Incontro sulla pista ciclabile. Porterà a qualcosa?

Lele Di Franco*

Gli argomenti trattati sono stati tanti e tanti altri sono rimasti in sospeso per la vastità dell’argomento

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento di Lele di Franco promotore dell’iniziativa “Vogliamo la pista ciclabile a Ruvo di Puglia”

Quello che si è tenuto lunedi 22 febbraio presso il Liceo Scientifico “O. Tedone” è stato un evento straordinario, un gruppo cospicuo di persone nato spontaneamente su internet (attraverso il social-network Facebook con il gruppo “Vogliamo la pista ciclabile a Ruvo di Puglia” che conta più di mille iscritti) ha discusso di mobilità sostenibile e della possibilità di realizzare una rete ciclabile a Ruvo di Puglia.

Gli argomenti trattati sono stati tanti e tanti altri sono rimasti in sospeso per la vastità dell’argomento.
Si è discusso dell’importanza della pratica sportiva, delle patologie da traffico veicolare, tumori in primis, dell’importanza della difesa dell’ambiente e della riscoperta del nostro territorio in sella ad una bicicletta.

Ma si è parlato anche di infrastrutture funzionali alla mobilità sostenibile, di percorsi pedonali e di una rete ciclabile.
Ci sono già proposte tecniche ed idee che nei prossimi mesi sottoporremo all’amministrazione. Ma per essere ascoltati è importante essere in tanti e partecipare attivamente alla costruzione di questo straordinario processo democratico.
C’è bisogno di una inversione di marcia, è necessario cambiare modus operandi per salvaguardare la nostra salute e quella del pianeta, lo hanno ribadito più volte i partecipanti al forum.

E’ necessario mettere in discussione i nostri modelli di sviluppo che spesso ci trascinano verso scenari poco confortanti. Non sviluppo a tutti i costi ma sviluppo sostenibile anche se a volte comporta scelte coraggiose contro ogni logica di voto.

E’ importante operare sul doppio binario: quello della cultura della sostenibilità a partire dalle scuole e quello delle scelte infrastrutturali. Costruire per creare infrastrutture funzionali all’uomo piuttosto che alle macchine affinchè ci si possa riappropriare degli spazi e del tempo.

Oggi la strada che percorriamo sembra essere altra, è come se il nostro sguardo si fosse fatto corto, non riusciamo più ad immaginare scenari futuri, solo ci interessa che domani la tv ci dica che esiste un nuovo cellulare o una nuova fiammante automobile che possiamo comprare in comode rate, non ci curiamo del loro impatto sulla nostra salute e di quelli che verranno; ormai il principio della responsabilità che decantava Catone: “Pianta alberi che a un’altra generazione daranno frutti” ci sembra così vetusto, oltrepassato, perchè adesso siamo moderni e veloci.

Ed invece a noi piace immaginare un nuovo sviluppo che costruisca città con fitte reti ciclabili, pensiamo a borghi con aree pedonali che si estendano oltre lo sguardo e che ci si riappropri del territorio e di quella convivialità umana tipica del nostro essere meridionali, uno sviluppo coraggioso dominato da amministrazioni coraggiose piuttosto che schiacciato nelle dinamiche del consenso sempre e comunque.

Immaginiamo un orizzonte non utopico nel quale tutto questo può generare sviluppo, economia, lavoro e soprattutto benessere perché questo è l’unico modello che può generarlo, mettendo al centro la limitatezza del nostro pianeta piuttosto che il profitto ad ogni costo.

Pensiamo ad un centro storico valorizzato, con percorsi ciclo-pedonali, fiori, panchine e tante iniziative di piazza e che la sua bellezza generi profitto anche ai commercianti per la piacevolezza del fare acquisti e passeggiate nei vicoli di uno dei centri storici più belli della nostra terra.

Immaginiamo un ampio percorso ciclo-pedonale con aree attrezzate su tutto l’estramurale Pertini, ove praticare sport o leggersi un giornale su quel balcone naturale che si affaccia sull’Adriatico e sul Gargano.

La mobilità sostenibile oggi rappresenta il nuovo orizzonte di sviluppo, uno sviluppo coraggioso, che ci invita a lasciare l’auto in garage ed a goderci e preservare questo splendido pianeta. In fondo le dimensioni della nostra bella cittadina ci consentono di spostarci rapidamente anche a piedi ed i primi a trarne vantaggio saremmo proprio noi, la nostra salute.

Oggi abbiamo il compito di scrivere una storia che sia sostenibile e che non diventi per le generazioni future il “nuovo medioevo industriale” della cementificazione ad ogni costo, abbiamo l’obbligo di riformulare gli schemi dello sviluppo, insieme come abbiamo cominciato a fare lunedi scorso.

Siamo in tanti e faremo sentire la nostra voce!
Per sottoscrivere e-mail: pugliaciclabile@libero.it

*promotore e coordinatore del gruppo “vogliamo la pista ciclabile a Ruvo di Puglia”

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Commenti

  • baffodoro (utente non verificato)

    voglio la domenica senza automobili su tutti i corsi cittadini e poter passeggiare senza il rischio di essere investito da qualche cretino con lo stereo a palla.

  • cinghialotto (utente non verificato)

    …vorrei creare un gruppo “voglio una strada percorribile a Ruvo” (senza squartare gomme rompere ammortizzatori braccetti tacchi di scarpe et similia) e poi, dico poi, volentieri aderirei anche al gruppo “vogliamo la pista ciclabile…”.

  • barnaba (utente non verificato)

    Il principio che deve guidare questo percorso secondo me passa da un punto fondamentale:
    Creare una viabilità ciclabile costruendo di fatto nuove strade accanto alla viabilità veicolare,non si deve iniziare a spacciare una pista ciclabile, andando, dico per dire sulla provinciale per Terlizzi e limitarsi a modificare la segnaletica orrizzontale, fare due “righe rosse” a terra e nei fatti la pericolosità con i percorsi attuali non cambia.

  • Levantino (utente non verificato)

    La pista ciclabile porta certamente a qualcosa di positivo, l’importante è che non la realizzate come è stata realizzata a Terlizzi (vedi corso Dante), perchè a buone intenzioni potrebbe corrispondere un fallimento completo. In bocca al lupo.

  • piy79 (utente non verificato)

    Io fossi in te cinghialotto quest gruppo lo farei per la tua “bella” Corato.

    Vedrai quanti iscritti…..

  • topogigio (utente non verificato)

    Ho la sensazione che qualcuno ha perso il contatto con la realtà: a Ruvo, data la cervellotica segnaletica, è già un casino la circolazione stradale, se adesso aggiungiamo quest’ultimo delirio (contate quante persone usano la bicicletta), non faremo altro che ingrassare la lobby dei segnali stradali e connessi, e aumenteremo ancora di più il caos a Ruvo. Prima di pensare alle piste ciclabili, bisogna prima inculcarsi la relativa cultura, e questa non si fa a scapito del buon senso pratico.