Inaugurata a Villafrati stele commemorativa in onore del brigadiere Vincenzo Amenduni, trucidato nel 1946 in Sicilia

persone; sole; sorrisi; bandiere; militari

Vincenzo Amenduni e altri Militari dell’Arma caddero nella Strage di Feudo Nobile, per mano della Banda dei Niscemesi. Nel 2016 è stato insignito dal presidente Mattarella della Medaglia d’oro al Valore dell’Arma dei Carabinieri

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Ieri mattina, a Vil­la­fra­ti, nel Palermitano, si è svol­ta la ce­ri­mo­nia di com­me­mo­ra­zio­ne con inaugurazione di una stele in onore del Brigadiere ruvese Vincenzo Amenduni,  Me­da­glia d’O­ro al Valore del­l’Ar­ma dei Ca­ra­bi­nie­ri, tru­ci­da­to, nel 1946, in quella che fu chiamata la “Strage di Feu­do No­bi­le”, nel­l’a­gro del co­mu­ne di Maz­za­ri­no, in provincia di Caltanissetta.  Il Brigadiere fu ucciso, insieme ad altri sette Militari dell’Arma, dalla Banda dei Niscemesi, guidati da Salvatore Rizzo.

Alla cerimonia di deposizione della corona sulla stele, nella piazza intitolata ad Amenduni, hanno partecipato i familiari; le istituzioni civili e militari, associazioni. È stato scelto questo giorno perché  il 25 maggio di 76 anni fa, il suo corpo e quelli degli altri militari furono rinvenuti in una fossa.

«Un avvenimento rimasto nella memoria dei familiari e dell’Arma che sacrificò i propri uomini a difesa delle sopraffazioni di bande di fuorilegge» scrive il sindaco di Villafrati, Francesco Agnello.

L’inaugurazione della stele e la cerimonia di commemorazione del Carabiniere, di cui è stato fatto un ritratto e ne è stata narrata la storia su RuvoLive.it intende «preservare il chiaro esempio di elevate virtù militari, l’altissimo senso del dovere, l’eccezionale coraggio dell’uomo e vuole essere motivo di riflessione, ricordo perenne e memoria storica per le presenti future generazioni, con la consapevolezza che in assenza di valori etici non vi è società civile che possa crescere e sopravvivere» conclude Agnello.
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Commenti

  • Cosimo saponaro (utente non verificato)

    ? R.I.P.