In piazza Matteotti c’è l’Albero di Pasqua

La Redazione

Di tradizione scandinava, è stato realizzato da Vincenzo e Tina Caldarola e da Massimiliano e Anna Montaruli

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In un angolo di piazza Matteotti, da qualche tempo, fa bella mostra di sè un arbusto addobbato a festa con fiori, uova e pulcini. E’ stato realizzato da Vincenzo e Tina Caldarola e da Massimiliano e Anna Montaruli, con le luminarie artistiche di Daniele Cipriani di Terlizzi e la partecipazione del vicino negozio “Idea regalo Morgana”.

E’ l’Albero di Pasqua, detto anche Albero della vita «perché rappresenta la resurrezione di Gesù e la redenzione dell’uomo», si legge nel manifesto che spiega il significato dell’installazione. E’ dunque un simbolo religioso, a differenza di quello pagano che si allestisce a Natale.

Una provenienza molto lontana la sua, di tempi e di luoghi. «La sua origine si individua nella Bibbia, nel passo della Genesi in cui sta scritto “Il Signore Iddio fece germogliare l’albero della vita in mezzo al giardino”». La tradizione di riproporlo nasce nel Nord Europa, in particolare in Scandinavia. Viene decorato con i simboli di rinascita e prosperità, del succedersi delle stagioni e di una nuova energia per il mondo. La simbologia cristiana ha poi sovrapposto questi significati naturalistici a quelli più propriamente religiosi.

«L’albero di Pasqua moderno è stato realizzato per la prima volta nel 1965 in Germania dal signor Volker Kraft, che addobbò un piccolo albero di mele con 18 uova di plastica colorate con i suoi figli e, più l’albero cresceva, più loro aggiungevano addobbi. L’usanza si è poi diffusa in altri Paesi e, di solito, durante i 40 giorni della Quaresima, viene aggiunto un addobbo al giorno».

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