Il Purgatorio parla ruvese

In scena il gruppo teatrale dell’Arciconfraternita del Carmine gli scorsi 24 e 25 novembre presso il salone dell’Istituto “Sacro Cuore”. Si replica anche il prossimo fine settimana.
Quanti anni di pene bisogna scontare in Purgatorio prima di salire alla gloria del Paradiso? Per il povero Piero non meno di 2000, secondo la divertente commedia in 3 atti di Camillo Vitticci adattata in vernacolo ruvese e diretta dal regista Gianni Todisco per la rappresentazione del gruppo teatrale dell’Arciconfraternita del Carmine, messa in scena gli scorsi 24 e 25 novembre presso il salone dell’Istituto “Sacro Cuore”. A meno che il nostro tirchissimo protagonista non decida di convertirsi, tornare sulla Terra e fare un gesto molto generoso.
L’azione sul palcoscenico genera molte risate da parte del pubblico che riempie la sala, compreso il sindaco Stragapede in prima fila. L’ilarità è garantita principalmente dalla spontaneità, dall’affiatamento e dalla verve dei 4 attori principali, che recitano con convinzione e vera passione, cedendo al riso solo una volta durante tutto il lungo svolgersi della serata. Sono loro il fulcro e il vero punto di forza della storia, con le battute a effetto, i toni sempre sopra le righe ma molto adatti al ruolo, la gestualità accentuata e il tipico modo di parlare e di fare da “commare di paese”, che li fa sentire familiari e vicini.
I litigiosi coniugi Piero e Giustina, in compagnia degli altrettanto bizzarri amici Celestino e Teresa finiscono in Purgatorio a causa di un incidente automobilistico occorso alla pericolante 500 di questi ultimi, mentre li stava portando a Terlizzi, in visita alla Madonna di Sovereto.
Qui, dopo averne ascoltato gli innumerevoli peccati e calcolato le conseguente durata dell’espiazione, un fantomatico Capo dà a Piero la combinazione vincente della schedina, a patto che lui, una volta fatto 13, doni il premio ai più poveri. Solo così potrà bypassare la millenaria penitenza e giungere direttamente in Paradiso. Tornati a casa, però, nessuno, tranne lui, sembra ricordare cosa è successo. Oltre alla confusione già generata dagli equivoci familiari, ci si mettono di mezzo anche un prete alquanto strano e una perpetua ficcanaso. Il nostro avaro crederà alla bontà dei risultati del Capo, spendendo ben 2 Euro per giocare la schedina? E farà davvero 13, regalando la sua vittoria ai meno fortunati?
Per scoprirlo, basta ritirare gli inviti presso l’Istituto “Sacro Cuore” o l’Arciconfraternita del Carmine ogni giorno dalle 18:30 alle 20:30. Si replica anche il prossimo fine settimana, sabato 1 e domenica 2 dicembre alle 19:30.
Commenti
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Davvero complimenti non solo all’Arciconfraternita del Carmine, ma anche a questo gruppo di “mascalzoni” che hanno fatto divertire il pubblico.Peccato pero’visto che manchiamo di un vero contenitore culturale nel ns paese.Andate a vederla perche’e’veramente divertente!!!
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siamo Nicola e Antonella,due dei protagonisti della commedia, volevamo ringraziare a nome di tutto lo staff del gruppo di animazione dell’arciconfraternita tutti coloro che hanno assistito a questo lavoro, perchè ci hanno dato la giusta motivazione per affrontare questo spettacolo.
Grazie di cuore -
L’azione sul palcoscenico genera molte risate da parte del pubblico che riempie la sala, compreso il sindaco Stragapede in prima fila
COMMENTO:
Se il sindaco fosse salito sul palco avrebbe fatto ridere di più come attore. Con la sua “maggioranza” poi avrebbe forse strappato anche le lacrime -
Peccato per tutti coloro che si sono persi questo divertimento!
Complimentissimi a tutto il team di attori che così piacevolmente hanno inscenato questa commedia, ma in particolare a Pierino e Giustina, al secolo, Nico e Antonella, futuri sposi (diciamolo pure!), con il sincero augurio che la vostra vera vita matrimoniale sia un tantino più “normale” di quella interpretata sul palco… Un grande “in bocca al lupo”, ve lo meritate tutto!
By: …non immaginereste mai!!! -
sono francesca la sorella di “Geremei”……SIETE STATI GRANDI!!!!!!!!!!!!








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