La fornitura di energia e quel contratto nullo con la Gascom

La Redazione

Documentazione errata e firma di chi non aveva titolo

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Anche per la illuminazione pubblica e per la fornitura di energia agli immobili comunali vige il regime del cosiddetto “mercato libero”. Il Comune sceglie l’operatore ritenuto più conveniente sia sotto il profilo economico che per quanto riguarda l’efficienza.

Sul finire del 2011, il Comune stava valutando alcuni preventivi da parte di aziende a cui affidare la fornitura. Ad un certo punto, risulta agli uffici che lo scorso 28 novembre sia stato sottoscritto un contratto con la società Gascom.

Il contratto è però nullo. Non era stata avviata ancora nessuna procedura di gara ma, soprattutto, chi ha sottoscritto quel contratto per conto del Comune non aveva nessun titolo a farlo. Inoltre, la firma sul contratto non corrisponde al soggetto dichiarante in nome e per conto del Comune di Ruvo. «In ogni caso -si legge nella determina dirigenziale con cui si ricostruisce la vicenda e si dichiara la nullità del contratto- il soggetto deputato alla sottoscrizione degli atti in nome e per conto del Comune di Ruvo di Puglia è sempre, in sede di attività gestionale, un dirigente dell’ente e non il suo rappresentante legale, come erroneamente indicato nella documentazione».

Contratto da dichiarare nullo, dunque. Per “incompetenza assoluta del soggetto sottoscrittore, neanche qualificabile; violazione di legge, con riferimento alla mancata procedura comparativa; carenza di motivazione negli atti giustificativi dell’affidamento e dunque eccesso di potere, data l’inesistenza di una procedura di gara”.

Chiarito l’equivoco giusto in tempo prima che cominciasse il periodo di fornitura stabilito (1 aprile), resta da capire chi e perchè abbia fatto questo accordo con la società Gascoms. La determina dirigenziale butta subito acqua sul possibile fuoco della polemica e del sospetto che potrebbe generare questo pasticcio: «La procedura seguita è talmente erronea da lasciar presupporre una situazione di buona fede generale e dunque tale da poter escludere qualsiasi intento fraudolento».

“Buona fede generale” e si passa oltre.

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Commenti

  • caromio (utente non verificato)

    Da un po’ di tempo succedono strane cose al comune di Ruvo di Puglia, mi chiedo: atti pubblici tipo questo contratto o gli atti riguardandi la faccenda “loculi”, sebbene nelle mani della magistratura, perchè non si rendono consultabili, se non altro si dimostrerebbe la buona fede e i “sudditi” avrebbero modo di farsi un’idea, o no?

  • cinghialotto (utente non verificato)

    si, d’accordo, ma si può sapere chi ha firmato? o è un segreto di stato? hai ragione caromio, per dirla con battiato ” strani giorni, viviamo strani giorni…”

  • geppo2377 (utente non verificato)

    sono d’accordo con caromio …purtroppo viviamo in un paese tutt’altro che democratico!!! e di questo ci dobbiamo convincere.