Il territorio di Ruvo e le sue ricchezze racchiuse in un volume

Redazione

Il volume raccoglie i risultati di una ricerca inedita volta ad analizzare in tutti i suoi aspetti le necropoli dell’antica città di Ruvo di Puglia, ripercorrendone le fasi di sviluppo storico nel per

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Giovedì 24 giugno 2010 alle ore 19,00 presso l’Hotel Pineta di Ruvo di Puglia sarà presentato il libro “Ruvo di Puglia e il suo territorio Le necropoli”

Guastamacchia SpA ha sponsorizzato la realizzazione del libro che è stato redatto dall’archeologo Dott. Andrea Celestino Montanaro vincitore del primo premio di un concorso internazionale, bandito dalla casa editrice “L’ERMA” di BRETSCHNEIDER.

Il volume raccoglie i risultati di una ricerca inedita volta ad analizzare in tutti i suoi aspetti le necropoli dell’antica città di Ruvo di Puglia, ripercorrendone le fasi di sviluppo storico nel periodo compreso tra l’età del Ferro e la romanizzazione.

L’analisi delle tipologie tombali e della composizione dei corredi funerari, rinvenuti a partire dalla fine del XVIII secolo e dispersi dal commercio antiquario ottocentesco in varie collezioni pubbliche e private, è stata condotta attraverso una capillare consultazione di manoscritti di studiosi di storia locale e, principalmente, delle notizie riportate negli atti d’archivio del Museo Archeologico di Napoli, degli Archivi di Stato di Bari, Napoli e Roma, dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma, oltre che dei vari musei europei nei quali sono confluiti numerosi reperti, quali il British Museum di Londra, l’Antikensammlung di Monaco di Baviera, il Louvre di Parigi, l’Hermitage di San Pietroburgo e tanti altri ancora.

Tale minuziosa opera di ricerca ha consentito di recuperare la provenienza ruvese di numerosi reperti famosi nella letteratura archeologica, ma privi dei dati di rinvenimento, soprattutto ceramiche figurate e oreficerie, confluiti nel mercato antiquario di Napoli, andati in seguito dispersi e ritrovati dall’Autore nei depositi dei musei di Taranto, Napoli, Londra, Edimburgo, Monaco di Baviera, Parigi, San Pietroburgo, New York e in altre numerose strutture museali europee e americane.

Di fondamentale importanza dal punto di vista scientifico è stata la ricomposizione, in modo completo o parziale, di circa 475 contesti funerari smembrati, alcuni dei quali di eccezionale valore documentario, i cui reperti (migliaia) sono sparsi per il mondo.

I risultati di questo lungo lavoro gettano una nuova luce sull’antico insediamento di Ruvo, in particolare sulla presenza di Etruschi, Sanniti e Lucani e sugli stretti rapporti intercorrenti tra queste popolazioni e gli abitanti dell’antico centro apulo. Di notevole interesse sono i dati che si sono potuti ricavare sui rituali e sugli statuti dei personaggi di rango che delineano una società piuttosto complessa e articolata.

Infine, la ricerca ha messo in luce come numerosi contesti contenevano ornamenti personali in oro e in altro materiale prezioso, la maggior parte dei quali, caso unico finora in Puglia, di produzione etrusca.

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