Inaugurata a Ruvo la mostra di Clitorosso D.R.

Elena Albanese

Le opere saranno visibili fino alla Notte Bianca presso la Casa di Riposo.

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Ammetto di avere un debole per quelle persone che perseguono con tenacia i propri obiettivi senza dimenticare le loro radici. Daniela Raffaele, in arte ClitoRosso, è una di queste.

Emozionata ma sicura “padrona di casa”, sorridente e disponibile in elegante tailleur nero, lo scorso 11 settembre ha accolto i numerosi convenuti all’inaugurazione della sua personale dal titolo “Allucinazione: Esperienza Estatica” e li ha introdotti alla lettura e alla comprensione dei quadri, che resteranno in mostra fino alla Notte Bianca presso la Casa di Riposo di Ruvo, accanto alla Parrocchia di “S. Michele Arcangelo”.

Sono tutte opere che esprimono “voci interiori”, sostiene l’artista, “quelle che ognuno di noi dovrebbe imparare ad ascoltare”, mettendo qualche volta da parte il predominante ego.

A dare il benvenuto all’ingresso “la fìamn”, una scultura dalle sembianze di donna, che rappresenta in realtà un angelo. Ben presto ci si accorge che neanche la data d’inizio è casuale, visto che subito s’incontra “Twin Tours”, evidentemente ispirata al World Trade Center. E così via lungo i corridoi dell’edificio, in un piacevole contrasto fra estasi gialle e antichi affreschi.

Nel suo intervento, Daniela Raffaele parla del suo incontro con la “Lega del Filo d’Oro”, attraverso la quale ha dato la possibilità ai non vedenti di poter toccare e leggere le sue opere. Tutte le didascalie dei quadri, infatti, sono tradotte anche in braille.

Il sindaco Michele Stragapede si dice “colpito dalla sensibilità e dalla passione della pittrice”. L’assessore comunale alla Cultura Antonio Minafra le augura che “Ruvo sia solo l’inizio di un percorso che la porti a diventare una bandiera da sventolare orgogliosamente nel mondo”. È stato lui a proporle la location dell’esposizione, un ex convento francescano, perché la casa di riposo non sia solo un luogo di sofferenza estraneo al contesto in cui si trova, ma sia inserita nella comunità e venga valorizzata in tutta la sua innegabile bellezza.

Lo storico e critico d’arte Carlo Roberto Sciascia invita a non soffermarsi una sola volta sulle opere, poiché “la pittura informale, astratta sembra difficile al primo impatto, ma dà poi la possibilità a chi la guarda di vagare con la mente. Il quadro diventa il mezzo non per cercare forme definite, ma per far scaturire sensazioni”.
Sensazioni che non è difficile provare ammirando il “magma fluttuante alla continua ricerca della luce impregnato dei colori della terra” di ClitoRosso.

Il momento clou della serata vede scoprire il dipinto donato all’Ospedale di Ruvo, dal titolo “Voce interiore”, che rappresenta un angelo dalle sembianze fanciullesche, che verrà posizionato presso la sala d’attesa del primo piano, sperando che sia di buon auspicio e protezione per addetti e malati.

Al termine il Duo Porfido, composto da Carlo (violino) e Scintilla (violoncello), allieta i presenti con la sua musica. I due si danno il via con un semplice sguardo, la melodia di Vivaldi parte inebriando il pubblico e anche su in alto, laddove prima i volti erano rimasti timidamente dietro i vetri, qualcuno apre le finestre per ascoltare.

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