe Verdi” di Sannicandro di Bari, la Municipale Balcanica, Carlo Rizzo, Pino Minafra e la Banda di Ruvo di Puglia con una miriade di ospiti musicali di gran rilievo.
I Radiodervish, con Nabil Salameh, Michele Laboccaro ci concedono un rapido scambio emozionale.
Com’è questo Festival?
Ci piace pensarlo come festa nella tradizione di paese, una festa da proteggere e divulgare, contenitore per i giovani … la stessa Banda di Sannicandro anima il paese e crea uno spazio dove migliorare il matrimonio tra passione e tradizione, pubblico ed artisti … ed è straordinario il taglio dato quest’anno: le Bande al centro di questo connubio.
Cosa porta questa pioggia?
La pioggia porta un autunno meraviglioso pieno di cambiamenti e trasformazioni checché se ne dica …!
Ugo Sbisà introduce le prime emozioni conducendoci nel corpo della serata, sognando i 20 anni del Talos ed affermando il valore precipuo della Banda come entità da salvare, salvaguardare, valorizzare visto anche il suo percorso evolutivo di rinnovamento profondo che ha reso duttile il linguaggio bandistico, elevandolo ad un livello universale.
“La Puglia è Banda” mescolata alla meditarraneità di una Terra parlante, scossa e levigata dalle movenze delle acque marine.
E con Bandervish, il progetto collante tra le inconfondibili melodie dei Radiodervish, miscelate alle sonorità tradizionali della Banda “Giuseppe Verdi” di Sannicandro di Bari, diretta da Luciano Loiacono, si approda in una sorprendente miscellanea di suoni rimbalzanti e danzanti nel Mediterraneo, da Oriente a Occidente con le citazioni di Ennio Morricone e Oum Kaltoum.
I suoni sono animati dalla ricerca di vite migliori, malinconie e speranze, preghiere universali, tintinnii di chiavi e voli in picchiata, esaltati da Livio Minafra, trascinatore dei sogni di questa sera, conduttore estroso verso le molteplici etnie musicali, diversificate e complementari.
«Sono a casa mia ma ospite dei chiaro-scuri dei Radiodervish … cerotti, carezze insieme alla Banda…». Livio è protagonista, col gruppo, nelle esecuzioni dei brani come “Fogh en Nakhal”, “L’Esigenza” “Lamma Badà”.
Il passo verso la Municipale Balcanica è breve, ma preceduto dall’incontro degno di nota tra il Sindaco di Ruvo, Vito Ottombrini e il sindaco di Terlizzi, Ninni Gemmato. Destra e sinistra … ed è contaminazione all’ennesima potenza, insieme, nelle serata del Talos, con l’assessore De Palo, per lasciarci intravedere speranze di costruttive strategie politiche, in funzione della crescita culturale del territorio, lette in chiave sinergica e condivisa.
“Dio è Zingaro”, un Dio che non si accontenta di essere in ogni luogo ma di viaggiare in ogni luogo. E la Municipale presenta così, in prima assoluta, il progetto originale “God is a Gypsy”. Progetto speciale in cui ogni artista arrangia e interpreta brani dell’altro, in un vortice di spunti e generi diversi: dalle musiche per matrimoni e funerali dei Balcani alla tradizione bandistica del sud Italia, dall’improvvisazione jazz ai ritmi delle cerimonie dei dervisci in Macedonia.
Ospiti speciali del progetto e della serata, sono: Admir Shkurtaj (fisarmonica), Carlo Actis Dato (sax baritono), Roberto Ottaviano (sax), Giorgio Distante e Vito Mitoli (tromba), Francesco Massaro (sax tenore) e la cantante albanese Meli Hajderaj.
“Dio è Zingaro”, figlio virtuoso di Livio Minafra, rende l’ascolto sublime, imbrigliato in un mare lavico che procede lento e deciso, fino a toccare l’immaginazione e il desiderio delle anime di un pubblico arreso alle emozioni, ormai preda consapevole di tale bellezza.
La serata di venerdì 14 comincia con la performance di tamburelli multiritmici del percussionista, cantante, compositore italo-francese Carlo Rizzo. La sua voce, mescolata ai ritmi incessanti delle sue percussioni, diviene elemento essenziale per il raggiungimento di timbrature con sonorità ed evocazioni salentine.
Il testimone passa alla Banda di Ruvo di Puglia ed al suo maestro, nonché direttore artistico dell’intero evento Talos, Pino Minafra.
Sul palco del Festival, la Banda di Ruvo di Puglia trasforma visibilmente e plasticamente le sensazioni, ormai giunte all’apice di orizzonti musicali nuovi, coinvolgenti, materici.
Le composizioni musicali, dirette da Bruno Tommaso, Pino e Livio Minafra, Michele Di Puppo, vedono come solisti ospiti il quartetto vocale Faraualla, Carlo Rizzo (tamburello), Michel Godard (tuba) e come solisti-compositori, il clarinettista Gianluigi Trovesi, che ci incanta con la leggiadra e luminosa esecuzione di “Profumo di violetta” estrapolata dalla Traviata.
Pino Minafra, con la pregnante escuzione di “Terronia” (Madonna Nera), provoca un autentico tsunami sonoro che trasporta, inesorabile, nel baratro di convulse frustate, condensate nella percezione di voci bagnate dal profondo Sud, accentuate dai tamburi di Vincenzo Mazzone, con Vito Mitoli e Carlo Rizzo.
Gabriella Schiavone con “Domine de Miseria”, il fisarmonicista Livio Minafra con la nostalgica “Aurel”, completano l’intera scaletta, seguiti dalla classicità del “Barbiere di Siviglia”, diretta da Michele Di Puppo.
Il finale è magicamente affidato a Nino Rota che, con il ricordo della felliniana “Otto e mezzo”, ci omaggia virtualmente di un vero e proprio audace salto nella “Meraviglia”.
Tutti i brani sono stati introdotti da Fabrizio Versienti, noto critico musicale presso il Corriere del Mezzogiorno, il quale non esita a ricordarci che la realtà bandistica, conosciuta ed altamente apprezzata in Europa, viaggiatrice tra le più importanti capitali europee, è veicolo di tradizione ed evoluzione, nella misura in cui si amplifica nella ragnatela di persone, ciascuna con l’obiettivo e la speranza di contagio continuo, perenne.
Ed oggi, alle 18.30, presso la Scuola Media “Giovanni XXIII”, l’appuntamento musicale è affidato a Keith e Julie Tippetts, rispettivamente pianista e voce, con ingresso libero. Completano la serata, alle 20.30, in piazzetta Le Monache, Renaud Garcia-Fons con “Contrabbasso Solo”, seguiti dai multicolori etnici dell’Orchestra di Piazza Vittorio.
Il Viaggio prosegue, le Emozioni restano …
Commenti
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Viva Pino Minafra- Viva i soldi dei contribuenti Ruvesi Viva L’assessore alla cultura di aver promossa una festa per i forestieri, sicuro che avrai un futuro da Sindaco della buona musica.
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Questa e’ la nostra Citta’ e questi sono i personaggi che Ma lascioate la popolano. Criticare sempre l’operato di ciascuno e di tutti, Non accontentarsi mai, Ma lasciate stare ,quando si fa qualcosa per la nostra Ruvo va bene. Poi si guarda ai paesi linitrofidove si svolgono tante manifestazioni, Tanto ora pagaremo l’IMU e i rifiuti e le casse del comune si rinpingueranno TRANQUILLI uomini e donen di poca fede
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come al solito siamo a ruvo e le doppie facce non finiranno mai di esistere davanti applausi e complimenti e da dietro critiche e colpi bassi viva la cultuira e la spensieratezza e con osenza il festival talos la vita e sempre in salita ed allora viva il f.talos a ruvo di puglia.








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