Il sentimento e la ragione per sfidare il tempo

Il viaggio nelle grandi religioni monoteiste.Tre serate di grande impegno culturale ed artistico al Liceo “Tedone”
In una cornice di pubblico da grandi serate, l’auditoriun del “Tedone” ha offerto al territorio momenti di riflessione, pacato confronto ed appassionata partecipazione, sulla proposta del tema del rapporto tra le religioni nei confronti della vita e della morte.
All’origine del percorso una ricerca degli alunni di quattro classi (3D, 3I, 4D e 4H) che nel corso di sei mesi di lavoro hanno condotto un accurato studio e raccolto una consistente documentazione sull’origine del mito Gilgamesh (epopea dell’aspirazione all’immortalità, di oltre quattro millenni addietro) e sullo sviluppo delle grandi religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo ed islamismo). In una magica atmosfera di favola, nella prima serata di martedì 10 marzo, sul palcoscenico tra voci fuori campo, danze ed immagini, si è ricostruita l’origine comune delle religioni che traggono lo spunto dalla riflessione/ribellione alla morte e nella ricerca consolatoria di un aldilà.
Protagonisti i ragazzi che hanno gestito quasi per intero la serata raccontando i libri sacri e le vicende storiche dei popoli credenti. A conclusione della prima giornata due illuminanti conversazioni: Rosa Scardigno (Università di Bari), sulla psicologia della religione con l’approfondimento delle ragioni che orientano alla condivisione della scelta religiosa e sui processi di elaborazione della sofferenza e della perdita di una vita, e Gianluigi De Vito (La Gazzetta del Mezzogiorno) che, con approccio laico, ha evidenziato le difficoltà per la stampa di raccontare la religiosità e gli eventi religiosi ed ha tuttavia sottolineato il peso delle istituzioni nello sviluppo della vita politica e sociale, quando difendono le scelte di fede.
Alla prima serata di impostazione laboratoriale, che ha visto protagonisti i ragazzi ed una presenza attenta del pubblico, ha fatto seguito, giovedì 12 marzo, il momento del confronto e della trattazione del tema da parte dei rappresentanti delle tre grandi religioni monoteiste.
Dopo i saluti del prof. Domenico Scarongella, assessore alla cultura, inviato dell’amministrazione comunale di Ruvo e del vescovo Mons. Luigi Martella, il dibattito si è subito allargato all’intero palcoscenico riempito dalla presenza in semicerchio di eminenti rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e religioso. In una sala attenta e silenziosa, che ha fatto registrare il pieno di posti disponibili, il prof. Vincenzo Pace, ordinario di sociologia delle religioni presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Padova, ha ripreso il tema essenziale (già sviluppato al mattino nella sala biblioteca con gli alunni di quattro classi) della correlazione tra le diverse religioni, spaziando nel più ampio contesto di tutte le religioni, che hanno molti punti di contatto (quasi fossero delle frontiere) e che si dividono sul piano delle scelte di fede.
La radice comune della religiosità è rintracciabile attraverso l’immagine del compasso che, partendo da un punto, il centro, può estendersi sempre più allargando il raggio fino ad includere nuovi orizzonti culturali e sociali e toccare confini ed aree appartenenti a diversi orientamenti religiosi. La comunanza di prospettive e soluzioni di fede sottolinea l’importanza della valutazione di ciò che accomuna piuttosto che l’esasperazione di ciò che divide le diverse confessioni. Tolleranza, integrazione, condivisione non possono essere scelte suggerite da opportunità contingenti, ma l’essenza di un dialogo interreligioso che scopre le radici comuni della sociologia delle religioni. Raccontare Dio significa capirne le ragioni che hanno condotto gli uomini a ricercare oltre la dimensione temporale ed attingere l’eterno che è già dentro di noi.
L’hazan officiante della comunità ebraica di Trani Michele DePrisco ha spostato l’attenzione sulla drammaticità della morte e sulla necessità di superare l’idea di nulla e di disperazione; analizzando il tema della verità, ha paragonato la morte al “nascondimento” e la necessità per il credente di superare il nulla con il “disvelamento” o non-nascondimento. La morte ripristina il rapporto di divinità tra uomo e Dio, tant’è che i cimiteri per l’ebreo sono la “casa della vita” e terra di passaggio per la risurrezione. Il messaggio religioso consiste quindi nell’invito a non considerare la morte come punizione e valorizzare la vita come occasione per superare l’egoismo e trasformare l’uomo in cooperatore di Dio, facendo del bene al prossimo.
Il punto di vista cristiano è stato esplicitato da don Giovanni DeRobertis, dell’Associazione “Migrantes”, che ha incentrato la sua riflessione sulla morte e risurrezione di Lazzaro. Partendo dalla considerazione che la religione non ha risposte esaurienti sul tema della morte, ha prospettato la corretta lettura dello spirito di ogni religione, quella cristiana in particolar modo, che vuole rivendicare il superamento del nulla e l’affermazione di una vita futura. La sofferenza legata alla morte è sacrificio per una rinascita alla vita eterna: dalla drammatica solitudine della croce alla speranza della risurrezione.
Il superamento della visione negativa della morte è stato il punto centrale della riflessione di dell’Iman della Comunità islamica in Puglia, Ayub Sad, che ha sottolineato come la vera vita è quella ultraterrena dove il paradiso attende tutti i credenti (anche delle altre religioni), i peccatori pentiti che chiedono il perdono e tutti quelli che hanno lasciato opere di bene sulla terra. La fede islamica promette una vita futura di gioia e di ricompensa specie a chi ha accettato il sacrificio e la fedeltà religiosa durante la vita terrena. Non tutto infatti può finire con la morte: il corpo scende nella tomba, ma l’anima sale al cielo, per cui il credente non ha paura della morte.
Di fronte alla morte si tocca Dio, per superare il dilemma “essere o non essere”: è stata la riflessione di Silvia Godelli, docente presso la facoltà di Psicologia dell’Università di Bari ed assessore al Mediterraneo della Regione Puglia. Causa incausata, monade o noumeno, il pensiero dell’uomo cerca con la ragione di cogliere l’assoluto, per superare il limite della stessa vita terrena. La ricerca di senso della vita (considerata una parentesi tra il non esserci stato ed il non esserci più) è il punto di partenza di ogni religione che cerca di superare l’evidenza della ragione per esprimere la speranza attraverso il sentimento ed il superamento del dramma esistenziale che testimonia la fine della vita. Esorcizzare la morte è l’abitudine diffusa nella nostra società, che preferisce allontanarla e ignorarla immergendosi nella vacuità delle scelte di breve durata.
Di stampo diverso il terzo appuntamento, nella serata di venerdì 13 marzo, illuminato dalla luce della musica. Si è trattato di un altro viaggio nel sentimento, nell’espressione universale delle note e degli strumenti musicali, oltre che delle interpretazioni vocali di splendida ed efficace comunicazione. Dopo una introduzione del dott. Franco di Palo sulla musica sacra e sulla dimensione locale della stessa a vantaggio delle diverse comunità religiose e confraternite, si è passati alla musica ispirata alle tre religioni. Il concerto Bandistico “B. Giandonato”, composto da 30 maestri magistralmente guidati dal Direttore d’orchestra Rocco Di Rella, ha eseguito brani che accompagnano le processioni della settimana santa ed altri composti per celebrazioni sacre (“Ex Domine vita aeterna”, inedito dello stesso maestro Di rella ed un brano del compianto Maestro Michele Cantatore dal titolo “Inno alla Pietà” ), con adattamenti dello stesso maestro Di Rella. La drammaticità espressiva e la forza del sentimento che cerca il superamento del limite temporale hanno attraversato tutta la sala. Subito dopo la vibrante voce di Evelina Mechinagi, sostenuta da Eugenio Colombo, ha ammutolito l’auditorium per la splendida interpretazione della musica nell’esperienza ebraica durante il suo storico pellegrinare nelle terre del mediterraneo. Dal tono delicato, quasi di lamento, agli acuti che protestavano dolore e sofferenza, il tema della morte è apparso in tutta la sua drammaticità, addolcito poi da una tenera ninna nanna. Con l’intercalare di letture di brani introduttivi dell’esperienza musicale e racconti attinenti al tema, l’attenzione si è poi orientata a Nabil Salameh e Alessandro Pipino di Radiodervish che hanno offerto parte del loro repertorio di musica ispirata all’islam, con una calorosissima accoglienza da parte del pubblico.Per entrambi le esecuzioni adeguato supporto, con splendido accompagnamento, è stato offerto dal Trio composto da Vittorio Gallo, Adolfo Lavolpe e Pier Paolo MAartino. Conclusione a sorpresa: una improvvisata ma riuscitissima esecuzione di brani in comune fra i due gruppi (testimonianza in diretta di integrazione e condivisione) che ha letteralmente incantato la sala che si è prodotta in un lungo applauso di chiusura della serata e della manifestazione.
Un tema difficile da trattare: dove il rischio della polemica, della banalizzazione, dello scivolamento sul piano dell’attualità e della sottolineatura delle differenze era continuamente a portata di mano. Il Liceo e gli organizzatori hanno saputo garantire misura ed equilibrio come è stato testimoniato non solo dal numero dei presenti in sala, ma dai consensi e testimonianze ripetutamente confermate e dai messaggi pervenuti, di cui si è data lettura in sala, da parte del Presidente della Regione e del Presidente della Repubblica. Un percorso di ricerca partito dalla scuola, che ha attraversato le aule scolastiche per l’impegno degli alunni, che si è voluto estendere agli altri per stimolare, in maniera positiva, scelte culturali e di impegno sociale che il Liceo vuole proporre al territorio. Tutto questo grazie anche al contributo determinante degli sponsor e degli organizzatori che, con grande sacrificio, hanno promosso l’iniziativa.
Commenti
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la religione uccide pure te, digli di smettere
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buongiorno sig.o sig.ra ewawe non so chi sia lei,ma temo che non abbia colto il senso dell’iniziativa svoltasi presso il liceo tedone di ruvo. sono disponibile a confrontarmi con lei. come rintracciarmi? semplice mi chiami al 3474505594 e ne potremmo diascutere. mi auguro che ella accetti l’invito per un civilissimo confronto.a presto spero.
le auguro buona giornata antonio minafra








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