In mostra “Il silenzio dei vivi” per non dimenticare

Saranno esposte la collezione “Se questo è un uomo” di Daniela Raffaele Clitorosso e le 11 immagini che compongono l’installazione “Memoria” del professor Riccardo De Feo del liceo artistico di Corato
Nell’ambito delle celebrazioni del Mese della memoria, si inaugura questo pomeriggio alle 18.30 in pinacoteca comunale la mostra dal titolo “Il silenzio dei vivi”, composta dalle opere di Daniela Raffaele Clitorosso e dall’installazione del professor Riccardo de Feo del liceo artistico di Corato.
In esposizione la collezione dell’artista ruvese “Se questo è un uomo, un omaggio a uomini e donne come Primo Levi ed Elisa Springer, testimoni di quello che è stato il più efferato crimine contro l’umanità che la storia ricordi e che non deve essere dimenticato.
«Il “Giorno della Memoria” – dice la Raffaele – diventa per me un modo per interrompere quell’assordante silenzio e raccontare alle future generazioni, con ogni espressione, la drammatica storia di un popolo che ha vissuto la morte, e che attraverso la memoria di ognuno di noi, ne vive anche la rinascita».
Il lavoro del professor De Feo si compone invece di 11 immagini tra fotografie digitali, stampa su metalcart e supporto di forex, di circa un metro per 80 centimetri.
Le prime sette sono contrassegnate da una lettera della parola m-e-m-o-r-i-a, le restanti da titoli.
Le immagini saranno “disperse” nell’ambiente, così ognuna richiederà un tempo di visione autonomo, mentre la parola memoria potrà essere ricostruita solo mentalmente: a memoria, appunto.
Si tratta di una sollecitazione della relazione attiva del visitatore a sperimentare il semplice e automatico meccanismo della facoltà più importante dell’essere umano: la memoria, che consente l’elaborazione dell’esperienza e l’apprendimento di modalità comunicative.
I soggetti sono delle metafore, «rappresentano il mio vissuto ed esprimono il significato che la memoria ha per me in relazione alla vita e all’arte: esperienza quotidiana e impegno culturale come interfacce – spiega De Feo -. L’inversione dei colori delle immagini fotografiche che pratico con il personal computer mi consente di mettere in secondo piano il loro carattere autobiografico,con le implicazioni emotive, e,nello stesso tempo, mi permette di inseguire la vaghezza visiva che altri raggiungevano con la parola nella poetica della “rimembranza”».
La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al prossimo 10 febbraio.
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