La carica dei 100 e lode, Giuseppe Chiapparino

Elena Albanese

«Mi mancheranno i compagni di classe, i giorni di serenità trascorsi insieme, le gite. Ma anche i professori, disponibili e devoti a un insegnamento non solo di nozioni scolastiche, ma anche di vita»

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Continua il viaggio fra le giovani eccellenze del territorio, i 100 e lode degli ultimi Esami di Stato, che hanno raccontato a RuvoLive.it come hanno vissuto la tanto temuta “maturità”, dove andranno in vacanza e soprattutto cosa sognano e cosa vorrebbero fare “da grandi”.

Oggi è la volta di Giuseppe Chiapparino, terlizzese, che ha frequentato «l’ultimo nato» tra gli indirizzi proposti dal liceo Tedone di Ruvo: quello in “Scienze applicate”.

Gli esami

Che traccia hai svolto nella prima prova?

«Il mio percorso è iniziato con la canzone di Antonello Venditti “Notte prima degli esami”, ascoltata a cena, mentre cercavo di prevedere quali tracce potessero essere proposte il giorno dopo. Nonostante a scuola ci fossimo prevalentemente preparati sul saggio breve (tipologia B), la traccia da me scelta durante la prima prova è stata l’ultima (tipologia D), il tema di ordine generale sul concetto di “confine”.

E’ stata quella che mi ha maggiormente attirato, perchè mi ha permesso di inserire riferimenti letterari, storici, politici e di attualità. Posso dire di essere uscito da scuola quel giorno soddisfatto della mia produzione, perché ciò che è importante è essere consapevoli di aver affrontato un problema, una scelta, un esame, senza aver lasciato nulla in sospeso, con serenità. Sicuramente qualcosa si otterrà se si lavora; e la prima conquista è la consapevolezza di essere riusciti a dare tanto e di poterlo rifare in futuro. Così ho affrontato i miei esami!».

Qual è stato il momento più difficile?

«Il momento più difficile forse è stato prima degli orali, mentre maturavo la convinzione di non riuscire a ripetere tutto…ma almeno si trattava di ripetere – anche se sette materie! – e non di studiare».

Com’è andato l’orale?

«Io sono stato l’ultimo della mia classe a sostenere la prova orale, con un altro mio compagno, Nicola. Ho incentrato il mio percorso sul concetto di “dissonanza” nel senso di novità, diversità egualmente valida, dinamicità affiancata alla staticità (“consonanza”), proponendo parallelismi musicali per ogni materia. La commissione mi è sembrata interessata dall’apprendere nozioni musicali relazionate all’insegnamento canonico; chissà se i professori non siano potenziali musicisti!

La domanda che ricorderò sempre mi è stata proposta dalla professoressa di Filosofia. Faceva riferimento a un filosofo del quarto anno che avesse un’affinità con lo spiritualista Henri Bergson – portato nel mio percorso -, ovvero il “filosofo del cuore” Blaise Pascal. Lontano dalle intenzioni dei professori era mettere a disagio gli studenti; abbiamo sostenuto tutti un bell’esame.

Ad ascoltarmi c’erano alcuni amici di classe (gli altri suppongo fossero al mare!), Michele, il mio amico fidato, e mio padre che, sebbene avesse detto di avere degli impegni, è comunque rimasto dietro la porta ad ascoltare».

Passato e presente

Ti aspettavi questo risultato?

«Se mi aspettavo questo risultato? La prima cosa a cui ho pensato nel rispondere a questa domanda è stata una frase dell’amato Bud Spencer e del collega Terence Hill spesa nelle più varie circostanze: “…Almeno il doppio!” dicevano. Sicuramente scherzo dovendola applicare a me! Ciò che mi aspettavo era il mio impegno, più che il mio risultato, di cui certo sono felice…».

Come hai festeggiato quando l’hai saputo?

«Diciamo che ho festeggiato condividendo la gioia con parenti e amici; devo loro ancora un rinfresco ufficiale, ma solo perchè vorrei che ci fossero tutti, ogni compagno di esperienze e uscite».

Cosa ti mancherà di più del liceo?

«Sicuramente mi mancheranno i compagni di classe, i giorni di serenità trascorsi insieme, le gite scolastiche. Ma anche i professori, tutti disponibili e devoti a un insegnamento non solo di nozioni scolastiche, ma anche di vita».

Dove andrai in vacanza e con chi?

«In vacanza, intesa come “viaggio fuori paese” non sono andato, non so se capiterà di andare, dove e con chi. La vacanza la intendo anche come una giornata al mare o in campagna con gli amici, ma sono pronto ad accogliere tutte le nuove proposte!».

Il futuro

A quale facoltà ti sei iscritto?

«Sono in procinto di iscrivermi alla facoltà di Scienze e tecnologie agrarie a Bari, in quanto abbiamo un’azienda agricola dove produciamo fiori e uva primizia e penso che un mio contributo possa indirizzarla verso una realtà ancor più avanzata. Non ho tuttavia escluso un percorso di laurea ingegneristico dove convogliare interessi matematici o ricercare punti di incontro con la musica. In questo mese maturerò la mia decisione!».

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

«Il mio maggior desiderio in ambito lavorativo è proseguire nel percorso musicale con l’intento di collaborare con ensamble e formazioni orchestrali o di insegnare in istituti ad impronta musicale o in conservatori. È dall’età di 7 anni che sono infatti immerso in questo mondo: ho appena frequentato il sesto anno di sassofono al conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, per questo mi è sembrato doveroso dare spazio alla musica nel mio esame orale. Conscio delle difficoltà presenti nel settore, ma in generale in tutto il mondo lavorativo attuale, seguirò anche il percorso universitario.

La cosa che sento essere più importante però è la formazione della propria famiglia, basata su amore e dedizione, non soppiantata da interessi unilaterali».

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