La Banda “Basilio Giandonato” apre il Talos Festival

La Redazione*

Un gruppo composto da oltre quaranta elementi, tra allievi e docenti di scuole di musica e conservatori, con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio musicale peculiare della città di Ruvo.

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Si apre questa sera, venerdì 7 settembre, con il Concerto Bandistico “Basilio Giandonato” di Ruvo di Puglia, la nuova edizione del festival diretto da Pino Minafra. Fino a mercoledì 12 il festival continuerà con l’anteprima dedicata alle bande che si sono formate all’interno di istituzioni culturali, dall’associazione comunale all’università. Dal 13 al 16 grandi nomi del panorama internazionale con Bandervish, Municipale Balcanica, Pino Minafra & La Banda, Orchestra di Piazza Vittorio, Boban i Marko Markovic Orkestara e molti altri.
 
Venerdì 7 settembre (Largo Cattedrale – ingresso gratuito), il Concerto Bandistico “Basilio Giandonato” inaugura il Talos Festival di Ruvo di Puglia con la direzione artistica del trombettista e compositore ruvese Pino Minafra: 10 giorni, 20 concerti, 400 musicisti di oltre 20 nazionalità, 5 produzioni originali, mostre e masterclass e un grande evento speciale in collaborazione con Puglia Sounds.

Il primo concerto del festival è quello del Concerto Bandistico “Basilio Giandonato”, formazione storica del territorio. L’attitudine dei ruvesi alla musica ha radici lontane; fin dall’Ottocento, infatti, Ruvo di Puglia ha avuto una sua Scuola Comunale di Musica e un Concerto Bandistico formatosi sotto la spinta dei maestri Miglionico, Porto, Antonio e Alessandro Amenduni, Basilio Giandonato. A quest’ultimo, scomparso prematuramente nel 1986, la formazione è stata intitolata. Attualmente il gruppo è composto da oltre quaranta elementi, tra allievi e docenti di scuole di musica e conservatori, e porta avanti la sua attività artistica e culturale con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio musicale peculiare della città di Ruvo. Da oltre venticinque anni è diretto dal maestro Rocco di Rella coadiuvato da Vincenzo Iurilli e Vincenzo Bucci. Ha rappresentato la città di Ruvo in tutta Italia e ha all’attivo il cd “Piange Maria di gioia e di dolore” contenente marce della Settimana Santa e Marce Trionfali, realizzato in collaborazione con la Confraternita Purificazione Addolorata di Ruvo.

L’anteprima del festival – sempre in Largo Cattedrale, dalle ore 20, a ingresso gratuito – continuerà fino a mercoledì 12 settembre con i concerti dell’Orchestra della Scuola Media Monterisi di Bisceglie; Carlo Actis Dato solo (ore 18, Chiostro del Convento dei Domenicani) e Complesso Bandistico Atellano; l’Action Band del Liceo Scientifico Tedone di Ruvo di Puglia, diretta dal maestro Livio Minafra con gli ospiti Carlo Actis Dato e Mike Rubini; Banda di Castellana Grotte con solista ospite Domenico Zizzi (tuba); l’Improbabilband diretta da Michele J. Marzella con ospite Michel Godard (tuba).

Tra i partner ufficiali del Talos Festival c’è Eat Ruvo di Puglia che per la prima volta riunisce circa 30 imprese di Ruvo – agenzie turistiche e tour operator, alberghi, bed & breakfast, aziende agrituristiche e di produzione di prodotti tipici locali, ristoranti, bar – in un consorzio che si muove in maniera coordinata per rilanciare insieme il turismo culturale della città (www.eatruvodipuglia.it). In Via Minghetti è disponibilela nuova area attrezzata e gratuita riservata ai camper, mentre il Centro Studi e Didattica Ambientale Terrae organizza escursioni e visite guidate in alcuni dei luoghi più suggestivi dell’Alta Murgia (3392063223; 3392063223; terraealtamurgia@libero.it). La Pro Loco di Ruvo promuove invece visite guidate in italiano e inglese per far conoscere le bellezze della cittadina (prolocoruvodipuglia@libero.it).

www.talosfestival.it

*Si ringrazia l’Ufficio stampa Società Cooperativa Coolclub

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Commenti

  • Pro civiltà (utente non verificato)

    Costo Talos Festival 127.000 euro (di cui 13.000 per la direzione artistica a Pino Minafra e finalmente non potrà più dire che ci rimette. Ma non ci ha mai rimesso) con gruppi e bande già ascoltati e riascoltati diverse volte, alcuni ospiti già ascoltati anche. Dov’è quindi la novità di quest’anno?Vedo ancora una sonora autocelebrazione del direttore artistico(la volpe perde il pelo ma il vizio no) parla di speranza, parla di Ruvo come laboratorio della cultura musicale, invita le bande(amiche) ma non si preoccupa che la scuola di musica a Ruvo unico “Laboratorio” per far musica,è chiusa da oltre 20 anni. Perchè non si è speso la metà del budget per sistemare la scuola di musica e fare solo tre giorni di Talos? Talos(nuovo) ?

  • pino caldarola (utente non verificato)

    ahahah

  • Rino Ruvo (utente non verificato)

    Perchè proponete commenti ai lettori, e poi li censurate? Abbiate rispetto delle opinioni (soprattutto se civili, come la mia) anche se non le condividete!!!!

  • Dino Crodino (utente non verificato)

    Questo è un paese che vive di auto celebrazioni personali….. Basti vedere cosa si sn inventati qst’anno…. 100 gg… Di cosa? A spese di chi??

  • Mario Grassi (utente non verificato)

    Ho avuto modo di ascoltare ieri sera il così tanto publicizzato “Concerto Bandistico “ Basilio Giandonato”. Ora mi chiedo quali sono le grandi novità apportate? Sembrava una festa patronale con la banda che si esibisce in cassarmonica, fa la sua brava esibizione, paga i convenuti e poi tutti a casa. Senza parlare delle divise a mio parere orrende. Cosa ne pensate di un cambio di stile? Un tocco di classe non starebbe male. Magari vi vedrei con delle camicie più eleganti, la cravatta e non vestiti come i controllori dei treni. Le critiche devono essere costruttive per la crescita e spero vogliate farne frutto.

  • aldo moro (utente non verificato)

    Devo dire che pino caldarola ha interpretato in maniera egregia un commento a dir poco fantastico e emozionante, peccato però che le conoscenze grammaticali e lessicali non gli permettono di esprimere commenti più significativi…

  • Mauro Altamura (utente non verificato)

    Il Talos Festival, grande manifestazione culturale a livello mondiale, è di tutti e di tutti i ruvesi, anzicchè criticare sarebbe più giusto darsi da fare per renderlo migliore…onore a tutti coloro che operano per questo obiettivo in maniera attiva anche con divise da controllori di treni…date una giusta motivazione alle vostre parole se comprendete le motivazioni di un Festival…criticate col vostro vero nome e soprattutto in faccia alle persone…Viva il Talos Festival, Viva Ruvo, Viva i Ferrovieri…Grazie Pino Minafra!

  • Mario Grassi (utente non verificato)

    Carissimo Mauro Altamura, come vedi uso il mio vero nome. Sai non c’è cosa più brutta che l’auto commiserazione o l’auto elogio. Credo che tali considerazioni non debbano venire da chi in qualche modo vi è coinvolto ma da chi come me ed alcuni altri illustri colleghi hanno avuto modo di assistrere alle esibizioni che in questi giorni si svolgono e si svolgeranno. Le critiche devono servire a chi come te è convito si sia fatto bene a migliorarsi. Personalmente non sono di Ruvo e sono accorso nella vostra ridente città per assistere al tanto elogiato Talo Festival. Non nascondo che ci sono stati momenti interessanti, ma credo deva essere rivista la conduzione quasi personale e familiare. Non serve scaricare sugli altri dicendo: ” anzicchè criticare sarebbe più giusto darsi da fare per renderlo migliore”. Ognuno è chiamato o si propone come vuole. Ora se esiste un’organizzazione, tra l’altro pagata con soldi pubblici, si faccia carico anche e non solo dei piaceri ma anche dei dispiaceri.

  • mauro altamura (utente non verificato)

    Caro Mario, benvenuto a Ruvo! Il Festival( pur essendo parte e se vuoi di parte), nacque con l’idea del messaggio, quello di quest’anno stà dimostrando una idea di fondo ragionata e pensata molto ma molto bene! Il primo concerto mostra quella che è la situazione musicale (banda locale) tutto ciò che è venuto dopo sarebbe l’aspirazione! La mia non è nè commiserazione, nè elogio…ho dato un contributo lo continuo a dare perchè credo che sia il modo migliore di aiutare il Festival! Ben vengano le tue parole…riguardo la prima serata capisco la delusione, ma rispecchia la situazione mi si permetta “vecchia”, non me ne vogliano gli amici della “Giandonato”, ma è la spiacevole realtà di un paese che non brilla più di quella cultura di cui ne è tanto ricca, al Festival dei Minafra il compito di valorizzare tutte quelle persone che altrimenti sarebbero solo state a guardare…dove andava il messaggio! Torna a trovarci il bello stà per cominciare! Grazie