Il ritorno da Berlino

Raffaella Anna Dell'Aere

La Banda di Pino Minafra e “la Primavera Rubastina” atterrano in Cattedrale.

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La Primavera Rubastina, programmazione appetitosa di cultura e tradizioni, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ruvo, è proprio cominciata, nonostante il freddo e l’atmosfera ancora rigorosamente invernale.

Direttamente da Berlino, la Banda di Ruvo di Pino Minafra e il quartetto vocale delle Faraualla, scolpiscono una serata di musica straordinaria, ispirata alla Settimana Santa ruvese, tra le antiche navate e i soffitti della Cattedrale nostrana.
Il ricordo del Talos Festival è troppo forte, voci e visi noti, mescolati ai sorrisi dei bambini, incuriositi.

Vivo e imponente appare l’ambiente sacro, ricamato dagli strumenti musicali in attesa che confusamente incalzano, nel susseguirsi di piccoli suoni odorosi e multiformi.

Pino Minafra, dopo l’esperienza berlinese, esordisce descrivendo i tedeschi come “persone di uno spessore e profondità speciale”, definendo il loro cuore “potente e caldo”, appassionato nella scoperta delle sonorità bandistiche, eccelso prodotto culturale del nostro territorio, non più costipato nelle quattro mura, ma libero di diffondersi e dispensare intense suggestioni oltralpe e a presto, oltreoceano. «Nessuno sa cos’è la musica, ma sappiamo che ci fa viaggiare … ci fa percepire l’essenza profonda  dell’uomo, la sua “leggerezza dell’essere”. E la Puglia non è solo Taranta, ma è Banda, valore da apprezzare e diffondere, salvaguardare. È la nostra anima».

Il concerto ha inizio, nella sua carrellata, con le marce funebri di Luigi Cirenei, Antonio e Alessandro Amenduni. I piatti rimbombano, facendo scivolare via una pioggia di melodiche lacrime.
Pino Minafra, il maestro, insieme al grande Michele Di Puppo, direttori di banda e di emozioni, conducono, nei volteggi sonori, il pubblico e l’intera platea dei musicisti.
Emozioni prolungate quelle donateci dalla Banda, ospitata da don Salvatore Summo, in una Chiesa aperta, accogliente, ricca di persone, di sguardi, assetata del cambiamento bello e positivo, oramai tangibile.

Il Sindaco di Ruvo, Vito Ottombrini e l’Assessore Pasquale De Palo, presenti alla serata, sottolineano l’importanza di ampliare il mercato turistico locale e questo, grazie anche alla diffusione della nostra cultura bandistica all’estero, è possibile, con il supporto imprescindibile della Regione Puglia.

“La quinta essenza del Sud” come le ha definite Pino Minafra, sono le Faraualla, quartetto tutto al femminile, bianchissime nel loro abito avvolgente e, protette dalla predominanza del presbiterio, appaiono cariche di una potenza vocale intrisa di virtuosismi e piroette acustiche. È il profondo Sud che parla ora, tra assonanze antiche e nenie odorose di preghiere, con croci in petto e rosari alla mano, in un intreccio magico tra il sacro e il profano.

TERRONIA, brano di quasi trenta minuti, composto dal maestro Minafra, firma il finale e il culmine musicale del concerto. Un autentico viaggio in un mare impetuoso, un turbinio intenso, racchiuso tra le mura di una Cattedrale, ridondante di percussioni e soffusi, o talvolta maestosi, timbri vocali.

L’appuntamento concertistico termina, ma le emozioni no. Quelle restano, insieme alla Primavera Rubastina, ed attendono la tessitura di nuovi vulcani culturali capaci, a tutti i livelli, di dissodare equilibri per troppo tempo narcotizzati.

Foto Enzo Paparella

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Commenti

  • vincenzo scoppio (utente non verificato)

    non potevano non essere presenti il sindaco e l’assessore de palo,vivono di musica entrambi, e l’unica cosa che sanno fare. Tanto di cappello alla Banda di Pino Minafra eccezionale. Ma i problemi di Ruvo il musicista assessore li conosce? la gente ha fame,non ha da mangiare molte famiglie vengono viste raccogliere cibo dai cassonetti della spazzatura. Stai tranquillo assessore che non raccogli voti con il tuo bel fare,devi dire solo grazie a chi ti ha portato in consiglio Comunale, non con voti tuoi, perchè non raccoglieresti neanche 10 voti dei tuoi, grazie all’intero partito.senti che umori ci sono in giro nei tuoi confronti, senza parlare dell’intera maggioranza.Non me ne vogliate ma è la verità bisogna solo vergognarsi.Prima di parlare degli altri, fatti un esame di coscienza.

  • Flora Franci (utente non verificato)

    vorrei chiedere a don salvatore summo ma il giorno di Pasqua che ha battezzato la principessa d’ inghilterra non credo sarebbe stato lo stesso ad un italiano grazieflora

  • diego amenduni (utente non verificato)

    Come figlio di Alessandro e nipote di Antonio, non ho mai sentito il M° Minafra esprimersi nei confronti dei miei parenti nel modo riportato da “amico d’infanzia”. Invito, quindi, il signore autore del commento a produrre testimonianza di quanto da lui affermato. Il M° Minafra ha sempre portato rispetto ai Maestri Amenduni, rispetto e gratitudine che si sono concretizzati nel aver lasciato traccia e quindi tramandato, come nessun altro aveva pensato di fare, alcune delle loro opere più significative. E grazie al suo impegno, le emozioni di queste opere hanno travalicato il tradizionale contesto locale e sono oggi condivise in molte regioni nazionali ed estere.

  • bethoven Simphony (utente non verificato)

    Aspetta che Pino possa rilanciare l’artista locale a ruvo?, fino ad ora ha solo rilanciato la propia cricca.

  • una ruvese (utente non verificato)

    beh, io credo che aldilà di tutto bisogna riconoscere che sono veramente bravi. il concerto di domenica è stato emozionante, oltre che da veri professionisti. e, come ho già detto in un’altra occasione, prendiamoci questo momento di gloria da ruvesi, che non è da poco, e non polemizziamo sempre e su tutto.

  • amico d’infanzia (utente non verificato)

    Quando il m° Minafra si ricorderà di chiedere “perdono” ai M.tri Amenduni Antonio e Alessandro e Basilio Giandonato per averli definiti (in tempi non sospetti) “mezzi maestri?”Ora ne fa uso e consumo delle loro musiche. Sono le stesse( e gli stessi autori) di quando lui inveiva nei Loro riguardi.Caro Pino nella mia vita professionale ho imparato che prima delle 7 note un artista debba imparare dov’è di casa l’umiltà.Tu invece hai preferito costruirti ville e villette,dentro e fuori Ruvo. Potrai anche aver girato il mondo, fatto esperienze, acquisito una buona competenza musicale. Ma mi dispiace dirtelo: la tua figura di uomo è intrisa di retorica oltre ad una mancanza di autenticità.

  • MOM VENG (utente non verificato)

    NIENTE DI PIù VERO cara,o caro gioiosa ma la verita e che qualcuno continuera a monopolizare il ruvo festival ,fermo restando le direttive allunisono del genere, che purtroppo limita ma che anche esalta il genere io propongo agl’ideatori nonche organizatori di creare sott’arie se cosi si possono definire che propongano fermo restando il tema principale nuovi aspetti folcroristici musicali che abraccino e consentano alle varie aree musicali che di certo anno talenti che son riconosciuti in tutta italia e non un trampolino che esalti gli sforzi di questi nostri figli fratelli che credono nella musica ,il nostro paese grande di tradizioni e lealta non puo tradire .Sindaco ,Pino da grande artista come sei ,sig Sindaco le chiedo di dar voce a questi talenti che son noti anche nel loro silenzio basta un passa parola poi ruvo sarà e d è ruvo talos grazzie

  • gioiosa marina (utente non verificato)

    per quanto riguarda la banda di ruvo vi rammento che a ruvo c’è gente tra cui il direttore d’orchestra il nostro concittadino prof. Salvatore Campanale il quale può vantare una serie di titoli accademici di rilevante importanza, comprovata bravura nonchè una certa esperienza come direttore d’orchestra e cosa fanno i nostri cari organizzatori bandistici non lo considerano affatto ( vergogna) quando vanno dicendo in giro che la selezione viene effettuata per meriti artistici ( niente di più falso) per non parlare di strumentisti ruvesi che volenti o nolenti ma considerati di pari valore se non superiori a certi elementi oggi in pianta stabile nella banda non vengono considerati solo perchè non fanno parte della cricca di leccapiedi, nipoti, colleghi di lavoro, padrini di cresima ecc…… rammentate gente.

  • mom veng (utente non verificato)

    mo faciamo che ci continuino a rubare i talenti cosi come an fatto con il nostro sacro cratere ,talos, ai ruvesi svegliati ruvo ,in ogni senzo

  • un ruvese (utente non verificato)

    Mi chiedo se sono tanto bravi quelli della banda, perchè a Belino non si sono fatti pagare, ma hanno chiesto i soldi povero comune e alla regione puglia.

  • mom veng (utente non verificato)

    belle parole, grande pregio ,ma mi si consenta ancora una volta di ricordarvi che in tutt’ITALIA ci sono nostri compaesani che qualcuno continua a dimenticare , non o biswogno di far nomi perche gia gli conoscete ma sordo e al vostro orecchio i loro nomi , tranquilli non voglion gloria ma sol esser riconosciuti da voi come figli non genitori ,pino,guarda che,ci son persone che tifano per ruvo ,caro vito chiedi ,e te lo chiedo come cittadino ,il ruvo festival talos ,deve ed è prima di tutto dei ruvesi, chiedi agli organizatori di non dimenticarsi dei suoi figli, non mi dite che non gli conoscete? altrimenti vuol dire che c’è sgamo ,e non arte ciao vi voglio bene forza ruvo

  • Mauro Altamura (utente non verificato)

    Bravo Diego che parli con trasparenza, vergogna agli altri che non rivelano la loro identità…da ruvesi doc, da gente di poco conto, grazie ad “una ruvese” che ritiene un evento così importante unico e da elogiare aldilà di ogni polemica…a tutti quanti va un invito a collaborare affinchè il paese cresca, senza polemiche, senza additare gli sforzi di coloro che credono, che si sporcano le mani, ma diamoci da fare anzicchè lavorare contro, sparlare senza conoscere!