Interessi usurai per dilazionare un pagamento. In manette 51enne di Ruvo

Si tratta di Rinaldo Bellarte, commerciante di autoveicoli. Vittima un cliente di Trani.

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Aveva concesso di spostare in avanti la data di un pagamento, pretendendo in cambio interessi capestro. Dovrà rispondere del reato di usura Rinaldo Bellarte, 51enne di Ruvo già noto alle forze dell’ordine, commerciante di autoveicoli, tratto in arresto mercoledì scorso dai Carabinieri della locale Stazione.

A dare il via all’indagine è stata la denuncia presentata ai militari da parte della vittima, un cittadino di Trani. Questi lo scorso agosto aveva acquistato dal commerciante un’autovettura di seconda mano al prezzo di 3000 euro, da corrispondere mediante piccoli importi settimanali. Poco prima di Natale, tuttavia, l’acquirente, che nel frattempo aveva perso il lavoro, si era trovato costretto a chiedere al venditore, che pressava per ottenere i 600euro mancanti a saldo dell’importo dovuto, di indicargli qualcuno disposto a prestargli la somma pretesa. Trascorso qualche giorno, lo sventurato veniva informato dal Bellarte che vi era un conoscente, intenzionato a mantenere l’anonimato, disponibile a pagare i 600euro, pretendendone tuttavia la restituzione di 1000 –suo tramite- a distanza di un mese. Messo alle strette dal commerciante e fiducioso di riottenere il lavoro perduto, la vittima aveva accettato ob torto collo l’esosa proposta, ma alla scadenza pattuita – il 21 gennaio- essendo ancora indigente, era stato costretto a chiedere una nuova dilazione, concessagli con una penale di 100euro al giorno. Trascorsa una settimana, al malcapitato veniva intimato di consegnare entro il giorno successivo l’intero importo dovuto, giunto ormai a 1900 euro. A questopunto il malcapitato si è rivolto ai Carabinieri.

Grazie all’ausilio di strumenti tecnici, da una posizione defilata i militari hanno potuto seguire le fasi dell’incontro, riuscendo a documentare le esagerate richieste reiterate dal Bellarte, il quale dopo essersi fatto consegnare dallo sfruttato cliente il denaro in suo possesso -200euro- tornava a richiedere entro l’indomani il resto della cifra.

Sulla scorta delle prove raccolte, il venditore veniva subito dopo tratto in arresto, con ancora addosso le banconote appena prese, ed associato presso il carcere di Trani.

Le attività proseguono ora anche a livello di indagini bancarie, tese anche a verificare l’eventuale esistenza di altre vittime dell’usuraio che non abbiano avuto il coraggio di denunciarlo.

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