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Nicolò Marino Ceci
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Presidenza del consiglio

Caro bambino,

sono Silvio Berlusconi, il tuo personale e premuroso presidente del consiglio. Ho a lungo pensato all’importanza che voi bambini siete e costituite per noi tutti, per l’Italia, per Me. Ho sempre investito sulle risorse giovanili e sul serbatoio di idee e  risorse e sul patrimonio indiscutibile che voi rappresentate.

Mi siete sempre stati cari, anche perché voi siete il presente del domani, siete il futuro insomma, anche se non potete votarmi. Tuttavia per poter concretizzare queste mie demagogiche parole devo dire che non è stato facile riuscire a chiedere e di conseguenza a reperire fondi durante la mia seconda legislatura, viste le spese derivanti dalle grandi opere, dal poliziotto di quartiere e ancora altre, ma fortunatamente ci sono riuscito.

Ho stanziato, nella fattispecie, un assegno di 1000 euro da destinare alle famiglie per ogni figlio avuto nell’arco di tutto l’anno 2005, e quindi anche per te. Ti auguro un buon anno e goditi il mio cospicuo, elettorale, propagandistico, leghista, assegno (ti ricordo di destinarne una parte per far fare la tessera al Mio partito a te e a tutta la tua famiglia e di votare Silvio Berlusconi alle prossime elezioni politiche).

                                                                                                                                                           Egregio Dott. Silvio Berlusconi
                                                                                                      
 (Alla posta il papà di questo bimbo sta per riscuotere l’assegno)
PAPA’:..vorrei riscuotere quest’assegno..
IMPIEGATA: un attimo…sto controllando…
PAPA’: ci sono problemi?
IMPIEGATA: si: c’è un problema!
PAPA’: quale?
IMPIEGATA: si; questo assegno non è valido. Lei NON PUO’ RISCUOTERLO.
PAPA: perché??
IMPIEGATA: può essere riscosso solo se suo figlio fosse stato di NAZIONALITA’ ITALIANA; non c’è alcun riferimento ad extracomunitari come lei. Mi dispiace…il prossimo!

Sembra strano, ma al di là dell’ottimo esempio di evidente demagogia e propaganda elettorale che il premier sta brillantemente attuando con questo assegno, la cosa che più mi colpisce, negativamente, che mi provoca sensazione, schifo, inorridimento, impressione, facendomi accapponare la pelle, sta nel fatto che questa manovra finanziaria è stata concepita, pensata, premeditata per soli bimbi italiani e non per altri marocchini, francesi, balcanici, in una parola, non connazionali.

Proprio così, sembra una barzelletta inventata all’ultimo secondo, invece è l’ultima geniale pensata di questo malconcio governo che, in un mondo che si dirige ineluttabilmente verso la globalizzazione delle società e delle culture, noi invece dobbiamo distinguerci sempre e comunque, pensando alla celebrazione dell’uomo italiano, della stirpe italiana, del popolo italiano, che non deve essere contaminato, da altre disonorevoli razze.

A distanza di meno di una settimana dalla shoà, che può essere letta come l’odio razziale istituzionalizzato e radicato nelle menti, siamo davanti a qualcosa che a confronto, non è da meno. Come si fa a legittimare fino a questo punto un tipo di razzismo così organizzato e parossistico??

Stiamo alla follia, anzi si potrebbe parlare proprio di elogio della follia, visto che la discriminazione, non solo è posta in essere da un’autorità, anzi l’autorità delle autorità, il presidente del consiglio, che proprio pertanto dovrebbe cercare di essere imparziale e dovrebbe anche rappresentare tutti, italiani e non, chi lo ha votato e non; ma avviene selezionando il diverso sin dalla sua nascita, proprio perché di colore o  perché nato in un altro paese o forse perché, essendo tale, i suoi familiari non hanno diritto al voto, non rappresentando di fatto nemmeno un potenziale serbatoio elettorale, seguendo la logica “no voto, no money”.

 Di fronte a cotanto abominevole oltraggio, non ci si deve stupire poi se negli stadi, anziché assistere a un bel gioco, a una bella partita, assistiamo attoniti e allibiti alle porcherie che vengono scritte su striscioni e manifesti.

E poi ci riempiamo la bocca di tante belle parole, senza però esaminare il problema alla radice, alla base, e continuiamo a dare ragione con il nostro silenzio a tali spregevoli iniziative. Quindi che si continui con tali striscioni e con tali barbarie, mostrandole in mondo-visione. Aristotele diceva:”date certe premesse, accadono determinate conseguenze”; io dico:”dati certi modelli, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti”.

 

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