Imminente una Carta dei servizi per l’accesso al Centro per diversamente abili

Raffaella Anna Dell'Aere

I progetti futuri di Elisabetta Altamura: «Questa esperienza è stata tanto bella quanto formativa. C’è stato moltissimo impegno e si vedrà…siamo ancora presi dal portare a termine tutto»

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L’accesso al Centro

Dopo l’inaugurazione del Centro sociale polivalente per diversamente abili “L’albero dei desideri”, avvenuta poco meno di un mese fa, molti cittadini, tra cui familiari e genitori dei ragazzi con disabilità, sollevano interrogativi su chi possa esservi ammesso e usufruire dei servizi.

Elisabetta Altamura, assessore alle Politiche sociali, chiarisce alcuni punti al riguardo: «Una Carta dei servizi con le indicazioni dei requisiti idonei per l’inclusione e quindi per l’accesso sarà presto disponibile e diffusa alla cittadinanza per far sì che le fasce deboli possano fruire dei servizi offerti. Dopo di che le iscrizioni saranno valutate dall’ufficio dei servizi sociali in base al livello di autonomia personale e alla diagnosi funzionale».

L’assessore specifica che non si tratta di un centro per utenti con svantaggio socio-economico, ma di un centro polivalente ricreativo per diversamente abili adulti con disabilità di lieve entità. Non essendo un centro diurno, non è prevista la presenza di terapisti della riabilitazione, di infermieri e medici. Pertanto operano Oos, educatori, animatori e un assistente sociale.

La situazione attuale

Gli utenti attualmente presenti nel centro polivalente sono adulti dai 30 ai 60 anni circa ed è quindi totalmente assente tutta la fascia di età dai 18 ai 30 anni, cioè i giovani diversamente abili che terminano il percorso degli studi dell’obbligo. L’assessore auspica che in futuro si possa ampliare l’offerta dei servizi e che possa essere orientata ad un’utenza che vada a toccare i bisogni educativi, riabilitativi e di assistenza sanitaria anche dei ragazzi con disabilità più gravi dai 18 anni in su.

“L’albero dei desideri”, gestito dalla Ruvo Servizi, è aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e può accogliere fino a 30 utenti. È dotato di laboratori di informatica, teatrali, di arte, di narrazione, di musicoterapia e di educazione alimentare, oltre che di una sala audiovisivi adibita a cineforum. Nell’ampio e alberato spazio esterno è possibile praticare pet therapy, ortocultura e giardinaggio e aroma therapy nel “giardino dei colori”. 

La struttura offre anche la possibilità di utilizzo degli ambienti e dei laboratori da parte delle scuole di ogni ordine e grado per percorsi progettuali da intraprendere con gli alunni, a prescindere dalla disabilità.

La parola all’assessore

Assessore Altamura, numerose inaugurazioni in città coincidono con l’apertura della campagna elettorale. È pura coincidenza?

«Siamo riusciti ad avviare e a chiudere i lavori in pochissimo tempo. Questo progetto nasce e si chiude con l’amministrazione Ottombrini, così come il rifacimento di piazza Matteotti. Abbiamo altri esempi, in precedenti amministrazioni, in cui sono partiti dei lavori che hanno richiesto tempi maggiori per vederne la conclusione. È una pura coincidenza, anzi, è così difficile far coincidere volutamente il termine di un’amministrazione con la consegna dei servizi nuovi!».

Quali progetti futuri ha Elisabetta Altamura in visione delle prossime elezioni?

«Questa esperienza è stata tanto bella quanto formativa. C’è stato moltissimo impegno e si vedrà…siamo ancora presi dal portare a termine tutto».

Però non è una chiusura da parte sua?

«Sono ancora troppo presa. Credo sia stato fatto un buon lavoro. Abbiamo fatto partire lo sportello del Centro antiviolenza, il Centro minori e il Centro ascolto per famiglie, abbiamo trovato dei nuovi finanziamenti per i progetti di affido. C’è ancora tanto da fare e bisogna stare all’erta sui finanziamenti europei, a tutt’oggi l’unica risorsa per far crescere veramente una città».

La presenza del Centro per diversamente abili sull’estramurale Pertini può rappresentare una possibilità per la futura riqualificazione della periferia?

«Senza dubbio sì. Anche se credo che non ci sia periferia a Ruvo dal punto di vista tecnico. Ad ogni modo è già previsto un rifacimento del manto stradale. Tra l’altro posso anticipare che all’incrocio di via Terlizzi nascerà presto un nuovo parco».

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