La città festeggia il patrono S.Biagio

Riscoprendo vecchie tradizioni
Nel 1857 una grave epidemia colpì la gola dei bambini, fu deciso di esporre una reliquia di S.Biagio, protettore della gola, custodita in cattedrale alla venerazione dei fedeli. Dopo qualche giorno il morbo scomparve. Di qui l’usanza, ancora oggi attuale, di mettere intorno alla gola dei bambini nastrini benedetti (remesiure) appunto per proteggere la gola.
Domani, 3 febbraio, in occasione della ricorrenza religiosa, questo rito si ripete nella Cattedrale dove il Santo, nominato patrono della città, verrà omaggiato da tanti fedeli che assisteranno, sin dalle prime ore del mattino, alle diverse funzioni religiose richiamando un’altra tradizione come quella della benedizione dei "frecedduzze", tipici tarallini raffiguranti diversi attributi del Santo come la mano, il bastone o la mitra.
Ma la devozione dei ruvesi verso S.Biagio viene fatta risalire a molti secoli prima come attestato dai dipinti presenti nella chiesa di S.Lucia e in un polittico della Madonna della Margherita presente nella chiesa del Purgatorio e attribuito allo ZT che lo dipinse nel 1537.
Alla presenza di autorità civili, militari e religiose, la statua del Santo sarà portata in processione per le vie principali della città dopo la S.Messa che sarà officiata dal Vescovo Mons.Luigi Martella. Un apposito comitato organizzatore dei festeggiamenti ha predisposto, al rientro della statua, lanci di palloni aerostatici sul sagrato della Cattedrale e in via Vanini. Mentre via Isabella Griffi ospiterà il tipico mercatino delle cianfrusaglie e dei prodotti tipici.
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