La compagnia Menhir in trasferta a Lecce

Gli artisti ruvesi presentano in anteprima nazionale la loro "Trilogia" nella XII edizione di Open Dance
E’ partita lo scorso 16 ottobre nei Cantieri Teatrali Koreja di Lecce la XII edizione di Open Dance, la rassegna dedicata al teatro-danza e alla danza contemporanea che vanta il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Puglia e del Teatro Pubblico Pugliese.
Un’edizione, quella del 2015, incentrata su corpi e visioni. Innovazione, coraggio, scommessa e scoperta sono le parole chiave. Il filo rosso della rassegna lega i protagonisti alle molteplici suggestioni e possibilità espressive del territorio, una scelta dettata dalla professionalità e dall’alta qualità artistica che rendono la Puglia crocevia per la danza italiana e internazionale. In programma 14 performances in otto serate, fra anteprime assolute, prime nazionali e regionali e progetti site-specific.
Venerdì 23 ottobre il palcoscenico è affidato alla compagnia ruvese Menhir, che presenta per la prima volta la sua Trilogia, tre performance per una riflessione politica attraverso il corpo. Si comincia con Romeo e Giulietta, ovvero Giovani generazioni resistono. Due danzatori (Annamaria Ronzino e Giordano Signorile) si cimenteranno con lo spirito eterno degli innamorati per antonomasia, uno spirito che ne trascende la storia e resiste all’oblìo, alla gravità e alla caduta. La bellezza e la complessità diventano strumenti per sconfiggere il degrado. Musica dei Celaclù&Crash.
Si prosegue con l’attualissimo La Tempesta – Ariel_canto funebre per le tragedie del mare. Anche in questo caso si parte dall’opera shakesperiana, triste presagio di come le piccole isole del Mediterraneo siano diventate scenario quotidiano di naufragio, reclusione e disillusione, insieme ai quali una danzatrice (Rosellina Goffredo) vive il naufragio dell’Europa stessa e di un’intera generazione di europei. Musica di Ludwig Van Beethoven.
La serata si concluderà poi con Macbeth, un corpo femminile fra avidità, potere, follia e perdita. In questa rappresentazione, una danzatrice (Erika Guastamacchia) esercita infatti il suo corpo statuario in un percorso che attraversa conflitto, aggressività, seduzione e ricerca della propria depauperata femminilità. Musica di Alessandro e Antonio Amenduni.
Tutte le coreografie sono di Giulio De Leo, la cura del progetto di Marina Peschetola, l’esecuzione tecnica di Gaetano Corriere.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Sanb, accertate tre violazioni per abbandono di rifiuti