La bandiera di Palestina a Palazzo di Città? Il Prefetto: «Solo durante le visite ufficiali»

Il richiamo è arrivato al sindaco Pasquale Chieco e potrebbe riguardare altre città, come Corato e Bari

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L’esposizione della bandiera di uno Stato estero può essere esposta nei luoghi istituzionali soltanto in particolari occasioni o su particolare indicazione del Governo.

A ricordarlo è stato il Prefetto di Bari, Francesco Russo, in una nota inviata al sindaco di Ruvo di Puglia Pasquale Chieco. A Ruvo di Puglia, infatti, così come anche a Corato ma anche in altre città della provincia come Bari, sulla facciata del Palazzo di Città è esposta una bandiera Palestinese. Un atto simbolico per manifestare, a nome della comunità cittadina, la propria vicinanza al popolo Palestinese alle prese con una sanguinosa guerra.

La sostanza, però, in questo caso non va d’accordo con la forma. Nel caso di Ruvo di Puglia, qualcuno ha chiesto delucidazioni in Prefettura sulla legittimità di quel segno. E il Prefetto ha risposto personalmente, citando un decreto del Presidente della Repubblica del 2000, in forza del quale «all’esterno e all’interno degli edifici pubblici si espongono bandiere di paesi stranieri solo nei casi di convegni, incontri e manifestazioni internazionali, o di visite ufficiali di personalità straniere o, per analoghe ragioni cerimoniali, (…) salve le regole di cerimoniale da applicare in singole occasioni su indicazioni del Governo».

Nessuna bandiera, che non sia quella italiana o europea, può essere dunque esposta all’interno o all’esterno di edifici pubblici senza che vi siano i citati motivi. Un chiarimento che, evidentemente, può avere un effetto domino anche per Comuni che non abbiano ricevuto alcuna nota ufficiale della Prefettura ma che, comunque, ostentano la bandiera di uno Stato straniero.

Alla luce del chiarimento del Prefetto, anche la proposta di esporre la bandiera di Israele provenuta da Fratelli d’Italia Corato, non potrebbe essere presa in considerazione.

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Commenti

  • Gaetano Bucci (utente non verificato)

    Il prefetto sbaglia perché quella esposta, la bandiera palestinese, non è quella di uno stato estero. Infatti, per l’Italia la Palestina non esiste. Lo stato italiano non ha riconosciuto ancora lo stato di Palestina.
    Pertanto quella bandiera è come se fosse la bandiera arcobaleno della Pace o di qualsiasi altro movimento od organizzazione civile, come Amnesty International o Medici senza Frontiere. Niente a che vedere con la normativa richiamata.
    Non solo, quella bandiera è oggi diventata simbolo universale non di uno stato ma di un popolo che sta subendo un genocidio. È diventata, come la croce, simbolo di umanità offesa, tradita, violentata, perseguitata, ammazzata.
    Il comune di Corato fa benissimo a mantenere, con orgogliosa solidarietà, la bandiera palestinese.
    Lo stesso dovrebbe fare il Comune di Ruvo disattendendo il richiamo del Prefetto che, evidentemente, non può che eseguire gli ordini di un governo nazionale completamente asservito ad Israele, direttamente o per il tramite degli USA, nonostante l’esercito sionista stia sparando addosso ai soldati italiani.
    Il comune di Corato e quello di Ruvo non solo dovrebbero continuare a tenere esposta la bandiera del popolo palestinese ma dovrebbe anche
    riconoscere simbolicamente lo stato di Palestina.
    Orgogliosi di essere cittadini di Corato o di Ruvo colla bandiera palestinese esposta al Municipio.