In ricordo del Dr Michele Visicchio

Salvatore Bernocco

Non mi è agevole scrivere dell’amico Michele Visicchio a pochi giorni dalla sua prematura scomparsa

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Non mi è agevole scrivere dell’amico Michele Visicchio a pochi giorni dalla sua prematura scomparsa. Eppure sento di doverlo fare, un po’ per gratitudine personale, un po’ perché lo devo alla sua famiglia, alla moglie Marisa ed ai figli Antonio e Vincenzo, un po’ perché ritengo doveroso tributargli un pensiero riconoscente che raggiunga non soltanto chi già lo conosceva, ma anche chi non lo ha conosciuto. Cheryl, di provenienza statunitense, la mia amica del cuore (my soulmate, si direbbe nella loro lingua), qualche giorno fa mi ha scritto parole lusinghiere sul suo conto, ritenendosi privilegiata per averlo conosciuto: “a good man, a good soul”. Parole che hanno confortato il giudizio che di lui mi ero formato durante il periodo di “affiancamento” all’Ufficio Commercio di Ruvo, nel tratto conclusivo del suo percorso terreno. Giorni difficili, di palpabili tensioni dovute ad incomprensioni e malumori sedimentati nel tempo, a rivendicazioni legittime che mai o raramente hanno trovato ascolto.

Si sentiva solo ed abbandonato, Michele, e quando si allontanò per un periodo piuttosto lungo per ragioni di salute, qualcuno, con scarso rispetto e molta sfrontatezza, intravide manovre, sotterfugi, tattiche dirette a mettere in crisi il sistema. Niente di più falso. Si trattò di malattia – e di una malattia devastante e veloce – e di stanchezza. I suoi anni già volgevano al termine e dalle nostre maldicenti, piccole e pettegole parti si discettava di inconsistenti trovate per porre all’attenzione generale il problema dell’Ufficio Commercio, sotto stretta osservazione come se le sorti degli affari e del commercio fossero in relazione con le pratiche di un ufficio e non già con le politiche nazionali, regionali e locali, nonché con le dinamiche dell’economia. Gli esecutori non vanno mai confusi con gli attori ed i protagonisti, cioè con coloro che possono imprimere mutamenti agli scenari.

Nessuna polemica, me ne guarderei bene, seppure non possa esimermi dal sottolineare che talune incomprensioni e la maleducazione sono lesivi e deleteri, non soltanto sotto il profilo individuale, ma anche per la collettività, per una comunità che necessita di verità e trasparenza, non di ammiccamenti o di parziali menzogne. Purtroppo ci siamo assuefatti a rendere oscure o grigie le vicende, come se dall’ambiguità, dalla logica del chiaroscuro provenga una sorta di salvezza soggettiva, un lasciapassare per l’impunità o l’immunità morale. Mentre sono a favore dell’incomprensione che genera chiarimenti e nuovi approcci, sono del tutto contrario alla demolizione ad oltranza dell’uomo e delle sue fatiche, spesso nascoste; sono nemico giurato di chi parla per sentito dire, senza nessuna cognizione di causa; sono avversario acerrimo di chi si inventa incomprensioni ed incompetenze altrui, ritardi e mancanze, per ritagliarsi uno spazio più ampio di manovra o per dare sfogo al proprio ego ipertrofico. Tutto questo accade ogni giorno nella nostra società, fatta di persone che dimenticano che la vita è un soffio, che siamo canne al vento, e che ciò che conta, in ultima analisi, non sono le arrampicate sociali, le scalate condotte sulla pelle degli altri, ma il bene e l’amore, la gentilezza e la tolleranza.

Con Michele abbiamo trascorso momenti difficili ed impegnativi, ma esaltanti, in un’atmosfera di amicizia e di reciproco sostegno. Era uno stacanovista, non aveva timore del lavoro. Preciso e pignolo, mi chiedeva di dare il massimo fino all’ultimo minuto, sempre con cortesia e gentilezza. Ho dato il massimo ed il meglio, proprio come ha fatto lui. Si sentiva rinfrancato dalla mia presenza, mi ha voluto bene. Gliene ho voluto anch’io, di vero cuore, perché era una persona buona e perbene. Accogliente, competente ed attento, si metteva a disposizione della gente, dava suggerimenti, prospettava soluzioni. Spero di essere all’altezza di tale Maestro, ora che mi trovo a sostituirlo. Ne avrei fatto volentieri a meno.

Se n’è andato all’età di 61 anni in punta di piedi, senza lamentarsi. L’ultima volta che ci siamo incontrati, a casa sua, ci siamo lasciati con la promessa di una cena insieme. Sono seguite alcune telefonate quando era degente a Bari. Non ricordo cosa ci siamo detti nell’ultima. La sua voce era stanca, questo me lo ricordo bene. Un accenno alla fede, al dovere di sperare e di confidare in Dio, qualche parola di scherzo in un improbabile americano. Poi, il 23 agosto, la telefonata di Antonio, il primogenito. Ho reso l’estremo saluto ad un amico del quale mi resteranno scolpiti nel cuore il tratto di calda umanità ed il sorriso.

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Commenti

  • briscola (utente non verificato)

    Condivido il tuo giudizio su Michele che ho avuto pure io l’onore di conoscere.Purtroppo per quanto riguarda colui che si è permesso di dubitare sulla sua onestà devo dire che il mondo è pieno di questi personaggi falliti che per nascondere le loro frustazioni cercano in tutti i modi di infangare gli altri attraverso le più losche menzogne, ma confido nel fatto che i bugiardi e cattivi alla fine vengono allo scoperto come pure viene allo scoperto la generosità e l’onestà come quella di Michele

  • chirurgomanonsolo (utente non verificato)

    Bravo Salvatore!
    Di fronte a tante miserie umane, il tuo non è il retorico omaggio ad un uomo che non c’è più.
    Michele era proprio “una bella persona”; e ha continuato ad esserlo fino in fondo.
    Caro Michele, sono sicuro che continuerai a vivere serenamente come hai sempre fatto su questa terra.
    Per nostro conto continueremo a confrontarci con la limitatezza dei nostri mezzi che ci ha impedito di tenerti ancora tra noi.
    Ciao, caro Amico.
    Onofrio Caputi Iambrenghi

  • Starsmile (utente non verificato)

    Ho conosciuto il dr. Visicchio, ottimo uomo. Apprezzo molto quanto ha scritto il dr. Iambrenghi, che tanto si impegna per gli altri, disinteressatamente. Per questo la sua testimonianza ha più valore. Bene Briscola. Condoglienze alla famiglia.

  • judaspriest (utente non verificato)

    Le mie piu’ sentite condoglianze alla famiglia,un abbraccio ad Antonio.Massimo.

  • movimentiamoci (utente non verificato)

    Ciao Marisa sono un tuo collega,che ha imparato l’arte più bella con tuo zio Michele.Ti sono vicino, a te e i tuoi due figli. La notizia della scomparsa del Caro Michele l’ho appresa su questo sito dopo diversi giorni dalla sua scomparsa.E quel po’ che l’ho conosciuto su negli uffici della ex Carducci,avevo visto bene:una persona umile e corretta oltre alla tanto disponibilità verso gli utenti.

  • movimentiamoci (utente non verificato)

    Caro Salvatore ho raggiunto una certa età, e nel corso di tutto questo tempo(almeno tre o quattro generazioni)ho avuto modo di conoscere persone portatrici di valori e persone dedite alla distruzione per meri interessi.Io ho scelto i primi così come aveva fatto (e ne sono convinto), il caro amico Michele, così come anche il Prof.Onofrio Caputi(grazie di esistere)che avrà fatto il possibile pur di tenere in vita il caro Michele.Questo è ciò che conta.Grazie Michele.

  • Loryann79 (utente non verificato)

    Non conoscevo personalmente il Dr. Visicchio ma porgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, alla sig.ra Marisa sua consorte e ai suoi due figli. Ai suoi due figli voglio dire una cosa:capisco bene come ci si sente a causa della perdita di un padre ci sono passata anche io e le parole in questo momento sono superflue. Posso solo dirvi che il tempo aiuta e soprattutto che lui di là vi darà la forza credeteci!

  • trashmash (utente non verificato)

    Ho appreso con grande rammarico della morte del dr.Visicchio.Da ex-commerciante,ne conoscevo le alte doti morali che lo differenziavano dai soliti “papponi” e burocrati.Non accettava mai nulla e quando veniva nel mio negozio,rifiutava gentilmente con un sorriso ed una battuta.Spero soltanto che la Civica Amministrazione,sensibile all’esempio di quest’uomo posso conferire un onorificenza o una intitolazione per la levatura morale,il comportamento esemplare,e le rare virtù morali e professionali.