Istituzione del Fondo Covid-19, le reazioni della politica

La Redazione

​I consiglieri Piero Paparella (FdI) e Pina Picciarelli (Italia in Comune) commentano l’annuncio del Sindaco, fatto pochi giorni prima della presentazione del bilancio di previsione 2020-2022

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Domani si riunirà, in videoconferenza, il Consiglio Comunale nel corso del
quale saranno illustrate le linee programmatiche del bilancio di previsione
2020-2022 e tutte le azioni di sostegno alle famiglie, operatori commerciali,
professionisti nell’emergenza Covid-19.

Il sindaco Pasquale Chieco ha annunciato la volontà di istituire un Fondo
Straordinario Covid, con una dotazione iniziale di circa 100.000 euro di fondi
comunali a cui si aggiungeranno i circa 150.000 euro di fondi di emergenza
messi a disposizione dalla Regione Puglia.

«In questo Fondo Covid si faranno confluire – ha aggiunto il Primo Cittadino –
anche le ulteriori risorse straordinarie che attendiamo dallo Stato e dalla
stessa Regione, auspicando che arrivino il prima possibile perché – come molti
intervenuti hanno sottolineato – siano efficaci».

I Consiglieri di maggioranza stanno lavorando a un emendamento sul quale
cercheranno il supporto dei Consiglieri di minoranza.

Sempre le risorse dell’istituendo Fondo Covid-19 consentiranno un
abbattimento della Tari, a beneficio di famiglie e imprese, e della Tosap.

Non sono mancate le reazioni della politica locale.

Il consigliere comunale Piero Paparella (Fratelli d’Italia) sostiene che «le
misure dell’abbattimento della Tari, Tosap e un fondo anticrisi a oggi non ci
sono». Lo schema di bilancio approvato in Giunta è identico ai precedenti, «come
se non ci fosse un’emergenza in corso e non fosse cambiato alcunché».

«Il sindaco Chieco – prosegue il Consigliere di opposizione – confida su un
emendamento della maggioranza a un bilancio ancora non presentato dalla stessa
amministrazione- ma non possono farlo prima?- che dovrebbe stanziare un fondo
di 100.000 euro (“striminzito” secondo il Consigliere, ndr) a cui verranno
aggiunti i 74.000 euro della Regione per i buoni spesa, più altri probabili
70.000 euro sempre della Regione. E su questo emendamento, sempre il Sindaco auspica un coinvolgimento della
minoranza.

Non siamo abituati a sottoscrivere deleghe in bianco a chicchessia, e
continueremo a svolgere come opposizione il nostro ruolo nel solo interesse dei
cittadini ruvesi».

Fa eco la consigliera Pina Picciarelli di “Italia in Comune” che si chiede
da quali risorse sarà alimentato il Fondo Covid-19 e da chi e come sarà
gestito.

Come FdI, anche Italia in Comune nota l’assenza delle fonte e finalità dello
stesso Fondo nello schema di bilancio di previsione 2020-2022.

«Tralasciando ogni altra considerazione di
natura politica, Italia in Comune già dal 31 marzo aveva formalmente
sollecitato il Sindaco a considerare la possibilità di ripensare
l’articolazione del bilancio di previsione, che risulta oggi fermo a un momento
storico che nulla faceva presagire la crisi economica e sociale scaturita dalla
pandemia».

La Consigliera di maggioranza aggiunge: «Facendo
propria una proposta di livello nazionale, Italia in Comune chiede di prevedere
un bilancio che consti di un “Fondo Comunale di Mutualità e di ripartenza
economica e sociale delle famiglie e delle imprese, delle arti, delle
professioni e di ogni altra attività economica a base territoriale comunale”,
al fine di ridurre il disagio economico e facilitare la ripartenza dell’economia
locale e più precisamente delle famiglie e del mondo produttivo dei lavoratori
autonomi e degli imprenditori. Un fondo mutualistico, dove l’ente pubblico
territoriale e i cittadini singoli e organizzati, si autosostengono in piena
attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale, per superare il grave
momento di crisi in atto, ma anche futuri momenti traumatici per l’economia
locale o, laddove le condizioni mutino (in tempi non di crisi), per investire
sul territorio in iniziative di sviluppo e sostegno all’economia o alle fasce
deboli della popolazione.

Il Fondo dovrà prevedere la composizione del
“Comitato di gestione” e del “Comitato di Sorveglianza”, nonché la quota
percentuale delle somme da destinare alla ripartenza economica (imprese, artigiani,
professionisti, attività economiche in generale) e alla ripartenza sociale
(assistenza e beneficenza in favore della popolazione in stato di precarietà
economica e sociale), oltre a ogni norma che regoli il riparto dei fondi e la
loro destinazione».

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