Il tenore ruvese Luciano Lamonarca omaggia Nino Rota alla Carnegie Hall

Il tenore Luciano Lamonarca alla Carnegie Hall di New York
Lamonarca, da 15 anni negli Stati Uniti, ha aperto il concerto di gala organizzato dall’Unitar, in occasione della celebrazione della 79esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite
Anche quest’anno, ad aprire il concerto di gala, organizzato dall’Unitar (United Nations Institute of Training and Research), in occasione della celebrazione della 79esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è stato invitato il tenore ruvese Luciano Lamonarca che, da 15 anni, vive negli Stati Uniti.
Il concerto, intitolato Leaving No One Behind: Acting Together for the Advancement of Peace, Sustainable Development, and Human Dignity for Present and Future Generations, si è tenuto il 17 dicembre, allo Stern Auditorium/Perelman Stage della Carnegie Hall di New York.
Dopo i messaggi di benvenuto dell’attuale presidente dell’Assemblea Generale Onu, Philémon Yang; del direttore dell’Unitar, l’ambasciatore Marco Suazo, e del direttore esecutivo e artistico della Carnegie Hall, Clive Gillinson, è stato letto un messaggio di Andrea Bocelli che ha lodato l’evento nonché ha apprezzato la scelta di Lamonarca di dare avvio al concerto con il brano “Parla più piano” di Andy Williams, su tema originale di Nino Rota che curò la colonna sonora de “Il padrino”.
La scelta del brano, ha spiegato Lamonarca, è di natura personale: Nino Rota è stato il direttore del Conservatorio di musica “Niccolò Piccinni”, dove lui ha compiuto i primi passi musicali. Lamonarca ha poi eseguito You’ll Never Walk Alone dal musical “Carousel”, e infine, in duetto, la celeberrima canzone Napoletana ‘O Sole Mio, insieme al mentore e tenore di origini siciliane, Ignazio Campisi. Entrambi gli artisti sono stati gli unici italiani a esibirsi all’interno del concerto.
Lamonarca, a conclusione, ha ringraziato il pubblico per il caloroso applauso e ha spiegato le ragioni dei colori del suo abito di scena, nero con richiami arancioni, ispirati alla farfalla Monarca, a cui, probabilmente, risale il suo cognome.
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