“La cultura per Ruvo è una cosa seria: ecco la nostra proposta”

Grazia Ippedico

Pasquale De Palo e la sua idea di politica

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Pasquale De Palo, classe ’78, ricercatore e docente universitario, è stato segretario del Pd per più di due anni e mezzo. Si candida alle amministrative comunali come consigliere del Pd, appoggiando Vito Ottombrini sindaco.

Com’è stata l’esperienza da segretario nel Pd?

E’ stata una esperienza positiva. Mi sono trovato a gestire gli equilibri di un partito che nasceva dall’unione di più partiti. La necessità di un nuovo equilibrio, di una nuova storia che non prescindeva da quelle passate ma che desse una forza assolutamente nuova. Il Pd doveva assumere un’altra identità, che per me era militare nella politica in una azione mirata al bene comune nel quale infondere la passione che ognuno poteva esprimere.

Pasquale De Palo ha 32 anni, quindi un giovane in politica. Si parla spesso dei giovani e del fatto che spesso siano quelli più disinteressati dalla politica. Quelli più lontani. Cosa ha intenzione di fare per i giovani di Ruvo?

La cultura e i giovani sono il mio pallino fisso. A questo proposito la la squadra che appoggia la candidatura di Vito Ottombrini ha cercato di individuare le problematiche giovanili e trovarne una soluzione fattibile. Quando si parla di giovani si parla innanzi tutto di lavoro. La nostra proposta è di dedicare dei percorsi preferenziali per l’assegnazione delle nuova aree produttive che attraverso il PUG verranno individuate ai giovani. Dando un terreno in diritto di proprietà o di superficie ai giovani artigiani o ai giovani imprenditori di Ruvo si incentiverebbe l’imprenditoria giovanile e la loro possibilità di catalizzare altri finanziamenti. Inoltre nella zona produttiva vogliamo individuare una zona da destinare a discoteca.

Una discoteca a Ruvo di Puglia?

Si! Con una discoteca a Ruvo ci sarebbe un luogo di svago anche dopo la mezzanotte: Ruvo non ha un lungo mare lontano dalle residenze dove ci si può trattenere fino a tardi. Penso poi anche alla sicurezza. Con una discoteca si limiterebbero il numero di ragazzi che va fuori per divertirsi e poi si mette in macchina dopo aver bevuto. La discoteca che immagino è un grosso contenitore al chiuso che possa ospitare anche concerti di una certa portata. Certo, poi sta al gestore privato organizzarsi anche con le scuole per iniziative varie durante la settimana, o per pomeriggi dedicati ai ragazzi più piccoli.

Questa campagna elettorale si svolge essenzialmente a colpi di mattone. L’attenzione è tutta sulle case, sui prezzi esorbitanti, sul nuovo piano regolatore ecc. Moltissime giovani coppie negli ultimi anni hanno preferito città limitrofe piuttosto che sobbarcarsi di eccessivi debiti e mutui vari, per restare nella propria città. Questo porta ad un impoverimento della città stessa visto che la classe sociale che spende di più, anche per le cose essenziali, spende fuori. Cosa ne pensa?

L’obiettivo è quello di rendere le case accessibili. Con due interventi: la costruzione di 500 nuovi appartamenti preferibilmente con l’edilizia residenziale pubblica (ovvero le cooperative) da un lato, modulare l’ICI sulle secon de case a seconda che esse siano occupate o no.

Aumentare l’Ici? Scelta piuttosto impopolare?

 Sicuramente, ma Ruvo è piena di case vuote. Noi vogliamo modulare tale imposta in modo che le case vuote e sfitte oggi poste sul mercato a prezzi esorbitanti siano disponibili per essere fittate o vendute. La città è costellata da cartelli “fittasi” e “vendesi” ma i prezzi sono elevatissimi e ovviamente non vengono riconosciuti dagli acquirenti. Bisogna rimettere in moto il mercato dell’usato. I proprietari di seconde case che hanno vuote devono essere motivati a fittare i proprio beni. Con le risorse che entreranno con questa rimodulazione andremo ad aiutare i giovani più bisognosi trovando meccanismi oer agevolare l’avvio di un contratto di fitto o aiutando i giovani ad ottenere un mutuo. Questo, ovviamente, attraverso graduatorie pubbliche.Un ulteriore idea è quella di bandire la gestione delle tantissime terre in proprietà del comune perchè giovani imprenditori agricoli abbiano la possibilità di avviare attività in agricoltura, anche catalizzando i fondi strutturali del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Puglia.

E dell’altro pallino fisso? Della cultura cosa mi dice?

Io vedo la cultura come mezzo per procacciare lavoro. Innanzi tutto sono da bandire concorsi di idee per la gestione dell’ex convento dei Domenicani e della parte del polivalente gestito fino a marzo scorso dal centro di aggregazione giovanile. Inoltre bisogna dare in gestione, sempre attraverso un concorso di idee, la scuola di musica comunale (sita al 4° piano di via Santa Barbara nell’ex sede Enaip.) Le premialità dei bandi saranno basate sulla capacità di integrazione di più soggetti pubblici e privati, la quantità e la qualità dell’utenza che ne fruirà. La cultura non può più essere finanziata con contributi da elemosina. Tremonti ha appena comunicato di aver tolto al comune di Ruvo di Puglia ben 850mila euro, che sommati ai due milioni di euro fermi per il patto di stabilità ci fanno capire quanto il governo centrale ci tenga ai comuni. Quello che Ruvo ha da offrire sono i beni immobiliari. Sta alla capacità dei giovani creare lavoro e cultura. Come dice Guglielmo Minervini “sul tuo futuro ci metto la firma”. Diamo l’opportunità di premiare chi ha le idee

.La destra propone nel suo programma elettorale una fondazione culturale. Cosa ne pensa?

Sono assolutamente contrario. Le fondazioni hanno valore su marchi riconosciuti e di grande livello, dove l’idea può essere esportata in Italia e all’estero. Ma per manifestazioni culturali meno riconosciute le fondazioni non sono praticabili, inoltre finanziatori privati richiedono un ritorno di immagine che tarpa le ali alla sperimentazione culturale e alla ricerca artistica. Il Talos deve prima essere rilanciato e poi si potrebbe pensare ad una fondazione. Ma pensare che tutta la cultura in città e lo sport possa passare dal meccanismo delle fondazioni è quella che io definisco una mera bufala elettorale.

Vogliamo parlare del Cinema Vittoria? C’è chi vuole riportarlo in auge..

C’è qualche consigliere comunale uscente cha ha la sindrome da Presidente del Consiglio, postando su inbternet videointerviste dove siede alle spalle del tricolore e del ritrarro del presidente della Repubblica. E’ una trovata di marketing funzionale a dare credibilità a quel che viene detto. Si parla di “cineteatro” ma si sa che i vecchi proprietari del Vittoria hanno venduto gli ex camerini a proprietari diversi? Non è un caso che negli ultimi anni del Cinema Vittoria non uno spettacolo teatrale sia stato messo in programmazione. Alle spalle dello schermo c’erano i camerini che adesso non esistono più.  Quindi non si può più parlare di teatro. Poi stiamo parlando di uno stabile del periodo fascista che è di interesse storico. Secondo qualcuno bisognerebbe trovare i fondi per comprarlo, per ristrutturarlo e rendere quell’immobile sul piano funzionale e della sicurezza adeguato alla stringente normativa sui luoghi pubblici. E se l’operazione non è impossibile sul piano economico lo è per la fruibilità dei parcheggi. Ruvo non è Roma. A Ruvo non serve un teatro di 800 posti che va bene per due eventi all’anno e poi rimane ingestibile per le spese che ne verrebbero fuori. Non serve a nessuno essere megalomani. Cerchiamo di essere realisti!

Quindi la proposta?

E’ quella di costruire un teatro ex novo! Pensavo alla zona vicina al liceo. I soldi si ricavano dalla perequazione sulle aree cedute al comune attraverso il Pug. Un teatro nuovo costerà alla comunità molto meno e darebbe la possibilità di legare alla sala da 300-400 posti, laboratori scenografici, laboratori di musica o di arti visive producendo cultura nella città e non solo spettacolo.

E il Vittoria?

Il Vittoria ha una posizione strategica. A due passi dal centro storico si presterebbe ad una grande galleria commerciale non alimentare su due livelli, dove si incrementerebbe lo shopping magari con negozi che vendano prodotti delle locali aziende tessili. Ruvo manca di una “strada dello shopping” e i ruvesi spesso vanno fuori a spendere. Creare in quel punto una struttura di questo tipo, facendo ovviamente accordi per agevolare i commercianti locali ed i nostri produttori, creerebbe le condizioni perchè anche intorno a tale struttura possano nascere altri negozi di abbigliamento, scarpe, accessori. Questa scelta sarebbe anche un volano per le attività già esistenti nel centro storico, che non sarebbero in competizione, ma complementari e, nel contempo, incentiveremo i cittadini a passeggiare nel nostro centro storico.

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Commenti

  • ultimo77b (utente non verificato)

    parole.. parole… parole……!!!!! discoteca? teatro? ci sono cose piu’ importanti!!!!!!