Il vecchio e il mare sbarca al Piccinni
Venerdì, sabato e domenica al Piccinni di Bari
Venerdi 21 gennaio ore 21.00, sabato 22 gennaio ore 21.00, domenica 23 gennaio ore 18.00 Il vecchio e il mare, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Hemingway sarà al Piccinni di Bari, sotto la direzione di Michelangelo Campanale.
Sotto la supervisione dell’associazione culturale Tra il dire e il fare – La luna nel letto, prodotto da Teatri Abitati – Teatro Comunale di Ruvo di Puglia e la coproduzione Festival Internazionale Castel dei Mondi Andria.
con: Bruno Soriato, Robert McNeer, Salvatore Marci
regia, scene e luci: Michelangelo Campanale
drammaturgia: Katia Scarimbolo
assistente alla regia e costumi: Maria Pascale
video: Raffaella Rivi
ricerca scenografica e oggetti di scena: Paolo Baroni
macchinista di scena: Tea Primiterra, Maria Pascale
consulenza musicale: Tommaso Scarimbolo
consulenza fonica: Luca Ravaioli
tecnico luci e fonica: Sebastiano Cascione e Carlo Quartararo
logistica e amministrazione: Isa Pellegrini
E allora, sulla scena tre personaggi, tre vissuti, tre età: Hemingway lo “scrittore avventuriero” e “le sue creature”, Santiago il vecchio pescatore e
Manolin il ragazzo. Hemingway è l’adulto nel pieno del suo vigore, stimolato e messo in crisi da una storia semplice ed emblematica allo stesso tempo, con i suoi protagonisti guardati con rispetto, amore e pietà perché compagni e testimoni in un rito di passaggio. Santiago lotta nel mare, tra le corde, il sudore, la fatica, il dolore delle mani e della sconfitta e fa un salto spirituale nell’ultimo passaggio della sua esistenza; Manolin nell’attesa si scopre importante per il vecchio e grazie all’esperienza del suo maestro si prepara a diventare uomo.
Chi porta chi? Sono io che porto te o sei tu che porti me?
Come in una importante partita di baseball, Hemingway fa rimbalzare la palla tra sé e i suoi personaggi, tra il vecchio e il ragazzo, tra il vecchio e il pesce, tra il mondo umano e la natura, che è sempre lì, a ricordarci che facciamo parte di un unico grande gioco, un unico grande rito, nel quale l’uomo non trionfa mai del tutto, ma che ci porta sempre … oltre.
La scenografia e le luci si fanno elemento drammaturgico, creando uno spazio attraversato da linee, da corde tese, che evocano la tensione costante del testo, e che regalano allo spettacolo un taglio cinematografico.
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