Impianto fotovoltaico o elettrico?

La risposta del Sig. Marco Iurilli al commissario prefettizio Mario Volpe, a riguardo della mancata realizzazione di un impianto ad energia rinnovabile/impianto elettrico secondo la procedura del project financing.
– “Un impianto fotovoltaico mai realizzato”, (31/1/06) lettera del Sig. Marco Iurilli
– “Il Commissario Volpe risponde sull’impianto fotovoltaico”, (8/2/06) risposta del Commissario
Risposta del Sig. Iurilli al Commissario Volpe:
E’evidente che il commissario prefettizio del Comune di Ruvo sottovaluta l’intelligenza amministrativa della giunta comunale di cui ha rilevato i poteri, attribuendole un’opera cui essa non ha mai pensato.
Ma è ancor più sconcertante rilevare che, per farlo, egli si neghi alla disarmante chiarezza di una pletora di documenti dai quali si evince, inequivocabilmente, che essa voleva realizzare, con esclusivo apporto di capitale privato, un impianto ad energia rinnovabile, non un qualsiasi impianto elettrico.
Questa volontà emerge proprio dagli atti che il mio interlocutore cita a favore della sua tesi: le delibere n° 276 del 14.10.2004 e n° 16 del 12.04.2005, nelle quali la giunta comunale, nell’eleggere l’opera fra quelle di pubblico interesse e di prioritaria realizzazione (!), fa esplicito riferimento allo studio di fattibilità che lo stesso commissario ammette essere mirato “alla realizzazione di un impianto di alimentazione con energia rinnovabile”.
Come avrebbe potuto, del resto, la giunta accogliere un’opera finanziata da un privato senza il supporto progettuale di uno studio di fattibilità? In più: esiste un carteggio fra la Società proponente e lo stesso commissario (nonché con l’ufficio tecnico) in cui si fa frequente riferimento alla identità e alla natura innovativa dell’opera; cfr., in particolare: lettere del 13.06.2005 e del 5.12.2005.
Sono documenti che qualsiasi cittadino può consultare presso la Casa Comunale o chiedermene, se necessario, copia. Quanto alle insinuazioni di discutibile gusto rivoltemi nella replica di cui mi onora, voglio precisare al commissario prefettizio che:
1) Non c’era bisogno di insinuare coincidenze onomastiche, peraltro erronee, per offrire alla pubblica opinione (cui la cosa è ampiamente nota) il sospetto di legami fra chi scrive e la Flamma Ardens: se egli avesse letto il progetto che ha bocciato, mi avrebbe trovato, nella veste di responsabile tecnico della Società proponente, come firmatario del progetto stesso, il quale è infatti frutto di una mia lunga applicazione, corroborata da specifici studi universitari, e che avrei voluto vedere realizzato nella mia città e per la mia città.
2) Lungi dal coltivare aspettative di proroghe, l’unica aspettativa che la Flamma Ardens legittimamente coltiva è quella di partecipare ad una leale e trasparente competizione (la quale prevede ben due fasi ad evidenza pubblica) che assicuri alla città un’opera d’avanguardia e un servizio efficiente.
Questo è, appunto, ciò che la giunta comunale, legittima espressione del popolo sovrano, voleva dare alla Città: un’opera dichiarata di pubblico interesse, che il commissario ha revocato invocando una mera banalizzazione semantica (‘impianto elettrico’ invece di ‘impianto fotovoltaico’) che, se mai, tradisce ancora una volta la superficialità e la sufficienza con cui gli uffici hanno gestito l’intera fase progettuale.
Quanto alla trasparenza, all’efficienza e al vantaggio economico della gestione diretta, mi consenta il mio interlocutore di nutrire, da cittadino, non pochi dubbi.
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